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I trattamenti della pelle: dal peeling al laser

Couperose, macchie, cicatrici… le applicazioni dei laser in medicina estetica sono svariate, proprio come le alterazioni cutanee. È quindi possibile distinguere le alterazioni conseguenti all'invecchiamento e le lesioni colorate. Dal peeling al laser, Doctissimo fa chiarezza su ciascuna di queste tecniche.

Peeling e laser per la pelle
© Getty Images

Per restituire piena giovinezza alla pelle, i professionisti hanno a disposizione tre metodi: il peeling (chimico), il laser o lampada (radiazione) o la dermoabrasione (meccanico).

Le macchie o alterazioni cutanee

Talvolta diverse "macchie" possono diventare antiestetiche.

  • La couperose è costituita da piccoli vasi dilatati a livello delle guance e del naso;
  • Le eritrosi (rossore permanente alle guance) sono arrossamenti diffusi del viso, che si verificano inizialmente in seguito a sbalzi termici o dopo i pasti. Diventano permanenti dopo alcuni anni di evoluzione;
  • Le eritrosi del collo sono sgradevoli arrossamenti persistenti localizzati sui lati del collo;
  • Gli angiomi a ciliegia (macchie di De Morgan) sono macchie rosse multiple disseminate sul tronco;
  • Gli angiomi piani sono comunemente noti come "voglie di vino". Queste lesioni devono essere curate tempestivamente già nella prima infanzia, ma si ottengono ottimi risultati anche negli adulti.

Oltre che da queste "macchie", la pelle è anche alterata dal sole o semplicemente dal naturale raggrinzimento (rughe di espressione) contro cui l'abrasione non può fare miracoli.

Il numero di sedute varia in funzione dell'estensione, della localizzazione e del tipo di lesione. Viene sempre eseguito un test terapeutico.

Il peeling

Più la pelle è rovinata, più l'abrasione (o desquamazione) dovrà essere profonda. È possibile classificare i peeling in tre categorie: leggeri o superficiali, medi e profondi.

  • I peeling leggeri o superficiali sono ideali per le giovani donne. Sono indicati contro le prime rughe, le maschere gravidiche, le "facce da fumo", le macchie pigmentarie, i piccoli brufoli sul décolleté e così via. In questo caso si utilizzano generalmente acidi di frutta o un cocktail acido glicolico-acido salicilico. Possono essere necessarie da quattro a cinque sedute. Il trattamento può essere completato con una crema da applicare a casa;
  • I peeling medi provocano una desquamazione più importante della pelle, molto meno gradevole. Tuttavia, l'effetto che producono è ancor più evidente: rughe marcate, macchie pigmentarie, ecc. Attenzione: possono comparire delle macchie sulle pelli opache. In questo caso, i dermatologi dovranno usare la massima cautela;
  • I peeling profondi utilizzano il fenolo e sono riservati alle pelli di età superiore a 45 anni, rovinate dall'esposizione al sole. Utilizzati dal 1992, otterrebbero risultati straordinari anche se il decorso post-operatorio costituisce un fattore limitante: ricovero ospedaliero per una notte, cicatrizzazione con polvere antisettica per otto giorni... e un risultato definitivo dopo sei mesi. 

La dermoabrasione

L'abrasione della pelle viene eseguita in modo meccanico mediante l'utilizzo di una mola. Ma attenzione: non si tratta dell'utensile impiegato dagli apprendisti meccanici, ma di uno strumento miniaturizzato che richiede l'abilità di un professionista. Secondo la SOFCEP, società francese che riunisce i chirurghi plastici, "è stato proposto di migliorarlo eseguendo una dermoabrasione elettrica che utilizza un manico di bisturi collegato alla corrente e che permette, attraverso passaggi graduali, di ottenere un risultato di buona qualità evitando le medicazioni e il decorso della dermoabrasione classica". Questa tecnica darà risultati paragonabili a quelli del laser.

I laser

Innanzitutto, è opportuno precisare che non esistono uno ma più laser:

  • Il laser Erbium Yag favorisce il rinfrescamento della pelle, il trattamento di rughe e cicatrici. Il numero di sedute varia in funzione dell'alterazione da curare. Le sensazioni di calore e gli arrossamenti scompaiono rapidamente, ma un trattamento più profondo può richiedere più giorni per la cicatrizzazione. Il risultato finale si ottiene quattro mesi dopo l'intervento;
  • Il laser CO2 è più invasivo dell'Erbium Yag. In anestesia generale può essere utilizzato per i relissage completi del viso. In genere, il decorso post-operatorio è più vincolante: dieci giorni per la cicatrizzazione, colorito roseo persistente da due a sei mesi;
  • Il Derma K associa i due laser CO2 e Erbium Yag. A seconda dei casi, il medico ne sceglie uno o li utilizza in combinazione;
  • I laser Q-switched Yag e Ruby e Alexandrite sono indicati per il trattamento delle macchie scure, delle macchie solari o di quelle sulle mani. Il laser KPT viene utilizzato, in particolare, nel trattamento di couperose, angiomi, varici lievi o di altri arrossamenti diffusi. Per saperne di più su questo ultimo tipo di laser, leggi l'articolo "Il laser è la tecnica del futuro".

Eppure i medici sono sempre più titubanti nel ricorrere ai laser. Queste tecniche costose, non prive di rischi (bruciature in caso di errata regolazione) produrrebbero un risultato pressoché identico al peeling.

David Bême

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03/05/2012

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