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Gli incidenti cerebrovascolari

Se la circolazione sanguigna si blocca per un momento, si incorre in problemi cerebrovascolari. Ictus, colpi apoplettici: cause e sintomi.

Che cosa sono gli incidenti cerebrovascolari?

Incidenti cerebrovascolari
© Jupiter

Comunemente detti "ictus" o "colpo apoplettico", sono il risultato di una interruzione della circolazione sanguigna in una o più aree del cervello.

Da cosa sono causati i colpi apoplettici?

Le cause più comuni sono: a) trombosi o coagulo all'interno di un vaso cerebrale; b) embolia cerebrale, dovuta a un trombo formatosi in qualche altra parte del corpo, che viene trasportato dalla corrente sanguigna al cervello, dove interrompe la circolazione ematica; c) interruzione del flusso sanguigno che va al cervello per ostruzione delle arterie carotidi; d) emorragia cerebrale, conseguente a rottura di un vaso cerebrale; e) rottura di malformazioni di vasi sanguigni endocranici.

Quali sono i sintomi più comuni dell'ictus?

a) Perdita di coscienza; b) debolezza e paralisi di un lato del corpo, e disturbi della parola; c) sintomi locali in accordo con l'area del cervello colpita dall'ictus.

Quali sono le indagini diagnostiche?

Nel sospetto di un incidente cerebrovascolare e a seconda della severità o meno delle condizioni cliniche del paziente, si darà la precedenza a una ecografia Doppler delle carotidi o a una TC cerebrale in urgenza. Fondamentale è la arteriografia cerebrale, utili inoltre la angio-RMN e una eventuale registrazione EEG.

Possono lasciare esiti permanenti?

La prognosi è in funzione della localizzazione del vaso colpito e dell'estensione dell'area cerebrale danneggiata. Se il vaso colpito è grande e l'area del cervello danneggiata è estesa, la morte può intervenire subito o entro pochi giorni. La maggioranza dei casi sono però meno gravi e, dopo un periodo di tempo variabile, il paziente gradatamente si riprende, pur accusando debolezza, rigidità e paralisi parziale al braccio o alla gamba colpiti. Alcuni ictus infine sono così leggeri che decorrono senza perdita di coscienza e il paziente accusa soltanto debolezza a un arto per un tempo limitato, come qualche ora. Ciò accade spesso in soggetti ipertesi ed è solitamente attribuito allo spasmo di un'arteria cerebrale; l'evento viene chiamato TIA (attacco ischemico transitorio). Nei pazienti con paralisi residua è fondamentale iniziare una riabilitazione precoce, spesso anche del linguaggio, al fine di ottenere il massimo recupero funzionale, con beneficio anche psicologico. La compromissione mentale in questi soggetti può essere molto variabile.

Pubblicato il 04/05/2010Commenta

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