La visita medica
Specialista, medico generico o di famiglia: l'importanza delle visite mediche per curare disturbi o malattie.
Qual è lo scopo della visita medica?
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Lo scopo della visita medica è di raccogliere una serie di informazioni utili per giungere alla diagnosi.
Che cos'è la diagnosi?
È l'accertamento dello stato di salute del paziente. La diagnosi si giova, oltre che della visita medica, di una serie di accertamenti:
a) valutazione dell'integrità e della funzionalità di organi e apparati mediante indagini strumentali (esami radiologici, endoscopie, ecografie ecc.);
b) valutazione dei componenti del sangue, dell'urina e di altri liquidi organici mediante analisi chimiche di laboratorio.
Che cos'è la prognosi?
La previsione che il medico fa del probabile decorso e dell'esito finale di una malattia.
Come si effettua la visita medica?
La visita medica si articola in due fasi:
a) anamnesi;
b) esame obiettivo.
L'anamnesi è la raccolta dettagliata di notizie riguardanti la vita del paziente e dei suoi ascendenti, le malattie e i disturbi precedenti, gli eventuali interventi chirurgici. L'esame obiettivo è il rilievo dei sintomi oggettivi che il paziente presenta.
Come si rilevano questi sintomi?
Attraverso quattro operazioni:
a) l'ispezione, con la quale il medico osserva semplicemente le regioni corporee del paziente;
b) la percussione, con la quale il medico percuote con le dita certe zone corporee, deducendo dal suono prodotto (suono chiaro o timpanico = iperfonesi; suono cupo = ottusia) le condizioni degli organi sottostanti;
c) la palpazione, che si effettua apprezzando col tatto la consistenza di una superficie corporea e degli organi sottostanti);
d) l'auscultazione, che consiste nel percepire con l'orecchio, con o senza l'aiuto di strumenti (stetoscopio, fonendoscopio), i rumori prodotti dagli organi durante il loro funzionamento (in genere, il cuore e i polmoni).
Perché nella visita il medico fa dire trentatré al paziente?
È questa una manovra della vecchia tecnica di auscultazione. La voce del paziente, propagandosi lungo l'albero respiratorio, si trasmette al torace e produce un fremito che si può percepire appoggiando sul torace una mano. Il fremito è più evidente quando si pronunciano parole ricche di consonanti come la "r"; di qui la consuetudine di far dire "trentatré". Poiché il fremito aumenta o diminuisce in determinate affezioni polmonari, la manovra consente di raccogliere un sintomo utile per la diagnosi.
È opportuno rivolgersi direttamente a uno specialista, anziché al medico generico, o di famiglia?
No. Spesso le cause dei disturbi sono totalmente diverse da quelle che presume il profano e soltanto il medico è in grado di giudicare in quale direzione debba essere condotta l'indagine. Se necessario, il medico di famiglia invierà il paziente da uno specialista.
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