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La sindrome di Tolosa-Hunt

Forti emicranie, dolore e gonfiore all’occhio destro, ptosi, possibile alterazione della pupilla, esoftalmia e paralisi dei muscoli destinati al movimento oculare. Sono questi i sintomi della sindrome di Tolosa-Hunt, chiamata anche oftalmoplegia dolorosa, sindrome piuttosto rara le cui cause non sono ancora molto chiare e risulta quindi difficile reperire delle informazioni dettagliate a riguardo. Viene diagnosticata in genere a soggetti attorno ai 60 anni, sia uomini che donne.

La sindrome di Tolosa-Hunt
© Getty Images

Qualsi sono le possibili cause della sindrome di Tolosa-Hunt?

Come detto, non si è ancora certi del motivo per cui alcuni soggettti sono colpiti da questa sindrome, si ipotizza che sia causata da un’infiammazione del seno cavernoso o dell’orbita dell’occhio interessato a carico soprattutto dei nervi cranici oculomotore, trocleare e abducente (rispettivamente il III, V, VI). 

La diagnosi avviene dopo aver eseguito alcuni esami clinici (analisi del liquido spinale, arteriografia e tecniche di neuroradiologia) per escludere altre patologie più gravi (sarcoidosi, diabete mellito, tumori, meningite e tubercolosi).

La sindrome di Tolosa-Hunt: come viene curata?

Per alleviare il dolore e la paresi vengono somministrati dei corticosteroidi (i più usati sono il prednisone e il desametasone) che generalemnte agiscono in 72 ore, ma per cui è necessaria una terapia continuativa di alcuni mesi. Altimenti i sintomi spariscono nel giro di tre settimane e, se ci si sottopone a terapia farmacologica, si guarisce in un paio di giorni.

La sindrome è identificata come una risposta autoimmune abnorme dell’organismo e possono essere somministrati anche degli immunodepressori per contrastarne l’insorgenza.

È una patologia curabile e non grave, sebbene in molti pazienti siano stati riscontrati danni permanenti alla mobilità dell’occhio, che però torna ad assolvere normalmente il suo compito visivo. 

 

 

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16/03/2011

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