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Perdite vaginali: quando preoccuparsi?

È normale che le donne abbiano delle perdite vaginali, o perdite bianche. Ciononostante, alcune secrezioni possono essere sintomo di un’infezione in atto. Ecco come riconoscerle per curarle. Perdite bianche, giallastre, verdastre, più o meno maleodoranti… Doctissimo ti aiuta a capire quando è ora di agire.

Le perdite bianche
© Getty Images

Delle perdite “sporche”…

Le perdite vaginali, chiamate comunemente “perdite bianche”, sono normali quando sono inodori, di colore chiaro o lattiginoso, quando non provocano né irritazioni né brucione e non induriscono la biancheria. Costituiscono il principale metodo del nostro corpo per pulire la vagina, soprattutto dalle cellule morte presenti sulle sue pareti. La quantità e il colore delle perdite bianche varia a seconda del momento del ciclo e durante la gravidanza.

Ma, se diventano molto abbondanti, purulente, maleodoranti o dolorose, sono generalmente sintomo di un’infezione, sessualmente trasmissibile o meno.

Si ritiene che la maggior parte delle donne soffra almeno una volta nella vita di un’infezione vaginale. Nove volte su dieci, l’infezione è legata a un fungo o a un batterio, e una volta su dieci al trichomonas, un parassita.

Una flora vaginale squilibrata…

La vaginite da funghi, chiamata anche micosi vaginale, è generalmente provocata dal fungo Candida albicans. Presente naturalmente nella vagina, può svilupparsi in maniera anormale. La candidosi si manifesta in genere tramite perdite vaginali abbondanti e inodori, che hanno la consistenza e il colore della ricotta o del latte cagliato. Vengono accompagnate da prurito vaginale e, a volte, da bruciore durante i rapporti sessuali. La gravidanza, il diabete, gli antibiotici, gli steriodi, i vestiti troppo stretti, il caldo, l’attività fisica e la piscina favoriscono le candidosi. Le micosi vaginali non sono sintomo di una scarsa igiene intima, anzi: l’utilizzo troppo frequente (quotidiano) delle lavande vaginali o di deodoranti vaginali e saponi acidi favorisce la loro comparsa!   

...e una fauna vaginale squilibrata.

La vaginosi batterica è l’infezione vaginale più frequente e, come la micosi, non ha niente a che vedere con la scarsa igiene. Generalmente viene provocata dall’eccessiva proliferazione di uno o più germi, come la Gardnerella vaginalis responsabile della maggior parte delle vaginosi. Quando la Gardnerella vaginalis è troppo presente, viene modificato l’equilibrio tra i diversi batteri presenti naturalmente nella vagina. Questo batterio agisce penalizzando principalmente i lattobacilli che, mantenendo una corretta acidità vaginale, impediscono la proliferazione di organismi nocivi.

I sintomi dell’infezione sono perdite bianche abbondanti, che odorano di pesce soprattutto dopo i rapporti sessuali o dopo essersi lavate con il sapone. Queste perdite vengono accompagnate da prurito, bruciore e da un leggero arrossamento. Inoltre, la vagina e la vulva si gonfiano.

Un altro germe chiamato Escherichia coli provoca invece delle vulviti accompagnate da leucorrea nelle bambine. Anche gli ossiuri (vermi) possono provocare delle perdite vaginali anomale.

Perdite bianche: non dimentichiamo le IST!

La vaginite a trichomonas è un’infezione non dovuta a uno squilibrio della flora o della fauna vaginale, ma alla trasmissione sessuale di un parassita da un parter all’altro. Generalmente l’uomo portatore di trichomonas non sa di esserlo, in quanto gli uomini manifestano pochi sintomi in caso di infezione. 

Questa vaginite provoca delle perdite vaginali giallastre o verdastre, schiumose e maleodoranti. Provoca inoltre prurito e bruciore della vulva e della circonferenza del collo dell’utero. Può provocare anche dei dolori durante la minzione. Il parassita Trichomanas vaginalis  può passare anche nelle vie urinarie e provocare un’infezione urinaria.

Due altre malattie a trasmissione sessuale – la clamidia e la gonorrea – vengono accompagnate da perdite vaginali, ma in maniera meno sistematica.

Più di rado

Nella bimba, delle perdite vaginali sporche, maleodoranti e striate di sangue possono far sospettare la presenza di un corpo estraneo.
Nell’adolescente o nella donna adulta, le perdite sporche e fetide possono essere provocate da un assorbente interno dimenticato.  

Una visita semplice ma generalmente indispensabile

Le cure proposte cambiano a seconda di vari parametri: età, attività sessuale, metabolismo degli estrogeni... Per questo motivo, il medico avrà bisogno di informazioni specifiche quali il tipo di perdite, la presenza di altri sintomi, la durata delle perdite, ma anche di conoscere  lo stile di vita della paziente (abitudini, tipo di sapone utilizzato, lavande vaginali, sessualità, ecc).

Il medico praticherà poi gli esami necessari, relativamente semplici. L’esame clinico della zona vulvare tramite uno speculum, l’aspetto e l’odore delle perdite lo aiuteranno a stabilire velocemente una diagnosi. Questa potrà essere confermata attraverso un pap test e misurando, grazie alle apposite striscioline, il livello di acidità delle secrezioni, che sono meno acide del normale quando è in corso un’infezione batterica o da trichomonas.

Potrà anche praticare (o richiedere) un prelievo delle perdite per realizzare un esame cito-parassito-batteriologico alla ricerca delle germe patogeno incriminato.

Le perdite vaginali insolite sono il riflesso di un’infezione, generalmente legata a condizioni locali poco sane, che non ha niente a che vedere con l’igiene ma piuttosto con l’acidità della vagina o l’irritazione della zona genitale. Un esame clinico e una diagnosi precisa sono indispensabili per curare efficacemente ma anche per evitare recidive e complicanze (estensione dell’infezione alle tube, dolori cronici o addirittura infertilità) o di contagiare il partner.

Il medico è abilitato a curarti ma può anche darti consigli e rassicurarti. Non esitare a consultarlo!

France Garcia-Ficheux

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08/01/2015

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