Home  
  
  
    Radiodiagnostica
Cerca

Radiologia
Radiologia
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Radiodiagnostica

La radiodiagnostica effettua esami sul corpo umano sfruttando le onde elettromagnetiche. Informazioni utili sugli esami radiografici.

Radiodiagnostica
© Getty Images

Che cosa sono i raggi X?

Onde elettromagnetiche, di brevissima lunghezza d'onda, che si formano quando una corrente elettrica al alta tensione viene inviata in un tubo a vuoto: gli elettroni emessi dal catodo (raggi catodici), accelerati dalla differenza di potenziale elettr

Chi è il radiologo?

Un medico che, dopo la laurea, ha frequentato un corso postuniversitario specifico e ha conseguito la specializzazione in radiodiagnostica o in radioterapia: nel primo caso si dedica alla diagnosi delle malattie mediante metodiche che utilizzano principalmente i raggi X, nel secondo si interessa all'uso dello stesso tipo di raggi per la terapia di malattie (soprattutto tumori).

Chi sono i tecnici di radiologia medica?

Persone che, dopo il diploma di scuola media superiore, hanno conseguito un diploma in questa disciplina. Il loro compito consiste nel coadiuvare l'attività del radiologo effettuando esami radiologici o eseguendo applicazioni mediante apparecchiature che emettono raggi X a scopo terapeutico, sempre sotto il controllo del radiologo stesso.

Tutti i tessuti corporei possono essere visualizzati con i raggi X?

No; nel corpo umano vi sono molti tessuti molli, che non è possibile evidenziare con l'esame radiografico diretto: ciò dipende dal fatto che essi assorbono la stessa quantità di raggi X assorbita dai tessuti limitrofi, per cui non esiste contrasto.
È tuttavia possibile ovviare a tale inconveniente ricorrendo all'impiego dei cosiddetti mezzi di contrasto, cioè di sostanze opache o trasparenti (liquidi o aria) che consentono di visualizzare quasi tutte le parti del corpo.

Che cosa sono i "mezzi di contrasto"?

Sostanze, opache o trasparenti ai raggi X, che vengono usate in radiologia per creare un contrasto artificiale e poter così visualizzare organi o parti del corpo che, per la loro struttura, non potrebbero essere altrimenti distinti dalle formazioni circostanti e non risulterebbero quindi visibili all'esame radiologico. Uno dei mezzi di contrasto opachi usati con maggior frequenza è il solfato di bario, che viene impiegato per analizzare l'apparato digerente.

Per quale ragione chi esegue la radiografia rimane dietro uno schermo o addirittura in un'altra stanza?

Perché, contenendo lo schermo o le pareti divisorie una lastra di piombo, che frena e assorbe le radiazioni meglio di ogni altro materiale, l'operatore viene in tal modo protetto dagli effetti delle radiazioni diffuse che, nonostante possano essere di volta in volta abbastanza scarse, col tempo finirebbero per accumularsi e per risultare dannose all'organismo dell'operatore.

Esiste il pericolo di ricevere una scarica elettrica da un'apparecchiatura a raggi X?

No; oggi tutti questi apparati sono completamente protetti.

È possibile fotografare l'immagine radioscopica?

Sì; grazie all'uso di un intensificatore di immagini, è possibile non solo fotografarla, ma anche riprenderla con la cinepresa e proiettarla attraverso un sistema televisivo.

Che cos'è un intensificatore di immagini (o di brillanza)?

È un dispositivo che viene inserito nel fluoroscopio e che aumenta migliaia di volte la luminosità dello schermo fluorescente: l'immagine risulta in tal modo più netta e può essere valutata dagli operatori anche in un ambiente illuminato.
Il dispositivo consente inoltre una drastica riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e agli operatori.

È possibile fare riprese cinematografiche ai raggi X?

È possibile con la röntgencinematografia, metodica con cui vengono filmate le immagini che appaiono sullo schermo dell'intensificatore di brillanza. La röntgencinematografia fornisce notizie importanti sulla motilità degli organi in movimento.

Che cos'è il fluoroscopio?

Un'apparecchiatura a raggi X, che visualizza l'immagine della parte esaminata su uno schermo fluorescente. Questo tipo di esame, definito fluoroscopia o radioscopia, consente al medico di osservare anche i movimenti dell'organo in esame. Oggi, peraltro, il fluoroscopio è quasi completamente sostituito dagli amplificatori di brillanza.

Esistono soluzioni per evitare all'operatore l'esposizione ai raggi X?

Sì; l'immagine prodotta dall'intensificatore può essere riportata, mediante una telecamera, su un monitor televisivo e trasmessa a distanza, in circuito chiuso, in un altro ambiente, integralmente protetto dalle radiazioni.

È possibile sottoporsi anche con frequenza a esame radiologico?

Si tratta di un tipo di indagine che deve essere effettuata solo quando è indispensabile e non può essere sostituita da alcun altro esame che comporti un minore assorbimento di radiazioni da parte del paziente.
Il radiologo è, ovviamente, al corrente di ciò e di conseguenza si comporta.

Quali effetti nocivi può avere un'eccessiva esposizione alle radiazioni?

Dosi elevate di radiazioni, quali si possono verificare in conseguenza di esplosioni nucleari o di gravi incidenti in centrali atomiche e che sono centinaia di volte superiori a quelle usate in radiologia diagnostica, possono provocare danni diretti ai tessuti e agli organi del soggetto a esse esposto, ovvero ai suoi discendenti. I primi, definiti come danni somatici, possono manifestarsi subito dopo l'esposizione o, più frequentemente, a distanza di tempo, talora di anni; la loro gravità varia in funzione dell'entità della dose di radiazioni assorbita. I secondi, o danni genetici, sono legati a modificazioni del patrimonio genetico delle cellule riproduttive del soggetto esposto e si possono trasmettere nelle generazioni successive, provocando in esse malformazioni o danni di vario tipo.
Le moderne cognizioni di radiobiologia hanno portato, nell'esecuzione di indagini diagnostiche di radiologia e di medicina nucleare, all'adozione, sia per il paziente sia per l'operatore, di provvedimenti protettivi tali da rendere del tutto trascurabile l'incidenza di effetti dannosi. Tali provvedimenti riguardano in radiodiagnostica anzitutto le apparecchiature radiologiche, attualmente costruite tenendo conto dei criteri di massima radioprotezione, quindi le tecniche di esame, studiate in modo da ridurre al minimo le dosi di radiazioni. In medicina nucleare, grande attenzione viene posta nella produzione e nella scelta dei radiofarmaci da somministrare, e nel loro dosaggio, così da ottenere un'esposizione alle radiazioni che per lo più risulta inferiore a quella degli esami di radiodiagnostica.
Attenzione particolare viene posta infine nel determinare la frequenza con cui possono essere ripetuti gli esami condotti con l'uso di radiazioni.

Un piccolo ago metallico o altro corpo, inghiottito per errore, può essere evidenziato sulla radiografia?

Si; qualsiasi corpo estraneo di metallo risulta visibile a questo esame.

Una scheggia di vetro penetrata nel corpo può essere visualizzata con l'esame radiografico?

Se il vetro è sufficientemente opaco (per es., se contiene piombo), sì; nel caso si tratti di un frammento minuscolo, che abbia la stessa densità del tessuto circostante, è invece impossibile evidenziarlo.

E un frammento di legno?

Soltanto se ha una densità maggiore rispetto a quella del tessuto circostante. Le schegge molto piccole non possono di solito essere visualizzate.

È possibile evidenziare radiograficamente corpi estranei di densità radiologica analoga a quella dei tessuti organici?

Sì, se, per la sede favorevole, si può introdurre attorno a essi un mezzo di contrasto in grado di definirne i margini.

L'aria o gli altri gas presenti nelle diverse parti del corpo risultano visibili sulla radiografia?

Sì, poiché contrastano con i tessuti circostanti che hanno sempre una maggiore densità.

La presenza di un corpo estraneo in un ramo bronchiale può essere evidenziata dalla radiografia?

Se il corpo estraneo è opaco, si può osservarlo direttamente; in caso contrario, se ne può sospettare la presenza in base ad alterazioni riscontrate nella normale immagine radiografica dei polmoni.

Che cos'è la broncografia?

Un particolare tipo di esame radiografico, che consiste nel riprendere la radiografia, previa opacizzazione dell'albero bronchiale con un mezzo di contrasto iodato, introdotto nei bronchi attraverso la trachea. Poiché questa sostanza non può essere penetrata dai raggi X, l'albero bronchiale risulta in tal modo visualizzato.

Quali malattie possono essere evidenziate con l'esame radiografico dei polmoni?

Tutte quelle che provocano addensamenti o rarefazioni del parenchina (tessuto) polmonare, quali processi infiammatori, cisti, tumori ecc.

È possibile determinare le dimensioni del cuore mediante un esame radiologico?

Sì; è possibile evidenziarne non solo la grandezza, ma anche i contorni e la posizione.

Esiste un esame radiologico che consenta di visualizzare le cavità cardiache?

Sì, la cosiddetta angiocardiografia, che permette di evidenziare le cavità cardiache, previa loro opacizzazione con un mezzo di contrasto. Questo viene di solito immesso nelle cavità cardiache con l'ausilio di un catetere, introdotto in un vaso sanguigno del braccio e spinto fino al cuore, oppure viene in rari casi iniettato direttamente nel cuore stesso con un ago.

È possibile scoprire un vizio cardiaco con un'indagine radiologica?

Sì; alcuni vizi cardiaci possono essere scoperti con un esame diretto, altri ricorrendo all'angiocardiografia: è il caso, per esempio, dei vizi congeniti.

Le arterie possono essere evidenziate sulla radiografia?

Se sono sclerotizzate, possono essere rese visibili dai depositi di calcio formatisi in concomitanza di tale degenerazione. In condizioni normali, la maggioranza dei grandi vasi sanguigni non è opaca ai raggi X, ma può essere visualizzata ricorrendo all'arteriografia: un particolare tipo di esame che consiste nel prendere le immagini radiografiche dopo aver iniettato nelle arterie un mezzo di contrasto opaco.

Le vene risultano visibili sull'immagine radiografica?

No, ma possono essere visualizzate iniettando nel sistema venoso una sostanza radioopaca: tale esame viene definito flebografia.

I vasi linfatici possono essere evidenziati su una normale radiografia?

No, ma esiste la possibilità di visualizzarli iniettando direttamente nel sistema linfatico un mezzo di contrasto opaco, ricorrendo cioè a un particolare tipo di esame chiamato linfangioadenografia.

Per quale ragione, prima di eseguire una radiografia dell'apparato digerente, si fa ingerire al paziente una "pappa" contenente solfato di bario, il cosiddetto pasto opaco?

Perché, essendo il bario radioopaco, gli organi cavi di tale apparato risultano nettamente evidenziati nei loro contorni, il che consente di scoprire la presenza di restringimenti, ulcere, tumori e altri processi morbosi o anomali.

Per quale ragione, prima di sottoporsi a un esame radiografico dello stomaco, non si deve mangiare nulla?

Perché i cibi contenuti nello stomaco, mescolandosi con il pasto opaco, falserebbero l'immagine.

Per quale ragione le radiografie dello stomaco devono essere prese da diverse posizioni?

Perché lo stomaco, come gli altri organi dell'apparato digerente, è in costante movimento: per ottenere un quadro chiaro e completo dei contorni e delle azioni dello stomaco, è quindi indispensabile riprendere varie immagini da posizioni diverse.

È possibile diagnosticare radiologicamente un'ernia diaframmatica, in conseguenza della quale si ha lo spostamento nella gabbia toracica della parte superiore dello stomaco?

Sì.

Per quale ragione, prima di un esame radiologico, è talvolta necessario ricorrere a un lassativo o a un clistere?

Perché in tal modo vengono eliminati gas o sostanze solide, che potrebbero falsare l'immagine dell'organo da esaminare.

La cistifellea risulta visibile a un'indagine radiologica diretta?

Di solito no, a meno che nelle sue pareti non vi siano depositi di calcio.

I calcoli biliari possono essere evidenziati all'esame radiologico diretto?

Soltanto quelli che contengono calcio (non più del 10% di tutti i calcoli biliari).

Come vengono visualizzati cistifellea e calcoli biliari?

Con un particolare esame radiografico, la cosiddetta colecistografia. A tal fine al paziente viene dato uno speciale mezzo di contrasto, sotto forma di compresse, che deve essere ingerito la sera precedente l'esame e che viene eliminato con la bile: il giorno successivo, se non esistono processi patologici in atto, il mezzo di contrasto appare nella cistifellea, consentendone la visualizzazione sulla radiografia; qualora invece tale organo non risulti evidenziato, è da ritenersi che sia colpito da qualche processo morboso. Nel primo caso, la visualizzazione della cistifellea consente talvolta di scoprire la presenza di calcoli, che appaiono come ombre negative (cioè trasparenti) nell'organo per il resto opacizzato dal mezzo di contrasto.

La mancata visualizzazione della cistifellea, dopo somministrazione del mezzo di contrasto, sottintende sempre la presenza di una malattia?

In un'elevata percentuale di casi tale fenomeno è sintomatico di un processo patologico in atto nella cistifellea stessa.

Che cos'è la colangiografia?

Una tecnica che consente di visualizzare le vie biliari, iniettando un mezzo di contrasto nella circolazione sanguigna o, qualora l'esame venga eseguito durante un'operazione alla cistifellea, direttamente nei dotti biliari.

Per quale ragione è importante visualizzare le vie biliari?

Perché in tal modo è possibile sia scoprire eventuali anomalie di questi dotti sia accertare se essi contengano calcoli che è necessario asportare.

I reni risultano visibili all'esame radiografico?

Si, poiché la differenza della densità dei loro tessuti rispetto a quella del tessuto circostante è tale da far apparire le loro ombre nettamente delimitate.

Che cos'è l'urografia endovenosa?

Una particolare tecnica di esame radiografico, definita anche pielografia, che consente la visualizzazione delle vie urinarie mediante iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto opaco. Tale sostanza viene eliminata dai reni con l'urina, evidenziando così l'intero apparato urinario, di cui possono essere in tal modo diagnosticate disfunzioni, anomalie o malattie.

I calcoli renali risultano visibili sulla radiografia?

Se si tratta di calcoli radioopachi, sì; in caso contrario, è possibile visualizzarli con l'urografia, e appaiono allora come ombre negative, o trasparenti, nelle vie urinarie altrimenti opacizzate dal mezzo di contrasto.

Che cos'è la cistografia?

Un particolare esame radiografico della vescica, che viene visualizzata mediante immissione di un mezzo di contrasto opaco.

È possibile evidenziare radiograficamente un tumore della mammella?

In molti casi sì, mediante la mammografia.

L'esame radiografico può evidenziare le fratture ossee?

Si, ma per localizzare il punto in cui si è prodotta la frattura possono essere necessarie varie radiografie, prese su piani o da posizioni diversi. In tal modo è possibile determinare anche la posizione dei frammenti ossei.

Che cos'è l'artrografia?

La visualizzazione delle cavità articolari dopo l'introduzione di un mezzo di contrasto radiotrasparente o radioopaco.

Le infiammazioni aspecifiche ossee e le osteomieliti risultano visibili all'esame radiografico?

Nelle fasi precoci, cioè nelle prime due-tre settimane, il quadro radiologico può rimanere completamente muto, in seguito si rendono evidenti zone di rarefazione o di distruzione del tessuto osseo.

La radiografia può evidenziare la presenza di un tumore osseo?

Sì.

Che cos'è la mielografia?

L'esame radiografico del canale spinale, che viene visualizzato introducendovi mediante puntura lombare, una sostanza opaca. La mielografia consente spesso di accertare la presenza o meno di un'ernia del disco o di un tumore del midollo spinale.

Che cos'è la tomografia computerizzata (TC)?

È una metodica di indagine che utilizza raggi X e che, attraverso numerosissime misure dosimetriche, permette, con elaborazione matematica dei dati raccolti, di costruire col calcolo l'immagine radiologica di strati trasversali del corpo esaminato. La TC, un tempo definita TAC, ossia tomografia assiale computerizzata, consente di dimostrare strutture la cui differenza di radiopacità rispet to a quella delle strutture vicine, è così piccola da non essere rilevabile all'esame radiologico tradizionale. L'indagine, che è impegnativa, di costo elevato e che comporta per il paziente l'assorbimento di una dose di radiazioni ionizzanti superiore a quella di un esame radiografico tradizionale, è utile soprattutto per evidenziare tumori allo stadio iniziale, in particolare in quegli organi che difficilmente possono essere studiati con altre tecniche diagnostiche (cervello, fegato, pancreas ecc.).

Come viene eseguito un esame di tomografia computerizzata?

Il paziente viene fatto distendere su di un tavolo speciale e il dispositivo a raggi X scatta centinaia di radiografie dalla testa ai piedi in pochi minuti, fornendo al radiologo un quadro completo dell'intero corpo.

L'esame radiologico diretto del cranio può indurre a sospettare la presenza di un tumore cerebrale?

In una certa percentuale di casi la radiografia diretta del cranio permette di evidenziare segni diretti e indiretti del processo intracranico occupante spazio, ma più spesso è necessario ricorrere ad altre indagini radiologiche.

Che cos'è l'ecografia?

È una tecnica diagnostica che utilizza la riflessione di un fascio di ultrasuoni introdotto attraverso la cute della regione da esaminare, analizzando i segnali (echi) che si producono in profondità.
L'ecografia, assolutamente innocua per il paziente e per l'operatore, trova applicazione nello studio di numerosi organi e apparati (specie tiroide, mammella, fegato, rene, apparato genitale femminile).

Che cosa è la risonanza magnetica nucleare (RMN)? Che cosa si intende per radioterapia?

È un metodo diagnostico, entrato nella pratica clinica agli inizi degli anni Ottanta e noto anche come risonanza magnetica (RM), che consente di ottenere immagini dell'organismo caratterizzate da una risoluzione di contrasto estremamente elevata. Organi e tessuti come il cervello, i visceri addominali, l'apparato cardiovascolare, il sistema muscolare, non facilmente studiabili con altre tecniche di esame, possono essere rappresentati con ricchezza di particolari, senza l'uso di mezzi di contrasto. Questi motivi giustificano la diffusione delle apparecchiature di risonanza magnetica, un tempo limitate a pochi centri e ora disponibili in numerose strutture sanitarie. Le basi fisiche della RMN sono del tutto diverse da quelle degli altri metodi di radiodiagnostica: anziché raggi X, qui vengono utilizzate radiazioni elettromagnetiche comprese nel campo delle radiofrequenze. Tali radiazioni vengono emesse dai nuclei atomici che compongono le cellule dell'organismo quando esso venga sottoposto a un campo magnetico di opportuna intensità. Questo complesso fenomeno si fonda su una delle caratteristiche delle particelle – protoni e neutroni – che costituiscono il nucleo degli atomi, caratteristica che è quella di essere dotate di un moto di rotazione attorno al proprio asse. L'applicazione di un campo magnetico esterno provoca una modificazione di tale moto e l'emissione dell'energia in eccesso sotto forma, appunto, di radiazioni elettromagnetiche caratteristiche.
La radioterapia è quella branca della radiologia che si occupa dell'impiego a scopo terapeutico delle radiazioni ionizzanti (raggi X e radiazioni emesse da sostanze radioattive naturali e artificiali).
Attualmente la radioterapia è impiegata quasi esclusivamente nella cura dei tumori.

Commenta
04/05/2010

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale