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Tutto ciò che c’è da sapere sull’ernia del disco

Il“male del secolo”: un’espressione comune per indicare il mal di schiena. L’ernia del disco è una delle cause. La maggior parte delle volte, questa patologia dei dischi intervertebrali è caratterizzata da una lombalgia o dalla sciatica. Sintomi, diagnosi e trattamenti: ecco una panoramica sull’ernia del disco insieme a Doctissimo.

L'ernia al disco
© Getty Images

Spesso all’origine dei dolori lombari, associati o meno alla sciatica, l’ernia del disco sarebbe responsabile del 2% di tutti i mal di schiena. Il colpevole: un disco intervertebrale spaccato. Il punto su questa patologia, dai sintomi ai trattamenti.

Una deformazione del disco intervertebrale chiamata in causa

L’ernia del disco è una malattia legata allo spostamento di uno dei dischi intervertebrali. La nostra colonna vertebrale è costituita da 24 vertebre, di cui 7 cervicali, 12 dorsali e 5 lombari. Tra ognuna di essere c’è un disco intervertebrale, una sorta di cuscino ammortizzatore. Questo disco è composto da due elementi: un nucleo centrale (nucleus), circondato da un anello fibroso (annulus), che lega tra loro le due vertebre. 

Se l’anello si rompe, la sostanza del nucleo fuori esce all’esterno della colonna vertebrale. È ciò che si definisce ernia del disco. Questo straripamento del disco intervertebrale può allora provocare la compressione di una radice nervosa o del midollo spinale.

 
Di solito l’ernia del disco riguarda più gli uomini che le donne. Compare in genere tra i 35 e i 55 anni, in seguito a uno sforzo eccessivo, al sollevamento di un carico troppo pesante, o anche dopo una brusca torsione del tronco. La gravidanza e il sovrappeso sono altrettanti fattori di rischio. Alcune predisposizioni genetiche sono spesso all’origine dei casi precoci, a partire dai 20 anni.

Ernia: dai sintomi alla diagnosi

Le manifestazioni dell’ernia del disco variano molto da un paziente all’altro. Talvolta asintomatica, spesso è caratterizzata da dolori acuti. Questi si concentrano di solito nella parte bassa della schiena, il 95% delle ernie discali, infatti, si trovano a livello delle vertebre lombari. I sintomi classici sono dunque mal di schiena o lombalgia. E si avverte molto dolore alla colonna vertebrale.

Se il disco comprime la radice nervosa, si parla di nevralgia sciatica. Da notare che l’85% delle sciatiche dipende da un’ernia discale. I dolori si estendono allora al gluteo, alla coscia e alla gamba, con una sensazione di formicolio e a volte di paralisi. Nei casi più gravi, è il midollo spinale a essere colpito, provocando così una paralisi degli arti o degli sfinteri anali e urinari. In questi casi occorre consultare con urgenza un medico.

 

Di solito il paziente consulta il proprio medico quando i dolori dorsali diventano più intensi. D’altronde questi rappresentano la prima causa di consultazione nei centri antidolore. Durante la visita, il medico interroga il paziente sulla frequenza, sull’intensità e sulla localizzazione dei dolori. Una radiografia del rachide sufficiente a elaborare la diagnosi completa poi l’esame clinico. Se il medico ha qualche dubbio, tuttavia, può proporre anche uno scanner o una RM, che consentiranno di visualizzare l’ernia.

Le strade terapeutiche

Le ernie discali possono essere più o meno severe e i dolori variare in base ai pazienti. Esistono quindi quattro possibili approcci:

• Il trattamento farmacologico, a base di antinfiammatori non steroidei (FANS), di analgesici o miorilassanti (decontratturanti muscolari). Prescritti per brevi periodi e associati al riposo, nella maggior parte dei casi questi trattamenti sono sufficienti a eliminare i dolori. L’ernia può persistere malgrado l’assenza di dolori, oppure sparire spontaneamente.

• L’infiltrazione locale di antinfiammatori (corticosteroidi) viene proposta quando il trattamento medico non ha dato i risultati sperati.Può essere rinnovata due o tre volte all’anno in base ai pazienti;

• La nucleolisi o chemionucleolisi consiste nel distruggere il nucleo del disco intervertebrale tramite l’iniezione di un enzima del frutto della papaia (chimopapaina o chimodiactina). Questo trattamento è efficace nel 90% dei casi;

• L’operazione chirurgica si pratica con urgenza in seguito a una paralisi degli arti o degli sfinteri anali e urinari, oppure quando nessuno dei trattamenti precedenti ha funzionato. Questo tipo di trattamento è necessario solo per il 5-10% delle ernie.

Qualunque sia il trattamento scelto, spesso occorre associare sedute di fisioterapia. Ciò consente di evitare le recidive e di sciogliere e tonificare la schiena.

L’ernia del disco sparisce spontaneamente nel 50% dei casi e i trattamenti non chirurgici consentono la guarigione nell’80% dei casi. La migliore soluzione resta tuttavia la prevenzione. Prenditi dunque cura della tua schiena e privilegia gli sport non traumatici come la camminata veloce, il ciclismo e il nuoto.

di Sarah Laîné

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27/10/2014

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