Home  
  
  
    Le resistenze all'anestesia
Cerca

Visite di base
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Le "resistenze" all'anestesia: quando è più difficile anestetizzare

"Il dentista non è riuscito a farmi l'anestesia", "l'epidurale non ha funzionato"... Questi casi di insuccesso dell'anestesia sono rari ma possibili. Come spiegare questo fenomeno? Quale approccio adottano i medici in questo caso? Ecco le risposte degli specialisti. Le cosiddette "resistenze" all'anestesia trovano sempre una spiegazione. Dietro queste difficoltà di anestetizzare si celano sempre cause di tipo metabolico, psicologico o anatomico.

Le resistenze all'anestesia
© Getty Images

Resistenza all'anestesia: le cause metaboliche

Innanzitutto, è importante ricordare che "nessuno è resistente all'anestesia", precisa la Dr.ssa Nicole Smolski, anestesista-rianimatore, Presidente del Syndicat national des praticiens hospitaliers anesthésistes-réanimateurs (SNPHAR, Sindacato nazionale dei medici ospedalieri anestesisti-rianimatori). "Ci sono invece persone più difficili da anestetizzare di altre in termini di quantità di anestetici da somministrare", sottolinea, precisando che "i tossicodipendenti e le persone che bevono molto alcol sono più difficili da anestetizzare, sia nel caso di un'anestesia loco-regionale o generale". Dal canto suo, il Dr. Vibol Chhor, anestesista-rianimatore, membro dell'ufficio dell'Association des jeunes anesthésistes-réanimateurs (AJAR, Associazione dei giovani anestesisti-rianimatori), spiega: "In questi pazienti esistono modificazioni farmacologiche complesse e non ancora chiarite, come un'induzione enzimatica epatica, una modificazione dei volumi di distribuzione degli anestetici, che costringono ad aumentare le dosi di alcuni farmaci". "Ad esempio, nei tossicodipendenti che assumono eroina, esistono fenomeni di tolleranza agli oppiacei", aggiunge il medico. "Può anche essere presente una resistenza all'anestesia nelle persone che hanno subito diverse anestesie, ad esempio i grandi ustionati", precisa il Dr. Jean-Pierre Postel, anestesista-rianimatore, ex-primario degli ospedali e Presidente del Centre national d'étude, de recherche et d'information sur la conscience (CNERIC, Centro nazionale di studio, ricerca e informazioni sulla coscienza). Lo stesso medico cita anche casi di resistenza immediata all'anestesia nei soggetti obesi, a causa della diluizione degli anestetici nel grasso. La soluzione a queste resistenze? La somministrazione di dosi più massicce di anestetici o l'impiego di prodotti diversi. "Possiamo ricorrere a tutta una serie di anestetici, per cui il problema non si pone", assicura il Dr. Postel. "Un elettroencefalogramma ci consente di verificare se le persone dormono profondamente e, in alcuni casi, somministriamo una dose di anestetici", ripete il Dr. Smolski.

Resistenza all'anestesia dentaria

Qual è il motivo delle resistenze alle anestesie praticate dal dentista? "In presenza di alcune condizioni mediche, può essere difficile anestetizzare il paziente", spiega il Dr. Vianney-Descroix, medico chirurgo dentista presso il reparto di Odontoiatria dell'ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi. "In particolare, questa situazione si verifica se il dente da curare è particolarmente infetto o molto infiammato", afferma. "In condizioni di forte infiammazione e/o di grave infezione, i tessuti diventano estremamente acidi, impedendo quindi che le molecole anestetiche possano correttamente distribuirsi all'interno dei tessuti nervosi da anestetizzare", commenta lo specialista. La soluzione? "In questo caso, il dentista pratica un'anestesia lontano dalla regione infiammatoria e aumenta la quantità di anestetico da somministrare".

Resistenza all'anestesia: le cause psicosomatiche

"È possibile che anche le persone molto stressate e ansiose si mostrino sensibili all'anestesia dentaria", spiega il Dr. Vianney-Descroix. "In questo caso, andiamo ad alleviare lo stress con la sedazione", puntualizza il professionista. Per sedare i pazienti, oggi i medici hanno a disposizione un gas, il MEOPA, composto da una miscela di ossigeno e protossido di azoto. Questo gas determina uno stato di sedazione cosciente. Anche il senso di angoscia può finire per scombussolare un'anestesia loco-regionale o generale. Uno stato di stress può quindi costringere a somministrare dosi massicce di anestetici. "Le persone mal predisposte all'anestesia sono le più difficili da anestetizzare rispetto a quelle predisposte", precisa il Dr. Jean-Pierre Postel. Ecco spiegato quanto accade: in presenza di stress, il tasso di adrenalina sale, il flusso cardiaco aumenta ostacolando l'adeguata distribuzione degli anestetici nelle diverse parti del corpo. "Inoltre, poiché il tasso di alcuni neuromediatori cerebrali viene modificato in caso di stress, le molecole non saranno in grado di agire a livello dei neuroni bersaglio", spiega il Dr. Postel. "Ciò che fa la differenza è la qualità della presa in carico, in particolare durante la visita medica preanestesiologica. Il medico svolte un ruolo importante nel ridurre il senso di angoscia del paziente e nel condurlo in sala operatoria il più rilassato possibile. Insomma, si tratta di una vera a propria premedicazione psicologica", sostiene.

Resistenza all'anestesia: cause anatomiche o genetiche

Gli insuccessi dell'anestesia perimidollare (rachianestesia o peridurale) possono essere determinati da cause anatomiche. "La presenza di cisti sottocutanee o nel canale midollare può causare un errore di individuazione del canale: in questo modo, l'iniezione del prodotto anestetizzante avviene nella cisti e non nel canale, comportando quindi un'anestesia inadeguata", spiega il Dr. Vibol Chhor. "La presenza di strutture legamentose nel canale midollare può causare una distribuzione scorretta dell'anestesia nel canale", prosegue. Analogamente, una variazione anatomica della spina di Spix, può eccezionalmente essere all'origine dell'insuccesso di un certo tipo di anestesia dentaria: l'anestesia al forame mandibolare (nota in precedenza come la spina di Spix), in altre parole, una forma di anestesia loco-regionale scarsamente utilizzata dai medici chirurgi dentisti.

Peraltro, le persone rosse di capelli si dimostrerebbero meno sensibili ad alcuni anestetici locali, e questo per la mutazione di un gene1. Sono stati riferiti casi eccezionali di fallimento delle rachianestesie causati da resistenze agli anestetici locali2,3. Gli autori degli studi ritengono che questa resistenza potrebbe trovare spiegazione in una mutazione genetica. Quest'ultima, infatti, potrebbe essere responsabile di variazioni della risposta dei canali sodici agli anestetici locali (questi ultimi agiscono attraverso la loro azione a livello dei canali sodici)4,5. "Si tratta di casi clinici assai rari, che rappresentano attualmente solo delle ipotesi", precisa il Dr. Vibol Chhor.

Ma si può stare tranquilli: "Si riesce sempre ad addormentare qualcuno, anche se a volte è necessario utilizzare dosi più massicce di prodotti anestetici", sostiene il Dr. Smolski. Quindi... nulla di cui preoccuparsi!

Anne-Sophie Glover-Bondeau

La memorizzazione durante l'anestesia: un caso di resistenza?

Alcune équipe di ricercatori, in particolare a Marsiglia e a Strasburgo, (il Dr. L. Pain, dell'Inserm) studiano i casi di memorizzazione durante l'anestesia: persone correttamente anestetizzate con dosi di anestetici adeguate e l'utilizzo di prodotti di qualità, al risveglio raccontano alcuni dettagli dell'intervento a cui si sono sottoposti. "Si tratta di un caso di resistenza all'anestesia o di esperienze inspiegabili della coscienza come quelle osservate nelle EMI, vale a dire le esperienze di morte imminente, e che risponderebbero alla stessa fenomenologia?", si interroga il Dr. Postel6.

Fonti:

- Intervista al Dr. Vianney-Descroix, 26 ottobre 2012.
- Intervista alla Dr.ssa Nicole Smolski, 28 ottobre 2012.
- Intervista al Dr. Vibol Chhor, 2 novembre 2012.
- Intervista al Dr. Jean-Pierre Postel, 6 novembre 2012.
1. Liem EB, Lin CM, Suleman MI et Als. Anesthetic requirement is increased in redheads, Anesthesiology, 2004;101:279-83 
2. Hoppe J, Popham P. Complete failure of spinal anaesthesia in obstetrics. Int J Obstet Anesth2007;16:250-5.
3. Bevacqua BK, Cleary WF. Relative resistance to intrathecal local anesthetics. Anesth Analg 1994;78:1024—6.
4. Ragsdale DS, MCPhee JC, Scheuer T, Catterall WA. Molecular determinants of state-dependent block of Na+ channels by local anesthetics. Science 1994;265:1724—8.
5. De Médicis E, Lena P, Martin R. Les nouvelles techniques de repérage de l’espace épidural. Prat Anesth Reanim 2007;11:202—7.
6. Postel J P, Mémoire & Anesthésie, Newsletter www.cneric.fr, 2010

Commenta
13/12/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale