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La medicina geriatrica

Spesso un anziano è affetto da più malattie senza rendersene conto. L'importanza della valutazione dei disturbi e di una giusta diagnosi.

Medicina geriatrica
© Getty Images

Che cos'è la medicina geriatrica, o geriatria?

È una branca specialistica che, mediante un approccio interdisciplinare, si occupa del trattamento delle malattie e delle inabilità delle persone anziane.

Le basi della geriatria sono le stesse della medicina interna?

Sì. Gli anziani vengono colpiti dalle stesse patologie che si riscontrano nei più giovani, ma alcune malattie e alcuni disturbi sono più frequenti nella tarda età, per esempio le malattie dell'apparato cardiovascolare, i tumori e le patologie degenerative (aterosclerosi, artrosi, fragilità ossea). Va peraltro rilevato come nell'anziano sia molto frequente la cosiddetta polipatologia, che nel soggetto giovane è invece eccezionale.

Le basi della geriatria sono le stesse della medicina interna?

Sì. Gli anziani vengono colpiti dalle stesse patologie che si riscontrano nei più giovani, ma alcune malattie e alcuni disturbi sono più frequenti nella tarda età, per esempio le malattie dell'apparato cardiovascolare, i tumori e le patologie degenerative (aterosclerosi, artrosi, fragilità ossea). Va peraltro rilevato come nell'anziano sia molto frequente la cosiddetta polipatologia, che nel soggetto giovane è invece eccezionale.

In geriatria la diagnosi precoce è importante?

Ovviamente; la diagnosi precoce e il trattamento immediato di qualsiasi malattia ne rendono più favorevole l'evoluzione e accrescono le possibilità di riabilitazione, migliorando così la qualità della vita.

Cosa si intende per "polipatologia"?

La presenza contemporanea di varie malattie, associate e complicantisi a vicenda, che è caratteristica della medicina geriatrica. L'anziano, cioè, tende ad avere più malattie contemporaneamente, con conseguente moltiplicarsi dei segni clinici e dei problemi diagnostici o terapeutici.

Sono frequenti, da parte dell'anziano, gli errori di autovalutazione delle proprie condizioni fisiche?

Sì. Soprattutto i disturbi dell'apparato locomotore non devono essere accettati con fatalismo, perché molti problemi sono oggi ovviabili con la terapia opportuna. Se un anziano si immobilizza, tende inevitabilmente a peggiorare in tutte le funzioni corporee.

In campo geriatrico è dunque importante scoprire le malattie il più precocemente possibile?

Va evitata nella maniera più decisa l'equazione "vecchiaia = malattia", perché foriera di pessime impostazioni di metodo, gravide di conseguenze sul piano clinico.

Che cosa può accadere in questi casi?

Può accadere, per esempio nel caso di un'artrite localizzata che non sia ben curata, che il paziente rimanga in poltrona molte ore al giorno, con conseguente atrofia dei muscoli e progressiva, sempre maggiore debolezza. La successiva perdita di allenamento sarà generale, muscolare e nervosa, con sempre minori capacità di movimento; in tal modo, da un problema locale nasce una malattia generale. A questo punto aumenta il rischio di fratture per banali cadute; potrà manifestarsi obesità, con conseguente minor escursione respiratoria; quindi si avranno riflessi sulla funzione intestinale, con probabile comparsa di stitichezza e dispepsia.

Vi sono malattie dovute all'insufficiente movimento?

Sì, la cosiddetta sindrome ipocinetica, che si può manifestare a causa di un'artrite o un artrosi localizzata, oppure di una protratta permanenza a letto per febbre o per un banale intervento chirurgico.

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04/05/2010

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