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Deodoranti e tumori

Un po' di deodorante per iniziare al meglio la giornata! Ma questo gesto di igiene quotidiana non sarebbe così innocuo… I colpevoli sarebbero alcuni componenti, come i conservanti, additati come i responsabili dell'insorgenza di tumori al seno. Verità o inganno? Doctissimo fa il punto della situazione.

Deodoranti e tumori
© Getty Images

È solo una strana voce che circolava l'estate scorsa su Internet, firmata da una sedicente scienziata brasiliana. Molto più attendibili di un'ennesima burla, due studi pubblicati su riviste scientifiche di riferimento accusano però i deodoranti di causare tumori al seno. In uno scenario come questo, si prevedono sudori freddi…

Deodoranti responsabili del cancro al seno?

L'équipe americana del dottor Kris McGrath1 dichiara che la depilazione delle ascelle associata all'uso di un deodorante (o di un antitraspirante) aumenta il rischio di sviluppare un cancro al seno. Intervistando 437 pazienti affette, ha osservato che la precocità del loro tumore era correlata a determinate pratiche igieniche. Le donne malate più giovani erano quelle che utilizzavano più spesso un deodorante dopo essersi rase le ascelle.

Sarebbe proprio l'associazione di queste due pratiche a essere chiamata in causa: i rasoi sono infatti accusati di provocare microlesioni suscettibili di lasciar passare le sostanze tossiche contenute nei deodoranti.

Tuttavia, l'assenza di un raffronto con donne in buono stato di salute e la metodologia stessa dello studio, basato sulle sole abitudini d'igiene delle partecipanti, non permettono di approdare a una conclusione definitiva. Ciò nonostante, questa indagine arriva alcuni mesi prima che un'altra équipe inglese diretta dal Prof. Darbre riveli la presenza, in 20 tumori mammari, di forti concentrazioni di conservanti impiegati nei deodoranti: i parabeni.

Deodoranti e cancro

Questi risultati inquietanti non permettono, tuttavia, di provare nessun legame di causalità. Utilizzati frequentemente nei cosmetici e negli alimenti, i parabeni sono però stati ritrovati intatti nei tumori del seno. Ed è proprio questo a preoccupare, perché tali composti possono imitare le proprietà degli estrogeni (ormoni femminili)! Eppure, questa peculiarità potrebbe favorire lo sviluppo di diversi tumori ormono-dipendenti, tra cui il cancro al seno, all'ovaio o all'utero? Niente di meno sicuro… Il rigore scientifico non sembra essere stato la priorità di questi ricercatori. Nello studio americano, l'assenza di confronto con donne in buona salute non consente di approdare a una conclusione affidabile. Infine, lo scarso numero di tumori studiati dagli inglesi e, ancora una volta, l'assenza di un confronto con tessuti non cancerosi non permettono di confermare le loro conclusioni allarmiste.

Tra l'altro, un ampio studio statistico, realizzato da D. Mirick3 nell'ottobre 2002 su un campione di oltre 1.500 donne, aveva concluso che i deodoranti, sebbene associati a una depilazione intensa, non aumentavano il rischio di tumore al seno. La comunità scientifica resta perlomeno scettica per quanto concerne un eventuale legame di causalità.

A questo proposito, i laboratori Vichy sottolineano lo scarso valore scientifico dei risultati anglosassoni e ribadiscono la loro piena fiducia in questi composti, supportati in tal senso dalla recente rivalutazione della Commissione europea. In una lettera indirizzata a Doctissimo, dichiarano infatti: "Siamo convinti della sicurezza degli ingredienti che impieghiamo e possiamo garantire a pieno titolo tutti i nostri prodotti ai consumatori".

Le autorità sanitarie si impadroniscono del dossier

Allertate dall'eco mediatica suscitata da questi studi, anche le autorità sanitarie francesi si sono occupate della questione e precisano a Doctissimo il ruolo particolare dei parabeni.

Per l'Agenzia francese di sicurezza sanitaria degli alimenti (Afssa), sei parabeni vengono utilizzati come conservanti nelle derrate alimentari, in particolare nelle gelatine di copertura (ad es. sui paté), nelle carni secche, nelle patatine fritte, negli integratori alimentari liquidi o nei dolciumi (a eccezione del cioccolato). Non sarebbe possibile sostituire questo prodotto con altri in tempi molto rapidi. Sarebbe necessario condurre nuovi studi per essere sicuri che il rimedio non sia peggiore del male.

Per l'Agenzia francese di sicurezza sanitaria dei prodotti per la salute (Afssaps), la vigilanza su questi prodotti non risale a ieri. Dopo avere rammentato le riserve scientifiche legate a questi studi, Dominique Masset, dottore in farmacia e responsabile del reparto tossicologico, ci spiega che l'Unione europea valuta periodicamente il livello di tossicità dei conservanti. In questo modo, alcuni composti sono stati scartati, come il tiomersale, utilizzato come conservante nei vaccini.

"Presenti in 1.096 prodotti farmaceutici per via orale, topica o iniettabile, i parabeni presentano un'attività estrogenica 10.000 volte inferiore rispetto alla molecola di riferimento. Inoltre, l'ipotesi del possibile accumulo di questi prodotti nei tessuti cancerosi sembra poco probabile, i parabeni assorbiti dalla pelle si limitano al 3,5%, mentre il resto viene metabolizzato (NdR: trasformato dall'organismo in altri prodotti).

Infine, l'attività estrogenica dei parabeni resta ancora da confermare ed eventualmente da confrontare con altri perturbatori endocrini, come i PCB, ovvero degli inquinanti atmosferici", spiega il Dr. Masset.

Tra l'altro, le due agenzie hanno confermato che si sta costituendo un gruppo di lavoro a cui parteciperanno entrambe insieme all'Istituto francese di Vigilanza Sanitaria (InVS). Benché sia a uno stadio preliminare, questa assemblea dovrebbe prossimamente rivalutare gli studi in corso sull'argomento prima di pronunciarsi. Nell'attesa, Dominique Masset ritiene che, "in base ai dati, non sussistono motivi di forte preoccupazione". Per ora non c'è bisogno di sbarazzarsi del deodorante né del rasoio!

Marie Brossoni e David Bême

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03/07/2013

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