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Le cause degli angiomi

Piani o in rilievo, gli angiomi potrebbero essere un testimone del passaggio delle cellule dalla placenta sotto la pelle del feto. Spiegazioni "embrionali" con il Prof. Gérard Lorette, vice primario del reparto di dermatologia presso l'Hôpital Trousseau di Tours (Francia).

Le cause degli angiomi
© Getty Images

Almeno un bambino su 10 presenta un angioma piano o in rilievo. Fortunatamente, quasi tutte queste macchie color vinaccia scompaiono spontaneamente. Per il resto gli specialisti sanno identificare sempre meglio gli angiomi rari che causeranno problemi, sia perché sono associati a una malformazione o a un angioma del fegato, sia perché ostruiscono un'apertura come il fondo della gola.

Gli angiomi piani, presenti dalla nascita, formano macchie sulla pelle che possono persistere tutta la vita. Al contrario, gli angiomi in rilievo, gli emangiomi, si sviluppano nel corso dei primi mesi di vita, si stabilizzano al 4° mese, poi regrediscono naturalmente fino a scomparire del tutto verso i 3 - 4 anni. Il punto è sapere da dove si origina questo tumore, formato da vasi sanguigni dilatati, e ciò che lo rende effimero. Oggi i ricercatori iniziano a proporre qualche spiegazione.

Cellule della placenta sotto la pelle del bebè

Studi recenti hanno effettivamente dimostrato che le cellule che compongono l'emangioma presentano caratteristiche comuni a quella della placenta. Rimangono da stabilire le circostanze di questa fuga cellulare verso la pelle del feto. Le procedure invasive finalizzate a diagnosticare una malformazione, eseguite nel corso della gravidanza, sarebbero forse la porta d'ingresso per la trasmissione di cellule dalla placenta al feto? Per trovare una risposta a questo interrogativo, è appena stato avviato uno studio francese: a ogni osservazione di un neonato portatore di angioma, i medici si interesseranno all'anamnesi della gravidanza e, in particolare, all'esistenza di procedure potenzialmente aggressive, ad esempio una biopsia dei villi coriali o un'amniocentesi. Pare che il numero di angiomi sia più elevato quando vengono eseguiti questi esami.

Altra questione avvincente: perché questo tumore vascolare si è sviluppato solo dopo la nascita? Probabilmente a causa della relativa tolleranza immunitaria conferita dalla madre, che viene gradualmente meno dopo la nascita, l'emangioma è in qualche modo il segno del rifiuto delle cellule placentari da parte del bebè. 

Curare o non curare? Questo è il problema

Ultimo scoglio: la cura. Per quanto riguarda le parti coperte, non si pongono problemi: è sufficiente lasciar fare alla natura perché gli emangiomi finiranno semplicemente per scomparire. In compenso, quando il tumore è particolarmente sfigurante, il dialogo con i genitori del piccolo può risultare doloroso: bisogna intervenire chirurgicamente sapendo che il bambino dovrà portare una cicatrice tutta la vita? Oppure occorre attendere i tre/quattro anni fino alla scomparsa spontanea dell'emangioma?

Per fare una diagnosi il più precisa possibile e proporre il trattamento più adeguato per la cura di questi angiomi, sono state organizzate consultazioni multidisciplinari, prima a Tours e a Parigi. Scopo delle consultazioni è riunire dermatologi e radiologi che praticano la radiologia interventistica (che permette di iniettare prodotti embolizzanti negli angiomi), chirurghi vascolari e all'occorrenza dei cardiologi. "Il vantaggio è evidente: in una sola seduta il giovane paziente può usufruire delle competenze di ciascuno di questi specialisti e conoscere la soluzione più adatta al suo caso, conclude il Prof.Lorette.

Dr.ssa Brigitte Blond

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03/05/2012

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