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Sì, viaggiare: la malaria

Profilassi e misure di prevenzione personale. Ecco le migliori armi protettive contro la malattia. Scomparsa dal nostro Paese ormai a partire dagli anni ’50, la malaria è però ancora presente allo stato endemico in diverse zone del mondo: gran parte dell’Africa, nel sud-est asiatico e nel sub-continente indiano, nell’America latina e in parte dell’America centrale. Sono molti, dunque, i viaggiatori che devono pensare a come di salvaguardarsi dal contagio prima di fare le valigie.

Viaggiare: attenzione alla malaria
© Getty Images

Malaria: il contagio

La malaria è provocata da protozoi, ossia parassiti microscopici, del genere dei Plasmodi. In particolare, sono quattro i tipi di plasmodi che possono indurre la malattia nell’uomo:

- il Plasmodium falciparum, responsabile della cosiddetta malaria maligna o terzana

- il Plasmodium vivax, responsabile invece della quartana benigna

- il Plasmodium malarie, responsabile di una forma detta quartana per la periodicità con cui si presenta la febbre

- il Plasmodium ovale

E non è raro, nelle zone endemiche, che si verifichino casi di infezioni miste, cioè con presenza contemporanea di più tipi di Plasmodi.

Questi parassiti vengono trasmessi all’uomo attraverso la puntura delle zanzare del genere Anopheles, che generalmente pungono nelle ore di oscurità, quindi nel lasso di tempo che va da dopo il tramonto a prima dell’alba.

Incubazione e sintomi della malaria

Il periodo di incubazione della malattia varia molto a seconda del tipo di plasmodi interessati. Se, per esempio si calcolano una o due settimane per la malaria maligna, si può arrivare a 8-10 mesi per alcuni ceppi di quella benigna e anche di più per il Plasmodium ovale.

I sintomi sono variabili, ma nella maggior parte dei casi la malattia si presenta con febbre accompagnata da brividi, mal di testa, mal di schiena e dolori muscolari, nausea e vomito, tosse, diarrea, sudorazione abbondante. Ma chi ha soggiornato per anni in aree endemiche può anche presentare forme asintomatiche.

Vaccino e prevenzione della malaria

Sono due le misure preventive cui bisogna ricorrere per ridurre al minimo il rischio di contrarre la malaria: adozione di semplici regole di protezione personale e assunzione di farmaci adatti. È importante associare le due cose e non sottovalutare l’utilità della prevenzione comportamentale che, da sola, può ridurre fino a dieci volte il rischio di contrarre la malattia.

Le regole da seguire comprendono:

- evitare di uscire nelle ore notturne

- dormire in stanze con il condizionatore, così da poter tenere chiuse le finestre, o con zanzariere. Queste ultime dovrebbero essere anche intorno al letto, rimboccandole sotto il materasso e impregnandole con insetticida a base di permetrina

- indossare pantaloni e maglie con maniche lunghe, possibilmente dai colori chiari e applicare sulla pelle repellenti per insetti

- utilizzare diffusori di insetticida o utilizzare quelli spray lungo il perimetro delle stanze.

Nonostante non esista una terapia farmacologica antimalarica efficace al 100% e del tutto priva di effetti indesiderata, questa è altamente consigliata. Per la scelta della giusta profilassi da seguire dovranno essere presi in considerazione itinerario condizioni di salute ed eventuali precedenti reazioni allergiche. In particolare, l’Organizzazione mondiale della sanità distingue tre diverse zone, differenti in base a intensità di trasmissione, distribuzione delle specie di Plasmodi e dei ceppi chemioresistenti. Per ognuna di queste zone, indicate in base all’ordine crescente di rischio A, B e C, l’Oms suggerisce i farmaci indicati:

- nella zona A la clorochina è il regime profilattico di scelta

- nella zona B il regime profilattico può essere basato sulla clorochina da sola o in associazione con proguanil, portando con sé una dose terapeutica di meflochina

- infine nella zona C viene raccomandata una profilassi a base di meflochina o, in caso di controindicazioni per questo farmaco, di clorochina e proguanil in regime misto.

La chemioprofilassi va iniziata una o due settimane prima della partenza (solo nel caso vengano impiegati doxiciclina o proguanil si inizia appena uno o due giorni prima), continuando l’assunzione di questi farmaci per tutto il soggiorno e poi ancora per alcune settimane una volta rientrati.

In ogni caso è necessario rivolgersi al proprio medico e alle autorità sanitarie preposte per individuare dosi e periodicità indicati. Inoltre queste indicazioni valgono solo per chi ha intenzione di soggiornare in zone malariche per periodi inferiori a un mese. Altrimenti sarà comunque consigliato attuare la chemioprofilassi per almeno un mese e poi rivolgersi ai sanitari locali per indicazioni sulle misure di prevenzione più adatte alla situazione del luogo.

Malaria: le zone a rischio

I viaggi nelle zone dove la malaria è endemica sono sconsigliati alle donne in gravidanza e ai bambini. In caso dovranno comunque essere sottoposti entrambi a profilassi adeguata. Per esempio la meflochina è controindicata sia nelle prime 12 settimane di gravidanza sia nei neonati con meno di tre mesi di vita. Inoltre, nei bambini possono essere utilizzati con sicurezza clorochina e proguanil, mentre la doxiciclina è sconsigliata prima degli 8 anni.

Cecilia Lulli

Scritto da

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10/04/2013

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