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È possibile cambiare il colore degli occhi?

Dopo anni di ricerche e di esperimenti, arriva finalmente la notizia tanto attesa: cambiare il colore dell’iride è possibile. La scoperta viene diffusa dalla BBC, il medico che se ne occupa si chiama Gregg Homer, la tecnica utilizzata il laser. Approfondisci l’argomento insieme a Doctissimo!

È possibile cambiare il colore degli occhi?
© Getty Images

In cosa consiste l'operazione laser?

Il medico californiano Gregg Homer (dello Stroma Medical di Hollywood, specializzato negli studi sull’iride) sperimenta da tempo delle tecniche laser per poter riuscire a mutarne il colore e trasformare l’aspetto dell’occhio umano in modo permanente. La notizia genera, prevedibilmente, scetticismo ma nonostante ciò rimbalzano in tutta la rete articoli e commenti sull’argomento. Il Dott. Homer assicura che non si tratta di uno scherzo: secondo i suoi esperimenti è possibile schiarire il colore degli occhi dal marrone all’azzurro grazie ad un laser che in 20 secondi agisce sull’occhio e fa iniziare il processo di trasformazione. Nel giro di un mese, gli occhi schiariscono in modo irreversibile in seguito alla distruzione della melanina, che gli conferisce il tipico colore scuro, e si potrà finalmente dire addio alle lenti a contatto colorate. L’intuizione del Dott. Homer nasce dal fatto che ogni occhio possiede la pigmentazione marrone ma chi ha gli occhi azzurri ne ha di meno: di conseguenza, “distruggere” parte del colore scuro consente di schiarire l’iride. Questo tipo di operazione chirurgica è ancora in fase di sperimentazione e, come afferma il Dott. Homer, sono necessari degli ulteriori finanziamenti per poter andare avanti con la ricerca. In un paio d’anni il trattamento sarà accessibile a tutti e il costo non supererà i 4000 euro. Il processo, come detto, non è reversibile e non è nemmeno possibile procedere inversamente: non si può scurire un occhio chiaro perché la scienza non è ancora in grado di “aggiungere” melanina ove Madre Natura non l’abbia prevista.

I rischi del trattamento laser per cambiare il colore agli occhi

Molti medici, oculisti e oftalmologi mettono in guardia sulle conseguenze del trattamento della modifica del colore dell’iride: la critica mossa riguarda il rischio di contrarre un glaucoma pigmentario in seguito alla penetrazione della melanina, tolta letteralmente dall’iride, nel resto dell’occhio. Questa potrebbe causare la perdita della vista in maniera permanente o deficit visivi importanti in quanto il glaucoma è generato dall’aumento della pressione intraoculare, facilitato a sua volta dal blocco del deflusso della melanina dall’umor acqueo. Il Dott. Homer afferma però che il laser utilizzato è composto da due frequenze, una delle quali modifica la struttura delle cellule: queste vengono riconosciute dall’organismo come strutture danneggiate e il cervello mette in atto la produzione di una proteina in grado di “assorbire” il danno provocato volontariamente.

Cambiare il colore agli occhi: l’impianto permanente di lenti

Fino ad oggi, per cambiare il colore degli occhi si ricorreva ad un altro tipo di operazione chirurgica, in cui si collocava una lente del colore desiderato al di sotto della cornea. Era necessaria una anestesia locale e il risultato era piuttosto naturale, di certo migliore della semplice posa della lente a contatto colorata sull’occhio. Quest’ultima non può essere tenuta per periodi troppo lunghi perché impedisce una corretta ossigenazione del bulbo oculare, così come accade per le lenti a contatto da vista. Infatti, tutti i medici sconsigliano di tenerle per più di otto ore consecutive. Altra cosa è l’impianto di una lente correttiva della funzionalità dell’occhio. Questa operazione viene praticata principalmente per fini medici in quanto è in grado di curare diversi disturbi:

  • L’albinismo – totale mancanza di melanina, che fa apparire l’occhio rosso perché sono visibili quasi tutti i vasi sanguigni che lo irrorano e provoca una ipersensibilità alla luce sia solare che artificiale
  • L’eterocromia completa o settoriale – Diversa pigmentazione dei due occhi o di alcuni settori al suo interno
  • Il coloboma – Detta anche Sindrome degli occhi di gatto, malattia rara e congenita che può provocare la cecità
  • L’iridoschisi – Divisione dei due strati dell’iride con conseguente distruzione di quello anteriore

Il materiale utilizzato per la fabbricazione degli impianti è il silicone oftalmico, da anni leader nel settore medico di riferimento, e l’operazione che consente di inserire questa lente particolare dura circa 15 minuti. È importante specificare che con questa procedura non vengono corretti i difetti visivi quali miopia o presbiopia ma solo le malattie congenite dell’occhio che provocano spesso danni permanenti alla vista.

I colori degli occhi in natura

Fino ad oggi, era noto che i geni che determinano il colore dell’occhio, ovvero che permettono o meno alla melanina di depositarsi sull’iride, sono quelli identificati dai codici EYCL1 (occhi scuri), EYCL2 (occhi verdi) e EYCL3 (occhi azzurri o blu). Le teorie di Mendel sull’ereditarietà sono state da poco integrate con altri studi: di recente si è scoperto che il colore degli occhi non dipende solo da questi tre ma da una combinazione di molti più geni, il cui numero è però ancora incalcolabile. Il colore dell’iride può cambiare nel corso della vita per ragioni del tutto naturali: i neonati spesso nascono con gli occhi blu che mutano in marrone dopo qualche tempo. Ciò è spiegato dal un lieve ritardo nell’attivazione del gene responsabile del colore scuro, dominante nella maggior parte della popolazione mondiale. I più curiosi possono trovare in rete numerosi siti che cercano di prevedere di che colore saranno gli occhi di eventuali figli di una coppia. Nella classifica globale riguardante la dominanza dei colori troviamo al primo posto, appunto, il colore nero o marrone, seguito a ruota dal castano chiaro e dal nocciola. In seguito troviamo il color ambra/giallastro, azzurro, verde, grigio e rosso (cioè gli occhi degli individui albini). Una maggiore diffusione dei colori scuri è probabilmente dovuta all’adattamento dell’essere umano all’ambiente in cui vive: gli occhi di colore chiaro soffrono maggiormente la luce solare e sono tipici dei paesi in cui questa scarseggia. Considerato che la Terra sta andando verso la desertificazione e che le fasce climatiche calde si stanno espandendo, la Natura sta portando avanti quel carattere ereditario più consono ad una vita in ambienti sempre più soleggiati. La velocità (in questo caso alta) di questo adattamento fonda la sue basi scientifiche nella Teoria degli equilibri punteggiati elaborata dagli studiosi Gould e Eldredge negli anni Settanta. Questo modello scientifico si rifà a sua volta alla definizione dell’evoluzione data dai neodarwinisti, che avviene secondo loro in maniera graduale ma che non presenta velocità constante nel tempo.

Al di là dei dubbi medici, i comuni mortali potrebbero muovere una critica molto semplice alla nuova chirurgia oculare estetica, ovvero che se la melanina è presente, o meno, nell’occhio ci deve pur essere un motivo. Sembra ovvio ma non lo è, soprattutto perché difficilmente la Natura fa scendere in campo elementi che danneggiano una delle sue creature. Certo, gli errori possono accadere ma forse l’agire dell’uomo dovrebbe limitarsi ai soli fini medici piuttosto che estendersi anche a quelli meramente estetici. Sottoporre un individuo assolutamente sano ad un’operazione che non migliorerà la sua salute ma che, anzi, potrebbe comportare dei rischi per quest’ultima sembra privo di senso.

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14/11/2011

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