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Cosa sono gli ascessi dentali?

Infezione batterica spesso dolorosa, l’ascesso dentale è caratterizzato da rigonfiamenti della gengiva ed è accompagnato da uno stato febbrile e da difficoltà di masticazione. Se non viene trattato, possono svilupparsi gravi conseguenze.

Salute dei denti: gli ascessi
© Getty Images

Rivolgiti al dentista fin dai primi sintomi e non esitare a recarti al Pronto soccorso in caso di febbre molto alta o se hai difficoltà ad alimentarti.

Ascesso dentale: i sintomi

L’ascesso dentale è un’infezione batterica di cui si distinguono due tipologie, spiega il Dr. Marc Baranes, specialista in chirurgia orale presso l'ospedale di Saint-Mandé (94):

  • L’ascesso paradontale, che attacca la gengiva e colpisce nella maggior parte dei casi persone che soffrono di scalzamento dei denti. Responsabile è anche l’evoluzione clinica dei denti del giudizio prima o dopo l’estrazione.
  • L’ascesso apicale, sistematicamente correlato a dolori durante la masticazione, è provocato, invece, dalla frattura di un dente, da carie profonde o da un dente che non è stato curato per molto tempo. I batteri proliferano quindi a livello dei nervi del dente.

L’ascesso dentale si manifesta con gonfiore e arrossamento della gengiva, una sensazione di calore, sanguinamenti, problemi di masticazione, febbre e affaticamento. Tre o quattro giorni dopo, in reazione all’infezione si forma del pus. Da non confondere con una reazione puramente infiammatoria causata, per esempio, da un pezzetto di cibo incastrato tra i denti (sindrome del setto) o da un edema post-operatorio in seguito all'estrazione dei denti del giudizio, mette in guardia il Dr. Baranes.

Ascesso dentale: qual è il trattamento?

“Occorre soprattutto continuare a lavarsi i denti anche se fuoriesce del sangue o se si avverte dolore, prendere eventualmente del paracetamolo e consultare immediatamente un dentista", spiega il medico. “E soprattutto, non bisogna rompere o incidere l’ascesso con un ago o una lama e assumere antinfiammatori come Voltaren o Ibuprofene che, agendo solo sul dolore, aumenterebbero la propagazione dell’infezione nascondendone l'evoluzione". Nei bambini la propagazione dell’infezione è molto più rapida. È necessario recarsi al pronto soccorso o dallo specialista non appena si gonfia la guancia.

Il Dr. Baranes indica i due trattamenti possibili:

  • “Un trattamento locale, indispensabile, effettuato dal dentista, che consiste nel drenare l’infezione: tramite l'apertura del dente per accedere all’estremità delle radici o mediante l'estrazione del dente. Vengono prescritti antibiotici e analgesici”, spiega il Dr. Baranes.
  • Se l’ascesso proviene invece dalla gengiva, un drenaggio o un raschiamento permette di pulire l’infezione. “Se l’ascesso si è esteriorizzato rispetto alla gengiva e si è formato del pus, il dentista aprirà la tasca di pus e la drenerà. Così facendo, diminuirà la pressione e allevierà il dolore”.

Ascesso dentale: complicazioni gravi, a volte mortali

Se non trattato, un ascesso dentale può portare a gravi conseguenze. A uno stadio più avanzato, il rigonfiamento si vedrà dall’esterno e sotto la mascella possono apparire dei gangli: l’infezione si propaga allora a livello dei tessuti molli come la guancia, la pelle, i muscoli. Si parla di cellulite infettiva. Il pus si fa strada nei tessuti e crea un orifizio di uscita (la fistola), che sfocerà sulla gengiva o talvolta all’esterno, sulla pelle del viso (guance, mento). Seguono alcune complicanze dell’ascesso dentale:

  • Spesso si perdono i denti: l’ascesso può infettare l’osso che tiene fermo il dente e distruggerlo (parodontite). Nel 90% dei casi avanzati, il dente infetto viene rimosso.
  • Un’infezione unilaterale del seno: le radici dei molari alti sono localizzate vicino ai seni nasali. Se l’ascesso dentale genera del pus, i seni possono riempirsi provocando dolore quando ci si appoggia sullo zigomo o quando la testa è inclinata in avanti, un flusso purulento unilaterale e una sensazione di cattivo odore nel naso.
  • L’endocardite batterica: i batteri fuoriusciti dall’ascesso dentale possono raggiungere il cuore attraverso i vasi sanguigni. Arrivando al cuore, questi batteri possono infettare le valvole cardiache e avere conseguenze talvolta mortali.
  • Molto raro, l’ascesso del cervello: l’infezione si può propagare dai denti fino al cervello attraverso le vene e la persona colpita dall’infezione può persino entrare in coma.
  • Nei pazienti immunodepressi (ad esempio diabetici non equilibrati), una cellulite si diffonde dalla guancia al collo, al petto e, successivamente, provoca una necrosi di tutti i tessuti con conseguente setticemia. Nonostante il percorso terapeutico, viene effettuata una diagnosi di sopravvivenza.
  • L’angina di Ludwig: questa infezione seria, talvolta fatale, colpisce le parti situate sotto la lingua e ai lati. Il rischio è che le vie respiratorie vengano bloccate e che il conseguente soffocamento provochi il decesso del malato. È necessario, quindi, praticare una tracheotomia d'urgenza.

Secondo il Dr. Banares, per arrestare l’infezione ed evitare che si sviluppino complicazioni gravi, è necessario rivolgersi al medico fin dai primi sintomi e recarsi al Pronto soccorso se la febbre supera i 38° e se risulta difficile inghiottire e alimentarsi.

Isabelle Frenay

Fonti:

Intervista al Dr. Marc Banares, dentista presso l'ospedale di Saint Mandé (94). Documento della Société française de médecine d'urgence (SFMU - Società francese di medicina d’urgenza) 2011 sulle celluliti cervico-facciali (scaricabile da Internet).

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04/04/2013

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