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L'oil pulling

Un sorriso smagliante e denti bianchi e brillanti sono un’ambizione condivisa da uomini e donne, così come chi soffre di alitosi sogna una soluzione affinché le persone possano avvicinarsi senza timore.

Salute dei denti: l'oil pulling
© Getty Images

Se una mela al giorno leva il medico di torno, un cucchiaio di olio, preferibilmente di sesamo, può liberarci dal dentista e dall’alito sgradevole per un po’ di tempo e donarci un sorriso da favola. Il segreto è l’oil pulling, un tipo di pratica della medicina ayurvedica, che consente di purificare l’intero organismo e avere denti belli, sani e forti. Scopri con Doctissimo i segreti di questa antica pratica e come realizzarla.

Le origini dell’oil pulling

Le origini dell’oil pulling risalgono all’antichità, tanto che si parla per la prima volta di questo metodo in uno dei due libri fondamentali della medicina ayurvedica, Caraka Saṃhitā, che risale a circa 1500 anni fa. Il merito di aver fatto tornare in auge questa pratica, però, è del Dr. Karach, secondo il quale l’oil pulling non giova solo alla bocca ma a tutto l’organismo. La spiegazione del dottore è molto semplice, le tossine tendono a salire e ad accumularsi nella bocca, per cui, purificando il cavo orale con l’oil pulling più volte al giorno, è possibile disintossicare tutto il corpo e accrescere non solo il proprio benessere fisico, ma anche quello psicologico. In questo modo non sono solo le carie e l’alitosi a sparire, ma anche mal di testa, bronchiti, trombosi, insonnia, problemi digestivi, cardiaci e renali sarebbero solo un ricordo, a cui bisogna aggiungere la prevenzione di alcuni tipi di cancro che avrebbe l’oil pulling.

Come praticare l’oil pulling

Un indubbio vantaggio dell’oil pulling sta nella sua semplicità di realizzazione: basta acquistare l’olio che si preferisce tra quello di sesamo, il più usato nell’antichità, e l’olio di girasole e olio di cocco, il cui utilizzo in questa pratica è più recente, e il gioco è fatto. Dopo aver messo un cucchiaio dell’olio scelto in bocca, si iniziano a fare gargarismi per 15 – 20 minuti con i denti serrati, tirando in dentro e spingendo in fuori lentamente l’olio in maniera che passi per bene nella dentatura.

L’olio in questo modo si mescola con la saliva assorbendone le tossine, schiarendo il suo colore; se, infatti, l’olio terminata la pratica è ancora giallo, vuol dire che l’oil pulling non è stato eseguito correttamente. L’orario migliore per l’oil pulling è la mattina, prima della colazione, per poter cogliere a pieno le sue virtù disintossicanti, altrimenti lo si può praticare in qualsiasi momento della giornata, ma sempre prima dei pasti, per un massimo di tre volte al giorno.

Nel caso un giorno si avesse meno tempo, se ne può ridurre la durata, ma è bene mantenerne la frequenza quotidiana, esattamente come è importante lavarsi i denti dopo i pasti indipendentemente dal tempo che si ha per spazzolarli.Alcuni medici ayurvedici consigliano di risciacquare la bocca con acqua e sale per completare la pratica. Molto importante è disinfettare il lavandino in cui è stato gettato l’olio una volta portato a termine il gargarismo, in quanto pieno di batteri e tossine, stessa ragione per cui è assolutamente da evitare l’ingestione dell’olio durante l’oil pulling.

Efficacia dell’oil pulling

Ma davvero l’oil pulling è così efficace? Testimonianze a suo favore ce ne sono ovviamente in abbondanza, da chi dice di esser guarito da una brutta bronchite asmatica, a un cancro alla mascella ridotto grazie alla terapia. La medicina ufficiale, in mancanza di studi approfonditi, non si pronuncia, ma riconosce la validità del metodo per avere denti più bianchi e gengive più sane. Secondo uno studio condotto in India nel 2009, su un campione di 20 soggetti, infatti, l’oil pulling è equivalente ai colluttori, come quelli a base di clorexidina, per combattere la gengivite. Insomma anche se non si hanno garanzie scientifiche sulle sue capacità di purificare l’intero organismo, è di certo è un valido aiuto ad avere una bocca sana al prezzo irrisorio di un cucchiaio di olio di sesamo al giorno, quindi perché non provarlo?

Giuditta Danzi

Scritto da

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26/08/2013

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