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La congiuntivite allergica

Se ti capita di lacrimare alla vista di un gatto o se alcuni ombretti ti fanno arrossare gli occhi, significa che soffri di congiuntivite allergica: il migliore trattamento consiste nell’evitare l’allergene responsabile… nei limiti del possibile.

La congiuntivite allergica
© Getty Images

Al pari della pelle o delle mucosa nasale la congiuntiva, una sottile membrana che ricopre l’occhio, è in contatto permanente con gli allergeni presenti nell’atmosfera (acari, peli animali, piume, polline…), sulle palpebre (cosmetici) o negli occhi (colliri). Nei soggetti che presentano un terreno allergico (una condizione dell’organismo che favorisce lo sviluppo della malattia), questi allergeni possono provocare una reazione infiammatoria della congiuntiva, simile alla reazione responsabile delle riniti allergiche.

Rinite e congiuntivite spesso associate

Se l’allergene si diffonde nell’aria, inoltre, rinite e congiuntivite sono spesso associate, causando naso che cola, starnuti e lacrimazione. La congiuntivite può anche comparire isolatamente, in particolare nei casi in cui è causata da un prodotto entrato direttamente a contatto con l’occhio. In questi casi i sintomi sono circoscritti agli occhi, che si presentano arrossati, bruciano, prudono e lacrimano. Risulta inoltre difficile sopportare la luce (fotofobia). Spesso le palpebre appaiono arrossate e gonfie, a volte incollate al mattino. L’intensità dei segni e sintomi, tuttavia, varia notevolmente da una persona all’altra.

I sintomi avvertiti sono causati da una reazione degli anticorpi contro l’antigene (allergene) nei confronti del quale la persona ha sviluppato una sensibilità allergica. In caso di allergia ai pollini ad alcune graminacee, ad alcune erbe o alberi, gli episodi sono stagionali e si ripetono ogni anno in primavera, alla fine dell’estate e all’inizio dell’autunno. In questi casi la congiuntivite è generalmente associata a una rinite: è il classico “raffreddore da fieno”. Nel caso in cui siano degli acari o dei peli a scatenare gli episodi, è possibile che la congiuntivite compaia a ripetizione durante tutto l’anno. Nel bambino esiste la congiuntivite primaverile, una forma particolare di congiuntivite allergica che evolve attraverso crisi stagionali.

Nel caso in cui la congiuntivite è associata a una rinite, che trasforma la persona allergica in una vera e propria fontana, la diagnosi è facile, mentre risulta più complicata se essa è isolata, soprattutto se si tratta di un primo episodio. In particolare le congiuntiviti infettive, virali, molto frequenti, presentano segni identici, e spesso è l’evoluzione a far sospettare la presenza di un’allergia, se la congiuntivite non guarisce o recidiva: in questo caso, come di fronte a ogni sospetto di allergia, è necessario rivolgersi all’allergologo per tutti gli esami del caso.

La caccia agli allergeni

Il primo trattamento consiste nell’evizione dell’allergene, quando è possibile. Rinunciare temporaneamente al trucco è indispensabile se gli occhi si arrossano. La guarigione dalla congiuntivite e la sua ricomparsa in seguito ad una nuova applicazione permette di identificare la sostanza responsabile. La presenza di un’allergia di questo tipo deve indurre alla cautela nella scelta dei cosmetici.

L'evizione è molto più difficile, o addirittura impossibile, se l’allergene in causa è un polline, per esempio, o se si tratta di acari. In quest’ultimo caso è indispensabile ridurre al minimo la polvere evitando moquette, tappeti, coperte di lana, e mantenendo un’igiene rigorosa. È possibile inoltre tentare una desensibilizzazione, a condizione di aver identificato correttamente la causa dell’allergia.

Quando l’allergia è causata dal trattamento

Se i segni di infiammazione dell’occhio sono intensi o persistenti, è indispensabile rivolgersi a un oftalmologo prima di assumere dei farmaci. I colliri a base di antistaminici o decongestionanti possono alleviare i sintomi, senza guarire l’allergia. Nei casi più gravi dei colliri a base di cortisone risultano efficaci, ma se ne sconsiglia l’uso prolungato. Questi prodotti vanno utilizzati esclusivamente sotto controllo medico, poiché possono aggravare le infezioni o addirittura causare la perdita dell’occhio in caso di herpes oculare. È indispensabile gettare ogni collirio iniziato e mai conservarlo nell’armadietto dei medicinali per utilizzarlo eventualmente in caso di un nuovo episodio.

Infine è importante sapere che anche le molecole contenute nei colliri e nelle pomate oftalmiche possono provocare delle congiuntiviti allergiche. Quest’eventualità, abbastanza frequente, è da prendere in considerazione ogni volta che un trattamento oculare causa irritazione e prurito, o che la patologia trattata non guarisce, nonostante i farmaci. La sospensione o il cambio di trattamento basterà, in questo caso, ad alleviare rapidamente i sintomi.

Dr Chantal Guéniot

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02/07/2013

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