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L’iridologia, la diagnosi che passa dagli occhi

Alcuni sostengono che è possibile diagnosticare disturbi e malattie attraverso l’osservazione dell’iride umana. Nonostante non sia riconosciuta dalla medicina tradizionale, l’iridologia è sempre più famosa e viene utilizzata spesso da chi non ama sottoporsi a esami medici e visite specialistiche. Di cosa si tratta? Quanto è attendibile? Doctissimo te lo spiega.

L’iridologia, che cos'è?
© Getty Images

Che cos’è l'iridologia?

L’iridologia viene considerata una pseudo-scienza, cioè una metodologia di diagnosi che, attraverso l’osservazione dell’iride, è in grado di capire se uno o più organi interni sia affetto da qualche disturbo. Questa tecnica alternativa si estende anche ai problemi mentali e psicologici ma non viene considerata attendibile perché priva di fondamento scientifico. L’iridologia è praticata principalmente dai naturopati, i quali la utilizzano anche per capire se ci sono intolleranze o carenze alimentari e somministrare una dieta ad hoc. Questi però non sono in grado di capire il tipo di malattia da cui si è, eventualmente, affetti ma possono solo individuare la zona del corpo o l’organo che presenta dei problemi.

Le origini dell'iridologia

Da sempre, l’occhio rappresenta un elemento importante sia dal punto di vista simbolico/religioso, che da quello medico. Nell’antico Egitto, in Mesopotamia e nella millenaria medicina cinese, l’occhio è oggetto di studio ed era osservato per capire se c’erano problemi di salute. In tempi più recenti, si deve alle ricerche del medico Ignatz von Peczely e a quelle del Reverendo Nils Liljequist l’introduzione dell’analisi dell’iride e dei suoi mutamenti come il segnale di alcuni problemi di salute. Von Peczely notò che dopo essersi spezzato una gamba, comparve sulla sua iride una macchia che se ne andò quando guarì. Secondo i due, la colorazione dell’occhio e la sua morfologia rispecchiano l’anatomia del corpo umano; l’iride, nello specifico, dice più di quello che sembra. Secondo gli iridologi, è in grado di mostrare con certezza se una persona abbia dei problemi di salute o disturbi mentali presenti anche da diverse generazioni. La forma ad anello che ha la corona dell’iride mostra poi la tipologia di persona che si ha di fronte e, in generale, a quali tipi di disturbi è o può essere soggetta. Forma, colore, lucentezza (la cui mancanza è detta miasma) e mutazioni nel “terreno” sono quindi gli aspetti da osservare se si ha intenzione di effettuare una diagnosi iridologica. Agli inizi del Novecento, Johannes Thiel, elaborò la prima mappa iridologica, che suddivide l’anello attorno alla pupilla in settori cui corrispondono aree e parti del corpo. Dopo di lui,  molti personaggi (tra cui anche medici) hanno seguito in tutto il mondo la teoria iridologica per le loro diagnosi: ricordiamo Lane, Lindiahr (osteopata), McLain (chiropratico), Vannier (omeopata), Verdier (che ha applicato l’iridologia anche sugli animali) e de Bardo (che l’ha integrata con l’agopuntura). Bidaurrazaga, oftalmologo spagnolo, introdusse la disciplina negli anni Venti nel suo paese; in Italia Rizzi, Gazzola e Lo Rito vengono considerati i massimi esperti dell’argomento.

Le costituzioni secondo l'iridologia

Sebbene gli iridologi non siano mai stati in grado di spiegare i meccanismi per cui l’occhio e la salute siano connessi, hanno elaborato diversi tipi di costituzioni, che si intuiscono attraverso delle conformazioni particolari dell’iride. La costituzione linfatica è tipica dei soggetti che hanno gli occhi azzurri: questi sono normalmente affetti da disturbi alle mucose e presentano problemi immunologici. Chi ha una costituzione ematogena, ha gli occhi marroni ed è soggetto a alterazioni del metabolismo, disturbi al fegato e al sistema immunitario (in misura maggiore rispetto a chi ha una costituzione linfatica). La costituzione mista presenta caratteristiche genetiche sia di quella linfatica che di quella ematogena, con tutte le predisposizioni sopraelencate e con una prevalenza per il colore dominante dell’occhio (marrone o azzurro).  In sostanza, l’osservazione dell’iride è in grado di stabilire la salute generale del soggetto, la sua predisposizione alle malattie, la sua debolezza o forza fisica, la resistenza allo stress, la risposta alle malattie e la capacità di recupero fisico e mentale, qualora queste insorgessero. L’esame dell’iride avviene con l’ausilio di un macchinario, l’iridoscopio, che utilizza diverse lenti ottiche specifiche per studiare da vicino e in profondità la struttura dell’occhio. Ogni iride è diversa da soggetto a soggetto e spesso anche nella stessa persona sono presenti due morfologie diverse.

Questa metodologia di diagnosi alternativa si è estesa, anche se limitatamente, anche allo studio della sclera oculare, ovvero la parte bianca attorno all’iride. Nella sclerologia, alcuni hanno individuato i punti cui corrispondono organi interni in base alla posizione e alla grandezza dei capillari che si trovano su di essa.

Iridologia: le diverse scuole di pensiero

Il modo di intendere l’iridologia in Italia è il più apprezzato al mondo: in altri stati si è sviluppato un approccio interpretativo differente ma quello della nostra penisola viene considerato il più completo. In Francia, ad esempio, l’iridologia viene avvicinata da un punto di vista energetico e omeopatico mentre in Germania si accosta di più alla medicina classica, integrandone le diagnosi. Negli Stati Uniti, invece, sono molti i naturopati che applicano l’iridologia nella loro pratica di nutrizionisti. L’Italia ha invece una visone più ampia dello studio dell’iride e considera la persona da molteplici punti di vista. Si fondono l’analisi psicologica e fisica per applicare diverse tecniche curative al paziente, agendo cioè dal punto di vista alimentare, fitoterapico, omeopatico, psicologico, emozionale e olistico.

Molte critiche sono state mosse all’iridologia e alle sue tecniche diagnostiche; molti la classificano come una pseudo-scienza, altri la utilizzano per curarsi, in pochi credono che sia realmente utile ai fini che si propone di raggiungere.

L’occhio è da sempre lo specchio dell’anima ma forse estendere questo concetto anche alla salute genera ancora delle perplessità.

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14/11/2011

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