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L'epilessia, cause e terapie

Circa un individuo su 200 ne è affetto; in genere, questa malattia, compare durante l’infanzia o l’adolescenza; in molti soggetti, le manifestazioni epilettiche, si attenuano con il progredire dell’età, in alcuni casi, inoltre, possono arrivare a scomparire.

Che cos'è l'epilessia
© Getty Images

L’epilessia è la tendenza a convulsioni ricorrenti, la temporanea alterazione, di una o più, delle normali funzioni cerebrali. Le convulsioni sono, per definizione, anomalie neurologiche, transitorie, provocate da un’attività elettrica anomala del cervello.

Quali sono le cause dell'epilessia?

Le convulsioni, causate dall’epilessia, sono il sintomo di una disfunzione cerebrale e possono essere provocate da una vasta gamma di malattie o lesioni:

- Trauma cranico;

- Trauma da parto;

- Infezioni cerebrali;

- Tumore cerebrale;

- Ictus;

- Intossicazione da farmaci;

- Squilibri metabolici.

L’epilessia, però, può manifestarsi anche senza una causa evidente o rappresentare una predisposizione ereditaria.

Quali sono i sintomi di un attacco epilettico?

Le convulsioni epilettiche possono essere suddivise in due gruppi: generalizzate e parziali.

Convulsioni generalizzate

Esistono due principali tipi di convulsioni generalizzate: da grande male e da piccolo male o assenza.

Grande male: durante questo tipo di convulsione il soggetto cade a terra, privo di coscienza, il corpo si irrigidisce e presenta contrazioni e scosse incontrollabili. Durante la convulsione, inoltre, la respirazione risulta irregolare o assente. Subito dopo, poi, i muscoli si rilasciano causando la perdita del controllo vescicale o intestinale. Il soggetto si sente confuso, disorientato, assonnato. Queste manifestazioni scompaiono, in genere, dopo alcune ore. L’epilettico, di solito, non conserva alcun ricordo dell’evento.

Piccolo male o assenza: le crisi, in questo caso, si manifestano con la perdita temporanea delle coscienza senza, però, essere accompagnate da movimenti anomali. Questo tipo di convulsione si verifica, soprattutto, nei bambini. Il periodo di “vuoto” può durare da qualche secondo, a un intero minuto durante il quale, il paziente, non si rende conto di nulla. A un osservatore, infatti, può sembrare che il soggetto sia distratto, che stia “sognando ad occhi aperti”. Per questo motivo, quindi, l’attacco può passare inosservato. Questo tipo di crisi può verificarsi centinaia di volte nell’arco di una giornata.

Convulsioni parziali

Le convulsioni parziali si suddividono in semplici, in cui permane lo stato di coscienza, o complesse, in cui questo stato risulta compromesso. Durante una convulsione semplice si verifica una contrazione, una sensazione di formicolio o un’allucinazione olfattiva, visiva o gustativa. Il paziente, in questo caso, è cosciente e ricorda, nei minimi dettagli, l’attacco. Durante una convulsione parziale complessa, invece, l’individuo è stordito e, se interrogato, non risponde. In alcuni casi, inoltre, si verificano azioni involontarie come giocherellare con i bottoni o schioccare le labbra. Queste azioni, chiamate automatismi, possono, seppure raramente, assumere forme comportamentali bizzarre. Il paziente conserva, in genere, un ricordo molto scarso dell’evento.

Come si cura l'epilessia?

I farmaci anticonvulsivanti, per il trattamento dell’epilessia, sono in grado di ridurre la frequenza delle convulsioni. In alcuni casi può, però, essere necessaria una combinazione di diversi farmaci. Se, per due o tre anni, non si verificano convulsioni è possibile ridurre o interrompere il trattamento farmacologico. Se l’epilessia si manifesta durante l’infanzia, infatti, esistono buone possibilità che il disturbo diminuisca dopo l’adolescenza. In alcuni casi, inoltre, può addirittura scomparire. Gli epilettici sono in grado di condurre un’esistenza normale. Le uniche limitazioni sono relative alle loro scelte occupazionali. E’ opportuno, infatti, evitare lavori rischiosi che comportino, per esempio, la permanenza a una certa altezza dal suolo o l’utilizzo di macchinari pericolosi. Per le stesse motivazioni, inoltre, esistono delle limitazioni per il conseguimento della patente di guida.

Come affrontare una crisi epilettica?

Molti epilettici portano uno speciale tesserino, una targhetta o un bracciale che comprovano la malattia. La maggior parte delle convulsioni dura solo 1-2 minuti. La prima regola, nel caso di pronto soccorso di una convulsione, è NON immobilizzare o ostacolare i movimenti di un malato. NON tenere la bocca aperta con la forza. NON porre oggetti fra i denti per evitare che il paziente si morda la lingua. Allentare eventuali indumenti, stretti, intorno al collo e posizionare qualcosa di morbido sotto la testa. Una volta terminata la crisi, poi, porre l’individuo in posizione laterale e attendere che torni in stato cosciente. Solo se una convulsione dura più di 5 minuti occorre chiamare l’ambulanza.

Per essere sicuri di essere aiutati, quindi, chi soffre di epilessia dovrebbe, sempre, informare amici e colleghi sulle regole da seguire in caso di un attacco epilettico.

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15/03/2012

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