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La visita medica

Specialista, medico generico o di famiglia: l'importanza delle visite mediche per curare disturbi o malattie.

Visita medica
© Getty Images

Qual è lo scopo della visita medica?

Lo scopo della visita medica è di raccogliere una serie di informazioni utili per giungere alla diagnosi.

Che cos'è la diagnosi?

È l'accertamento dello stato di salute del paziente. La diagnosi si giova, oltre che della visita medica, di una serie di accertamenti:

a) valutazione dell'integrità e della funzionalità di organi e apparati mediante indagini strumentali (esami radiologici, endoscopie, ecografie ecc.);

b) valutazione dei componenti del sangue, dell'urina e di altri liquidi organici mediante analisi chimiche di laboratorio.

Che cos'è la prognosi?

La previsione che il medico fa del probabile decorso e dell'esito finale di una malattia.

Come si effettua la visita medica?

La visita medica si articola in due fasi:

a) anamnesi;

b) esame obiettivo.

L'anamnesi è la raccolta dettagliata di notizie riguardanti la vita del paziente e dei suoi ascendenti, le malattie e i disturbi precedenti, gli eventuali interventi chirurgici. L'esame obiettivo è il rilievo dei sintomi oggettivi che il paziente presenta.

Come si rilevano questi sintomi?

Attraverso quattro operazioni:

a) l'ispezione, con la quale il medico osserva semplicemente le regioni corporee del paziente;

b) la percussione, con la quale il medico percuote con le dita certe zone corporee, deducendo dal suono prodotto (suono chiaro o timpanico = iperfonesi; suono cupo = ottusia) le condizioni degli organi sottostanti;

c) la palpazione, che si effettua apprezzando col tatto la consistenza di una superficie corporea e degli organi sottostanti);

d) l'auscultazione, che consiste nel percepire con l'orecchio, con o senza l'aiuto di strumenti (stetoscopio, fonendoscopio), i rumori prodotti dagli organi durante il loro funzionamento (in genere, il cuore e i polmoni).

Perché nella visita il medico fa dire trentatré al paziente?

È questa una manovra della vecchia tecnica di auscultazione. La voce del paziente, propagandosi lungo l'albero respiratorio, si trasmette al torace e produce un fremito che si può percepire appoggiando sul torace una mano. Il fremito è più evidente quando si pronunciano parole ricche di consonanti come la "r"; di qui la consuetudine di far dire "trentatré". Poiché il fremito aumenta o diminuisce in determinate affezioni polmonari, la manovra consente di raccogliere un sintomo utile per la diagnosi.

È opportuno rivolgersi direttamente a uno specialista, anziché al medico generico, o di famiglia?

No. Spesso le cause dei disturbi sono totalmente diverse da quelle che presume il profano e soltanto il medico è in grado di giudicare in quale direzione debba essere condotta l'indagine. Se necessario, il medico di famiglia invierà il paziente da uno specialista.

1 Visita medica - continua ►

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04/05/2010

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