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Chirurgia e sudorazione

È estate e con lei arriva, perlomeno si spera, il caldo. Ma caldo è anche sinonimo traspirazione, con le seccature che comporta. Ora, se la maggior parte di noi può farsi bastare deodoranti e docce regolari per far fronte a questo piccolo disagio, altri soffrono di una traspirazione eccessiva e molto fastidiosa. Fortunatamente per loro, oggi esistono soluzioni mediche e chirurgiche per combattere questo problema.

Chirurgia e sudorazione
© Getty Images

Circa l'1% delle persone si lamenta di sudare abbondantemente. Potremmo farci una risata. Invece, il problema non ha proprio nulla di divertente per i soggetti colpiti, perché una sudorazione eccessiva dei palmi delle mani, delle ascelle e dei piedi può disturbare fortemente la vita quotidiana. Sono tanti, infatti, i soggetti interessati da questa sindrome che temono ogni stretta di mano inaspettata o sono esasperati dal doversi asciugare le mani ogni due minuti quando usano la tastiera del computer. Per non parlare poi delle macchie sulle T-shirt, del timore costante degli odori o degli indumenti e delle scarpe da cambiare continuamente!

Deodoranti e farmaci di scarsa utilità

I mezzi proposti finora a questi sfortunati erano poco validi. I deodoranti possiedono una certa efficacia, ma solo se la traspirazione resta moderata. Il cloruro di alluminio, che può essere somministrato localmente, e i farmaci anticolinergici agiscono in parte, ma sono spesso irritanti per la pelle. Questi ultimi, inoltre, provocano spesso la secchezza delle fauci, mal tollerata dai pazienti.

Sudore: delle tossine molto utili

Tuttavia, negli ultimi anni sono apparsi due metodi terapeutici che sembrano dare sollievo ai pazienti*. Il loro principio, identico per entrambe le tecniche, consiste, come per i farmaci anticolinergici, nell'impedire al sistema nervoso di trasmettere alle ghiandole sudoripare il messaggio di secrezione.

Nel primo caso, il trattamento si basa sull'iniezione sottocutanea della tossina del germe botulino, responsabile del botulismo, malattia un tempo trasmessa attraverso le conserve fatte in casa. Curiosamente, questa tossina esercita un'azione benefica nelle persone affette da una sudorazione eccessiva. Agendo sulle terminazioni nervose locali, questa proteina blocca la secrezione di un trasmettitore del sistema nervoso detto acetilcolina, e, in questo modo, non permette più l'attivazione delle ghiandole responsabili della secrezione del sudore. La tossina botulinica agisce in 2 o 3 giorni ed è utilizzata per evitare la traspirazione delle ascelle e dei piedi.

Sudorazione eccessiva: largo alla chirurgia

In caso di traspirazione eccessiva delle mani, la somministrazione della tossina non è consigliabile perché potrebbe provocare la paralisi di nervi essenziali per afferrare gli oggetti. Si fa quindi ricorso alla chirurgia. L'idea è di raggiungere i gangli nervosi siti alla base del collo (gangli simpatici toracici) per il tramite di una piccola cannula introdotta dall'ascella e di inattivare alcuni nervi degli arti superiori tramite clipping o elettrocoagulazione. Con questo intervento, la traspirazione viene bloccata in quanto i nervi non possono più assicurare la loro funzione di trasmissione a livello delle braccia e stimolare le ghiandole sudoripare delle mani.

Diversi studi hanno dimostrato che questo intervento espone a pochi rischi, se praticato in due tempi (un braccio alla volta); inoltre, gran parte dei pazienti sembra esserne soddisfatta. L'intervento può anche essere consigliato quando l'eccesso di traspirazione riguarda al contempo le ascelle e le mani. Tuttavia, è bene sapere che talvolta possono insorgere piccoli inconvenienti, come del resto succede con la tossina. Infatti, quando l'operazione blocca la sudorazione di una zona non trascurabile della superficie corporea, in altre regioni del corpo può manifestarsi un aumento della traspirazione come forma di compensazione.

L'efficacia a lungo termine di questi nuovi trattamenti dovrà essere verificata, poiché sono ancora troppo recenti per poterla valutare con precisione.

Dr.ssa Corinne Tutin/* British Medical Journal, Jack Collin e Paul Whatling, 320 (7244): 1221

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03/07/2013

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