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Di’ stop al mal di denti!

Chi non teme il mal di denti? Cerchiamo di comprendere quali sono le cause di questo dolore, come prevenirlo e soprattutto come prepararsi all'appuntamento con il dentista. Il Dott. Christian Decloquement, chirurgo-dentista e vice-segretario generale dell’Association Dentaire Française (AFD), racconta a Doctissimo tutta la verità sul mal di denti.

Il mal di denti
© Getty Images

Perché ho mal di denti? Le cause del mal di denti

Il mal di denti può avere varie origini: alcune sono locali (cavità boccale), alcune distanti (seno nasale, articolazione della mandibola, viso, ecc.). Per ogni causa compariranno diversi livelli di dolore, a seconda che ci si faccia curare tempestivamente o meno.

Mal di denti: le cause locali

A livello del dente

“Si tratta della famosa carie. Quando la parte rammollita inizia ad avvicinarsi troppo al nervo, il dente diventerà dapprima sensibile al caldo e al freddo. In seguito comparirà un dolore, prima di tanto in tanto, poi diventerà quasi permanente. Potrebbe arrivare fino alla “pulpite“, arrivare cioè a toccare il cuore del dente”, spiega il Dott. Christian Decloquement. Una carie non curata per tempo può condurre inoltre alla formazione di un ascesso. “L’aggressione al cuore del dente dovuta alla proliferazione di batteri attaccherà il nervo che a sua volta finirà per decomporsi”, prosegue il vice-segretario generale dell’Association Dentaire Française (ADF). Il paziente avrà allora la sensazione che il dolore “pulsi” al livello del dente e gli sarà impossibile premerci sopra.

Le carie possono comparire a qualsiasi età, anche sui denti da latte. Non siamo tutti uguali rispetto a esse. Alcune persone hanno denti molto più resistenti degli altri. Ma per molti è la qualità dell’igiene oro-dentale a contare nella comparsa di queste patologie.

Può anche succedere di avvertire dolore senza però avere una carie. Un’aumentata sensibilità può comparire al livello del colletto dentale (la parte a contatto con la gengiva che separa la corona dalla radice). “Quando il cemento si consuma, può provocare la stessa sensazione della carie”, precisa il chirurgo-dentista. Anche un dente fratturato in modo molto netto o con una semplice incrinatura invisibile a occhio nudo può fare male. Ancora una volta, questo creerà le stesse sensazioni di una carie, dalla sensibilità al caldo e al freddo, al dolore.

Infine, anche la crescita dei denti del giudizio, che inizia a partire dai 16 anni, è causa di dolori a volte molto forti. “È soprattutto il caso dei denti del giudizio non posizionati bene o che non hanno lo spazio per crescere in maniera corretta. Può crearsi una zona infiammatoria, e persino una zona purulenta. La crescita può inoltre creare problemi agli altri denti”, spiega il chirurgo-dentista.

Al livello della gengiva

I caratteristici dolori del “mal di denti acuto” possono dipendere anche da un problema di gengive. “Ciò può derivare da una “compressione alimentare”, cioè da detriti alimentari incastrati che si accumulano tra denti, a contatto con la gengiva. Quest’ultima allora s’infiammerà e farà male”, osserva il chirurgo-dentista, che aggiunge: “Può anche succedere che sia la gengiva stessa all’origine di un’infiammazione generale, quando si ha la cosiddetta gengivite”. Anche in questo caso, non siamo sensibili tutti allo stesso modo e alcune persone hanno gengive molto più reattive di altre. L’ultima possibile causa di dolori derivanti dalla gengiva è l’ascesso. “Un ascesso provocato da una perdita ossea associata a una proliferazione di batteri può rivelarsi molto doloroso”, ammette l’esperto.

Mal di denti: le altre cause

Alcune patologie facciali provocano dolori che s’irradiano fino alla regione dentaria. “È il caso per esempio dei dolori derivanti dall’articolazione della mandibola. Una sinusite può provocare dolori persino al livello dei molari…”, fa notare il Dott. Decloquement. Naturalmente, molte perturbazioni a livello facciale possono provocare, in un modo o nell’altro, sensazioni dolorose simili al “mal di denti”.

“Nei nostri studi incontriamo spesso persone che tendono a stringere molto i denti. Questo fenomeno, detto “bruxismo”, provocherà dolori muscolari o al livello dei menischi dell’articolazione della mandibola. Tali dolori possono irradiarsi fino alla tempia, all’orecchio, alla bocca…”, commenta l’esperto.

I chirurghi-dentisti dispongono di vari test per determinare l’origine del mal di denti, se quest’ultimo non deriva da una causa locale evidente.

Gli altri sintomi del “mal di denti”

“In caso di semplice carie, non troppo profonda, oltre al dolore in sé, non ci saranno altri sintomi”, spiega il Dott. Christian Decloquement. “Può evolvere verso pulsazioni o dolori alla pressione, ciò si verifica quando si è in presenza di un ascesso”. Un altro sintomo caratteristico dell’ascesso è il gonfiore generale associato, più o meno evidente, che può arrivare fino a deformare visibilmente la guancia.

Alcune infezioni batteriche provocano la comparsa di raccolte purulenti, o addirittura di una febbre. Tali infezioni possono invadere anche tessuti più profondi che inizieranno a gonfiarsi. “È quella che viene definita “cellulite“ di origine dentale”, spiega il vice-segretario generale dell’ADF.

Alcuni segnali sono da verificare anche per i dolori di origine gengivale, come precisa il Dott. Decloquement: “In caso di patologie della gengiva, si può osservare un rigonfiamento, e persino dei sanguinamenti più o meno abbondanti”.

Quali sono i rischi in caso di trattamento tardivo?

Il rischio principale è prima di tutto quello di soffrire molto e a lungo inutilmente! Tuttavia, può succedere che una gengiva o un dente troppo rovinati conducano a uno scalzamento, o addirittura a una caduta dei denti. “Di solito queste gravi patologie si riscontrano nelle persone che si sono trascurate a lungo. Normalmente, i problemi dentali non evolvono così rapidamente da creare complicazioni gravi”, rassicura.

“Un vero problema potrebbe porsi se si propagano i batteri responsabili di una carie, per esempio”, avverte il chirurgo-dentista. “Se passano nella rete sanguigna, possono provocare problemi cardiaci, setticemie... Si tratta di casi gravi che però rimangono piuttosto rari”. Riguardano quelle persone che, nonostante la comparsa dei dolori, non si sono curate per molti mesi.

Un altro esempio tipico di questo trattamento tardivo è l’evoluzione della cellulite batterica di origine dentale verso altre zone del viso. L’infezione dei tessuti sotto la pelle, la maggior parte delle volte a causa degli streptococchi o degli stafilococchi dorati, invaderà i tessuti vicini. Se la cellulite batterica raggiunge la gola, allora si tratta di un’emergenza, poiché esiste il rischio di soffocamento.

“Tuttavia non è il caso di essere troppo allarmisti riguardo a queste complicazioni: sono molto rare. Certo, il mal di denti è spesso difficile da sopportare, ma non c’è ragione di precipitarsi a farsi curare”, minimizza il Dott. Decloquement. Allora quand’è che bisogna intervenire? “Quando il dolore persiste è diventa regolare, se non permanente. Resta però difficile da determinare perché la soglia della tolleranza è molto diversa da un paziente a un altro”.

Mal di denti: che fare?

A parte alcune patologie infiammatorie della gengiva, che possono scomparire così come sono arrivate, la maggior parte delle cause responsabili di un mal di denti dovranno essere curate da un professionista. Esistono però alcuni trucchi per dare un po’ di sollievo al dolore finché non ci si reca dal dentista che determinerà la linea d’azione da seguire.

Alcuni consigli per attenuare il mal di denti

“A volte una semplice spazzolata e l’utilizzo di uno spazzolino o del filo interdentale possono liberare una zona ostruita da resti alimentari e attenuare il dolore”, spiega il nostro esperto chirurgo-dentista. In un primo momento controlla come si presenta la zona dolorosa. La causa del dolore può essere proprio sotto ai tuoi occhi!

“Se non puoi fare niente per far sparire la causa in sé, può essere utile prendere un analgesico, più o meno potente a seconda del dolore, ma anche a seconda dell’età e delle condizioni del paziente”. Il Dott. Decloquement non consiglia una classe di analgesici in particolare, ognuno potrà scegliere secondo le proprie preferenze e le proprie abitudini, rispettando le indicazioni proprie di ogni farmaco e “senza abusarne, naturalmente”.

Anche i risciacqui orali possono essere un buon rimedio per dare sollievo al dolore e pazientare fino all’appuntamento dal dentista. “Soprattutto se i risciacqui orali hanno un’azione un po’ anestetizzante, con effetto calmante sul dolore e sull’infiammazione della gengiva”.

E per quanto riguarda le famose borse di ghiaccio incollate alle guance e mantenute da un fazzoletto annodato modello uovo di Pasqua? “Le borse del ghiaccio sono utili solo in caso di gonfiore, qualunque sia l’origine. Il fenomeno infiammatorio può essere alleviato con il freddo e il gonfiore può essere un po’ ridotto”, spiega il vice-segretario generale dell’ADF.

Infine, se l’infiammazione si accompagna al dolore, occorrerà assumere degli antinfiammatori. Se all’origine del dolore c’è un’infezione batterica, potrebbero rendersi indispensabili anche gli antibiotici, a vari livelli. In questi due casi è necessaria la prescrizione medica. Può farla il medico di base prima di recarsi dal dentista.

Male ai denti: chi consultare?

La prima cosa da fare in caso di mal di denti persistente è chiamare il proprio dentista. Se non ne hai uno, rivolgiti a un dentista il più vicino possibile a casa tua. “La persona che risponderà alla tua chiamata saprà guidarti attraverso molte domande, per determinare quale può essere l’origine dei tuoi dolori e la linea d’azione da seguire per essere curato/a. Per esempio, se puoi aspettare un appuntamento nei giorni seguenti o se è meglio che ti visiti (più) rapidamente”, ci spiega il Dott. Decloquement.

Può succedere che tu non possa recarti immediatamente in uno studio dentistico (se succede di sera o durante il weekend). “Se la situazione non sembra essere troppo urgente, cerca di pazientare al massimo, anche se sopportare questo tipo di dolore è difficile”, raccomanda il chirurgo-dentista. Ma a volte potrebbe non essere possibile. “Alcuni dolori, provenienti da una pulpite o da un grosso ascesso, non potranno essere alleviati a casa e sarà necessario recarsi al pronto soccorso”.

Ma non è il caso di precipitarsi, la maggior parte delle volte, la (spesso lunga) attesa al pronto soccorso si può evitare. “Se nessuno studio dentistico è disponibile per risponderti, puoi chiamare il 118”, ricorda il nostro esperto. Prima di precisare: Le persone che ti risponderanno al centralino sapranno dirti a chi rivolgerti: al tuo medico di base, al medico di guardia, al tuo dentista abituale, ecc.”

Quali sono i trattamenti per mettere fine al mal di denti?

Nella stragrande maggioranza dei casi, se hai mal di denti, ci sarà bisogno delle mani esperte di un dentista per darti sollievo. Impossibile sottrarvisi. “I trattamenti sono molteplici, e naturalmente dipendono dall’origine del dolore e dal livello di gravità della lesione”, ci spiega il Dott. Decloquement.

“In caso di carie con dolore passeggero, una pulizia della cavità della carie e dei batteri, seguita dall’ostruzione con un prodotto adatto, basteranno per far cessare i dolori”, spiega. “Se la carie si è trasformata in pulpite, con un’infiammazione più profonda che ha raggiunto il nervo, occorrerà devitalizzarlo. Esistono varie tecniche, con possibilità di rigenerazione di una parte del nervo del dente, se questo non è stato troppo colpito.”

Curare un ascesso dipende anche dalla sua ampiezza, come ci spiega il chirurgo-dentista: “Se la raccolta purulenta è importante, bisognerà cominciare con un drenaggio e con l’assunzione di antibiotici. Ma se la zona ossea è troppo colpita, allora occorrerà procedere all’estrazione del dente”. L’estrazione viene spesso proposta anche nel caso in cui la crescita dei denti del giudizio sia dolorosa, quando non riescono a uscire in maniera corretta.

“Per i dolori di altra origine, la collaborazione con altri medici permette di mettere a punto un trattamento congiunto adatto”, prosegue il Dott. Decloquement. “Per le persone che hanno la tendenza a stringere troppo i denti, è possibile creare apparecchi su misura, da portare la notte, molto efficaci per mettere fine ai dolori provocati da questa cattiva abitudine”.

Come evitare il mal di denti?

Il modo migliore per evitare il mal di denti resta prendersi cura della propria dentatura e insistere sulla prevenzione quotidiana. Le nuove raccomandazioni dell’Union Française pour la Santé Bucco-Dentaire sono d’ora in avanti: lavarsi i denti efficacemente due volte al giorno (mattina e sera), per due minuti almeno ogni volta, e l’utilizzo quotidiano del filo interdentale. “Gli spazzolini da denti elettrici possono essere un vantaggio in più per una pulizia più efficace in meno tempo. Ne esistono di due tipi: rotativi e sonici”, spiega l’esperto, che aggiunge: “È meglio scegliere un dentifricio di qualità e privilegiare quelli contenenti fluoro, che contribuiscono alla remineralizzazione dei denti”.

Un altro elemento fondamentale per evitare che i problemi diventino fonte di dolore è l’appuntamento annuale dal proprio dentista per un controllo. “Una volta all’anno è sufficiente, a meno che non si verifichi la rottura o la frattura di un dente”, conclude lo specialista.

Il tuo dentista saprà dirti se la tua condizione necessita di un controllo più frequente, in modo da prevenire l’insorgere di qualsiasi patologia. Sempre allo scopo di evitare la comparsa del dolore.

Violaine Badie

Fonti:

Intervista con il Dott. Dr Christian Decloquement, chirurgo-dentista e vice-segretario generale dell‘Association Dentaire Française

Sito Internet dell’Union Française pour la Santé Bucco-Dentaire

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25/04/2014

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