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La visione periferica

Uomini che si voltano e seguono con lo sguardo un paio di belle gambe, donne che pur avendo fatto i raggi x alla malcapitata non hanno smosso il capo di un millimetro e fanno le offese.

La visione periferica
© Getty Images

Che uomini e donne la pensino in modo diverso era risaputo da tempo, ma che oltre al punto di vista, differisca la vista, questa è una notizia che potrebbe risolvere molte incomprensioni specie nella coppia. Doctissimo ti spiega perché.

Il campo visivo umano

Il campo visivo è composto da zone centrali e zone periferiche in cui si originano due tipi di visione, la centrale e la periferica. La centrale è la visione che si percepisce quando si fissa un punto preciso, mettendo a fuoco l'immagine con nitidezza, osservando colori e dettagli. La visione periferica, invece, rappresenta il resto del campo visivo; è la visione che permette di percepire ciò che sta intorno all'immagine fissata.

Mentre la visione centrale è adibita alla percezione dei particolari e dei colori; la periferica è legata alla retina periferica e consente la visione in bianco e nero o con poca luce e permette di percepire la presenza, il movimento, o il colore degli oggetti al di fuori della linea diretta di visione. Colori e luce sono percepiti grazie a delle cellule presenti sulla retina, bastoncelli e coni, che si comportano da fotorecettori.

Queste cellule sono concentrate al centro e si diradano gradualmente nelle zone periferiche. La diversa distribuzione dei coni e dei bastoncelli sull’intera retina spiega per quale motivo non è possibile vedere distintamente forme e colori al di fuori di un certo angolo, mentre è possibile osservare con sottigliezza ogni oggetto posto al centro del campo visivo. I coni sono responsabili della visione diurna e cromatica e sono posizionati nella fovea, una parte della retina; i bastoncelli invece stanno intorno alla fovea e si utilizzano per la visione notturna e non cromatica, vale a dire la visione periferica.

La visione periferica è donna

Le donne hanno una varietà di coni maggiore nella retina e una visione periferica più ampia rispetto agli uomini. Tradotto in un linguaggio comune: le donne possono vedere più chiaramente da un lato all'altro, sopra e sotto di loro, senza dover girare la testa. Riescono a vedere con precisione da vicino, a circa 45 gradi rispetto al centro del loro viso e alcune donne hanno una visione periferica che si estende fino a quasi 180 gradi. Gli uomini, invece, hanno una visione periferica più stretta, ma la loro visione detta “a tunnel”, cioè a lunga distanza, è più acuta di quella delle donne e permette loro di vedere chiaramente e con precisione a distanze decisamente maggiori.

La visione periferica e lo zapping

Una curiosità in relazione alla visione periferica arriva dal mondo medico: stando allo studio “The contributions of central versus peripheral vision to scene gist recognition” di Adam M. Larson e Lester C. Loschky pubblicato sul “Journal of vision”, un giornale di ricerche scientifiche sulla vista, la visione periferica potrebbe essere legata a una delle cattive abitudini più diffuse davanti al piccolo schermo: lo zapping. I soggetti che amano lo zapping, ovvero l’azione di cambiare canale in una frazione di secondo riuscendo a identificare comunque cosa va in onda su quel canale in quel dato momento, attiverebbero in maniera inconscia la visione periferica per afferrare l’argomento del canale appena visitato e passare tranquillamente a quello successivo.

La bellezza della diversità

Parlare di visione periferica è importante per salvaguardare il rapporto di coppia nella quotidianità. Già, vi siete mai domandati perché se chiedete a un uomo di cercare qualcosa nell’armadio o nel frigorifero, puntualmente non riesce a trovar nulla? Perché ha una visione periferica stretta. L’uomo dunque dovrà ammettere il proprio “deficit” perché se la donna comanda la ricerca di un oggetto, quell’oggetto sarà lì e lui farebbe bene a continuare a cercare. Donne, dunque, siate clementi, è colpa della natura dell’uomo. Ma bisogna spezzare una lancia a favore dell’uomo: se il marito è alla guida con la propria donna accanto, ci si rende subito conto che lui sarà in grado di leggere i segnali stradali con estrema facilità prima che lei se ne accorga, soprattutto di notte.

In questo consiste la bellezza della diversità tra uomo e donna: "diversi" non significa “migliore” o “peggiore”, significa semplicemente avere approcci, pulsioni, comportamenti difformi. Esistono ragioni precise che giustificano tali differenze ed evidenze scientifiche come quella secondo cui la visione periferica nell’uomo e nella donna differisca in virtù di una spiegazione atavica. Secondo gli scienziati, infatti, il cervello dell’uomo, sin dall’origine, si è sviluppato per renderlo idoneo alla caccia; gli antenati di sesso maschile dovevano dar prova di osservare in lontananza anche con poca luce. La donna, invece, si occupava della prole e del cibo, quindi doveva essere capace di vedere cosa stava accadendo attorno a lei, in una capanna così come in una grotta oscura, decodificando le informazioni provenienti dall’esterno.

La “coda dell’occhio” della donna funziona notevolmente più che quella dell’uomo, da qui la simpatica espressione che la donna gelosa ha occhi anche dietro la testa. Beh, non proprio dietro, ma quasi… Si potrebbe dire dunque che l’uomo osserva il mondo come se avesse un cannocchiale, la donna invece è munita di specchietti retrovisori e laterali!

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30/08/2013

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