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La sindrome di Ramsay-Hunt

La conseguenza più grave dell’infezione dal virus herpes zoster del ganglio genicolato è la sindrome di Ramsay-Hunt, che paralizza i nervi facciali e fa apparire degli sfoghi cutanei e vesciche sull’orecchio interno ed esterno, attorno naso e alla bocca.

La sindrome di Ramsay-Hunt
© Getty Images

Viene considerata una riattivazione del virus della varicella, che resta latente nelle cellule spinali per tutta la vita. Può tornare ad agire anche sottoforma di quello che viene chiamato fuoco di sant’Antonio, in caso ad esempio di immunodepressione.
La sindrome di Ramsay-Hunt colpisce ogni anno una persona su 20mila.

Quali sono i sintomi della sindrome di Ramsay-Hunt?

Esistono numerose patologie/sindromi che prendono il nome di Ramsay-Hunt: c’è l’atrofia della mano, il Parkinson giovanile, la I (disturbo nervoso dovuto ad una lesione cerebrospinale che interferisce con il movimento dei muscoli volontari) la II (quella trattata in questo articolo) e la III sindrome (compressione del nervo ulnare).
Generalmente con “sindrome di Ramsay-Hunt” si intende quella che provoca la paralisi del volto, ovvero la II.  
Inizialmente gli sfoghi cutanei e la paralisi del VII nervo facciale sono i sintomi più evidenti, che si associano poi a dolore auricolare, perdita dell’udito, vertigini e perdita di equilibrio, secchezza oculare e delle fauci,  alterazioni del gusto, difficoltà nel parlare e iperacusia.
Non è contagiosa ma il virus dell’herpes sì, è necessario quindi fare attenzione a non entrare in contatto con persone affette da questa sindrome in quanto c’è il rischio di contrarre, per chi ancora non l’ha avuta, la varicella.
Spesso viene confusa con la paralisi di Bell, anch’essa provocata da un virus (herpes simplex) che colpisce il viso ma non produce sfoghi cutanei.

Come si cura la sindrome di Ramsay-Hunt?

La tempestività della terapia è fondamentale per l’efficacia della stessa: è necessario agire nei tre giorni successivi alla comparsa dei primi sintomi, poiché assicura una completa guarigione nel 70% dei casi; in caso contrario, la percentuale scende al 50%. I bambini sono in grado invece di guarire più velocemente degli adulti.
Qualora i nervi si ricollocassero in una posizione scorretta si potrebbero avere degli effetti collaterali particolari, quali lacrimazione/battito di ciglia durante una risata, quando si mastica oppure mentre si parla.
I principi attivi utilizzati nella terapia sono l’acyclovir, famciclovir o il valacyclovir, associati anche al prednisone, un noto corticosteroide. Se da bambini ci si è sottoposti al vaccino contro la varicella si corrono molti meno rischi di contrarre questa sindrome, anche se superati i 60 anni tale vaccino diminuisce il suo effetto.  
Il successo della cura è inversamente proporzionale al danno subìto dai nervi: si va da poche settimane a molti mesi (in caso di danno ingente).
Si possono inoltre eseguire dei massaggi rilassanti ai muscoli del viso e degli esercizi per rinforzarli, assumendo ad esempio quelle espressioni che normalmente si fanno nella vita di tutti i giorni (stupore, rabbia, risa…).

Nonostante le terapie ed i farmaci, non è facile guarire completamente dai sintomi della Ramsay-Hunt: in genere i pazienti riscontrano nevralgie croniche e sincinesie molto fastidiose.
È facile immaginare il disagio psicologico generato da questa sindrome, che rende difficile il rapportarsi con il resto della società in modo sereno a causa soprattutto della quasi completa paralisi del volto.

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17/03/2011

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