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Il vaccino contro l'encefalite giapponese

Quando un’infiammazione colpisce il cervello è, inutile dirlo, molto pericoloso per la salute. Ecco come proteggersi da due forme virali della malattia diffuse l’una in Oriente, l’altra nell’Europa dell’Est.

L'encefalite giapponese
© Getty Images

Per encefalite s’intende un’infiammazione dell’encefalo, ossia di un’area del cervello. Infiammazione che può essere causata anche da virus e batteri, da cui è importante difendersi quando si prenota un viaggio in determinate aree del mondo. In particolare, tra le forme più diffuse ci sono l’encefalite giapponese e l’encefalite da zecche.

L'encefalite giapponese

L’encefalite giapponese, forma virale più comune di encefalite, è un’infezione endemica in una vasta fascia dell’Asia che va dal Pakistan per giungere attraverso l’India, il Nepal, il Buthan e il Bangladesh fino a Myanmar, Laos, Thailandia, Vietnam Giappone, alla Corea e alle estreme regioni orientali della Russia. Nelle zone temperate dell'Asia, la malattia di solito ha i suoi picchi in estate e in autunno, mentre nelle aree tropicali è più frequente nella stagione delle piogge.

A provocarla è un virus del genere Flavivirus e viene trasmessa all’uomo principalmente dalla puntura delle zanzare del genere Culex, anche se il principale serbatoio animale del virus sono uccelli e suini, tanto che si tratta di un disturbo diffuso soprattutto nelle aree rurali.

Il periodo di incubazione varia dai 5 ai 15 giorni, e se nella maggior parte dei casi è asintomatica, può però provocare febbre, cefalea, stato alterato di coscienza, e avere conseguenze neurologiche se non, addirittura, essere letale. Per questa ragione è fondamentale preoccuparsi attentamente della prevenzione. Anche perché, una volta contratta la malattia, non esiste un trattamento antivirale specifico.

Prevenzione

Tenendo conto delle abitudini notturne delle zanzare Culex, sarà opportuno preoccuparsi di mettere in atto alcune misure di protezione personale d questi insetti: utilizzare repellenti, pantaloni e maglie con maniche lunghe (preferibilmente di colori chiari), zanzariere e diffusori di insetticida, ma anche evitare l’uso di profumi.

È inoltre disponibile un vaccino, consigliato soprattutto a chi intende recarsi nelle zone endemiche per lunghi periodi o prevede di passare molto tempo all’aria aperta o nelle zone rurali, ma non indicato per i bambini. Per l’immunizzazione è prevista la somministrazione di due dosi separate da 0,5 ml l’una, a distanza di 28 giorni. È poi consigliata una dose di richiamo dopo un anno, o comunque entro due anni dal primo ciclo, prima di esporsi nuovamente al contagio. La durata della protezione dura circa tre anni.

L'encefalite da zecche

Spesso si commette l’errore di pensare che l’opportunità di vaccinarsi vada presa in considerazione solo quando si programmano viaggi in mete esotiche e tropicali. In realtà anche quando si programma un viaggio nell’Europa centrale e orientale potrebbe essere consigliabile premunirsi contro alcune malattie infettive. Nello specifico, è diffusa nella federazione Russa, Austria, Germania, Estonia, Lituania, Svizzera e Paesi Balcanici, la cosiddetta encefalite da zecche, infezione causata anch’essa da virus del genere Flavivirus, ma, appunto, trasmessa dal morso delle zecche.

L’incubazione varia dai 7 ai 15 giorni, dopodiché possono comparire febbre, cefalea, senso di stanchezza, nausea fino ad arrivare, nei casi più gravi, a dolori muscolari e paralisi. Anche per questa forma virale non esiste attualmente una terapia specifica risolutiva.

Prevenzione

Se si intende soggiornare in campagna o campeggiare nelle aree europee più colpite sarà preferibile ridurre al minimo le possibilità di contagio utilizzando un abbigliamento adeguato e repellenti specifici.

Esiste inoltre un vaccino (essenziale per chi programma una vacanza nei boschi o nei prati) che, se somministrato in due dosi a distanza che può variare tra le due settimane e i tre mesi protegge per circa un anno. L’aggiunta di una terza dose a distanza 6-12 mesi può inoltre prolungare la protezione sino ad almeno tre anni. Il vaccino è però controindicato in caso di grave ipersensibilità all’uovo e alle proteine del pollo.

Cecilia Lulli

Scritto da

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17/04/2013

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