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Le infezioni dell'occhio

Le infezioni dell’occhio sono frequenti. Sebbene alcune siano di natura benigna, per esempio le congiuntiviti, altre possono invece comportare delle conseguenze. Ma gli oftalmologi dispongono oggi di molti farmaci per venire a capo di queste malattie.

Le infezioni dell'occhio
© Getty Images

Dalle congiuntiviti agli orzaioli, passando per le cheratiti e gli herpes oculari più pericolosi, Doctissimo passa in rassegna le principali infezioni dell’occhio.

Le congiuntiviti

La congiuntivite è una malattia molto banale e riguarda un’infezione della membrana trasparente, la congiuntiva, che ricopre l’interno delle palpebre e riveste una parte del bulbo oculare. In genere è provocata da un virus (adenovirus) o da un batterio (stafilococco, streptococco, pneumococco, Haemophilus). Ma esistono anche congiuntiviti di origine allergica.

Si deve sospettare una congiuntivite quando:

• L’occhio si arrossa e determina una sensazione di prurito;

• Quando secrezioni più o meno spesse ricoprono l’occhio rendendone difficile l’apertura al risveglio.

La maggior parte delle volte, le congiuntiviti, soprattutto quelle virali, non sono gravi e spariscono dopo qualche giorno, ma tendono a colpire entrambi gli occhi. Ecco perché occorrerà utilizzare preferibilmente un collirio per occhio. Attenzione, si tratta di un’infezione molto contagiosa. Evita dunque di strofinarti l’occhio malato, lavati spesso le mani e non lasciare in giro le garze utilizzate per pulirlo: questo potrebbe contagiare le persone che ti circondano. Per gli stessi motivi, è sconsigliabile utilizzare un vecchio collirio, perché potrebbe contenere germi e provocare la comparsa di una congiuntivite. Alcune forme possono essere più gravi delle solite congiuntiviti. È il caso, per esempio, delle congiuntiviti riscontrate nei neonati infettati dalla madre durante il parto tramite gonococco, clamidie o herpes di tipo 2. Le congiuntiviti da chlamydia trachomatis rappresentano la prima causa di cecità nel mondo in seguito allo sviluppo di un tracoma. Un’igiene difettosa è spesso causa della comparsa di questo tipo di patologie, che possono essere prevenute lavandosi le mani e che spariscono facilmente se curate rapidamente con somministrazione di antibiotici.

L'orzaiolo e il calazio

Queste malattie batteriche sono anch’esse molto frequenti. In questo caso l’infezione si sviluppa dalla radice, o follicolo, di una ciglia che genera la comparsa di una piccola bolla rossa e gonfia alla periferia del bulbo oculare. Di solito viene chiamato in causa uno stafilococco, come nei foruncoli, e molti orzaioli possono svilupparsi al livello dell’occhio. Dopo lo scoppio dell’orzaiolo, questo solitamente guarisce da solo e, in genere, si può curare semplicemente applicando una pomata antibiotica e compresse di garza umide ben pulite per far maturare l’orzaiolo. Se non è questo il caso, l’oftalmologo potrebbe dover aprire l’orzaiolo.

Un altro problema che si può verificare è il calazio, una tumefazione infiammatoria provocata dall’ostruzione di piccole ghiande, dette di Meibomius, che fabbricano la parte oleosa delle lacrime. A differenza dell’orzaiolo, il calazio è indolore ma può sovrainfettarsi.

Le infezioni della cornea o cheratite

Anche gli altri tessuti dell’occhio, per esempio la cornea, possono essere colpite da infezioni perché questa membrana fibrosa trasparente, situata sul davanti dell’occhio, è particolarmente esposta. Le cheratiti possono essere di origine virale (adenovirus, herpes, virus dell’herpes zoster), batterica o fungina ed essere quindi favorite dall’uso delle lenti a contatto.

Possono provocare la comparsa di erosioni o ulcere della cornea che alterano la vista e la rendono torbida. Il più delle volte, le cheratiti sono unilaterali e l’occhio infetto è rosso e sensibile alla luce. In caso una cheratite, si consiglia di consultare un oculista. A seconda dei casi potranno essere prescritte gocce di prodotti antibatterici o antivirali per accelerare la guarigione ed evitare la comparsa di opacizzazioni della cornea che diminuirebbero la vista in modo duraturo. In ogni caso, la scomparsa delle lesioni in genere ha tempi più lunghi rispetto alla congiuntivite.

Cheratiti erpetiche e herpes zoster oftalmico

La cheratite erpetica si cura applicando o utilizzando aciclovir, un antivirale, per via orale o endovenosa. L’uso di pomate corticosteroidi è invece controindicato perché potrebbero aggravarne l’evoluzione. Uno dei problemi principali è che la cheratite tende a recidivare e può richiedere un trattamento di lungo corso di aciclovir.

L’herpes zoster oftalmico è secondario a un’infezione dell’occhio da parte del virus della varicella zoster, a partire dal ramo oftalmico del nervo trigemino. Si traduce con un’infiammazione della cornea, che può manifestarsi con dolori molto intensi e può colpire anche l’uvea, la retina e i nervi motori dell’occhio, da qui la comparsa di una paralisi oculare.

Le infezioni degli altri tessuti dell’occhio

Del resto, succede che anche l’uvea, composta dall’iris che dà la colorazione all’occhio (chiari o scuri a seconda degli individui), dai corpi cigliari che producono l’umore acqueo, e dalla coroide, una membrana vascolare, venga colpita dai processi infettivi. Anche alcuni virus (citomegalovirus) o parassiti (toxoplasma) possono indurre la comparsa di infezioni della retina, soprattutto nelle persone immunodepresse e in quelle affette da AIDS.

Dott.ssa Corinne Tutin

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15/05/2013

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