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L'allergia al sole

Finalmente è estate! Muniti del vostro telo da mare, siete ben decisi a rientrare dalle vostre vacanze con una tintarella che i vostri colleghi in ufficio invidieranno. Ma dalle prime esposizioni, appaiono delle bollicine sospette.

L'allergia al sole
© Getty Images

Vera seccatura per gli amanti del dolce far niente, l’allergia solare è sempre più frequente. Anche chiamata lucite estiva benigna (LEB), di estivo non ha che il nome, poiché può apparire durante l’esposizione ai raggi solari in qualunque periodo dell’anno. “Se la primavera è mite, non è raro che i primi casi si verifichino tra il 1 e l’8 maggio” ci precisa il Dr. Cesarini, medico fotobiologo e oncologo.

Cos'è l'allergia al sole?

Secondo il Dr. Cesarini, "non si può propriamente parlare di allergia ma piuttosto di una reazione tossica localizzata. Così, i sintomi della lucite estiva benigna sono direttamente proporzionali alla quantità di raggi ricevuta”.

Dopo la seconda o terza esposizione, questo problema della pelle si manifesta con lo sfogo di piccole bolle e macchie rosse sulle parti esposte al sole. Risparmiando generalmente il viso, queste manifestazioni cutanee preferiscono la scollatura, il collo, l’avambraccio, le spalle e la pianta del piede. La lucite estiva benigna può provocare un forte prurito, al punto di privare dal sonno alcune persone. Altri vedranno al contrario, sparire questo fenomeno dopo 8 giorni dall’esposizione, l’abbronzatura può giocare quindi un ruolo protettivo.

Con sintomi vicini all’orticaria, colpisce circa il 10% degli adulti con una netta preferenza per le donne, che rappresentano il 90% delle vittime. “Stranamente, è molto rara prima dei 18 anni e dopo i 50. Sappiamo ugualmente che una ragazza sarà più soggetta se lo è stata sua madre” ci precisa il Dr Cesarini.

Senza pericolo, scomparirà generalmente dopo 10 o 15 giorni, a condizione di restare all’ombra. Uno spazio di tempo sufficiente per rovinare una buona parte delle vacanze. Non credete di esservene sbarazzati per il futuro, rischia di ripresentarsi ad ogni esposizione.

Attenzione ai raggi UVA

Qual è la causa di questa reazione allergica ? Nonostante ancora misteriosa, alcuni dermatologi sospettano dei raggi UVA. Questa ipotesi associata ad un cattivo uso di creme solari potrebbe paradossalmente spiegare l’aumento di casi di lucite estiva. In effetti, la maggior parte delle “protezioni totali” proteggono dagli UVB ma parzialmente dagli UVA. Erroneamente rassicurati, i villeggianti si danno a delle superesposizioni irragionevoli, che provocano invece il recente aumento dei casi di allergie solari.

Se l’anno scorso, la LEB ha già rovinato le vostre vacanze, è meglio evitare di esporvi senza prendere precauzioni. “Oltre ad un abbigliamento protettivo, una crema contro gli UVB, UVA e gli infrarossi, con un indice di protezione superiore o uguale a 25 è fortemente consigliata” ci precisa il Dr Cesarini. “Ma esistono comunque dei trattamenti preventivi”.

Secondo il Dr Cesarini, il trattamento adeguato può essere ripartito in questo modo:

• Per un terzo dei pazienti, un trattamento preventivo a base di beta-carotene e di selenio da prendere 15 giorni prima della partenza, che è bene completare con una crema solare adatta

• Per un terzo dei pazienti, un trattamento a base di antimalarici

• Per un ultimo terzo, delle sedute di PUVA terapia, effettuate dal dermatologo

Non sempre allergia

Tuttavia, non tutte le reazioni cutanee costituiscono delle lucite estive. Uno sfogo di herpes sulle labbra può derivare da un’esposizione solare. Attenzione, la sensibilità della pelle ai raggi UV può aumentare con l’assunzione di alcuni farmaci. Sono noti gli effetti di rigetto di alcuni cosmetici ma molto meno quelli dei cosiddetti farmaci fotosensibilizzanti.

Proteggi la tua pelle

Ma nonostante crogiolarsi tenti e le pelli dorate costituiscano un mezzo di seduzione, ricordatevi che il sole accelera l’invecchiamento cutaneo. Proteggendosi contro gli ultravioletti dall’infanzia, si riduce al massimo il rischio di tumori della pelle. Questi tumori detengono un triste record, quello di una grande progressione. In Francia ad esempio, la frequenza di melanoma raddoppia ogni dieci anni, ogni anno si scoprono dai 4000 ai 5000 casi e 1000 persone muoiono. Se avete la pelle chiara, sparsa di nei, o se avete persone in famiglia che abbiano già avuto melanomi, fate attenzione. È meglio che vi proteggiate dal sole e sappiate riconoscere i segni sospetti sulla vostra pelle.

David Bême

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28/07/2015

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