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Ferite: le fasi della cicatrizzazione normale

La guarigione di una lesione acuta, di origine traumatica o chirurgica, avviene tramite la cicatrizzazione. Si tratta di un processo dinamico naturale, che attraversa varie fasi. Il corretto svolgimento di ciascuna di queste è essenziale per assicurare la formazione di una cicatrice di qualità, che non disturbi né il funzionamento né l’aspetto estetico del sito leso.

Fasi della cicatrizzazione
© Getty Images

La cicatrice normale: due tempi fondamentali

La cicatrizzazione normale si svolge in due tappe principali:

  • La formazione della cicatrice primaria
  • La maturazione della cicatrice

Ciascuna di queste grandi tappe avviene in più fasi dalla durata variabile. Conoscere queste diverse fasi può essere molto utile  per individuare eventuali anomalie nella cicatrizzazione ed evitare quindi le complicanze, che siano infettive, funzionali o estetiche.

Prima tappa: la formazione della cicatrice primaria

Si realizza in 3 fasi distinte:

1 – Fase emostatica e infiammatoria

Subito dopo la formazione della ferita, i vasi sanguigni locali si dilatano, provocando una dilatazione della permeabilità vascolare e una perdita di plasma. Questa vasodilatazione è seguita poco dopo da una vasocostrizione e poi dalla formazione di grumi in fondo alla ferita, grazie principalmente all’azione delle piastrine, limitando la perdita di sangue. Più avanti, attirate da sostanze chemiotattiche, le cellule pro-infiammatorie (leucociti e macrofagi) arrivano dai tessuti vicini per pulire la piaga, eliminando tessuti morti, germi e batteri. Questa fase comincia tra la 12° e la 24° ora e provoca una reazione infiammatoria caratterizzata da rossore (eritema), gonfiore (edema), dolore e un aumento della temperatura locale. La fase infiammatoria, che è necessaria per dare il via alla fase seguente, dura tra 1 e 4 giorni per le lesioni acute (ferite traumatiche o chirurgiche).

2 – Fase di granulazione

Durante questa fese, alcune cellule chiamate fibroblasti (cellule del tessuto connettivo) appaiono in grande quantità stimolate dai macrofagi. I fibroblasti producono grandi quantità di collagene, di elastina e di altri elementi che costituiscono la matrice cellulare del derma. Contemporaneamente, le cellule che tappezzano l’interno dei vasi sanguigni (cellule endoteliali) formano delle gemme alle estremità dei capillari lesi. Queste gemme nella rete di collagene in formazione danno alla ferita un aspetto rosso e granuloso, dando il nome a questa fase. Questa proliferazione si ferma quando il tessuto di granulazione ha colmato la perdita di sostanze e i fibroblasti hanno raggiunto il bordo della ferita. Questo processo comincia intorno al 4° giorno e finisce intorno al 15°.

3 – Fase di riepitelializzazione

Una volta che il tessuto connettivo raggiunge il livello massimo, le fibre del collagene si rimodellano. Parallelamente, le cellule epiteliali appaiono e migrano sul bordo della ferita. La piaga si contrae e si ricopre di cellule epiteliali, il che corrisponde alla chiusura della ferita attraverso una cicatrice primaria, il cui colore è simile a quello della pelle che la circonda. La formazione di questa cicatrice primaria si conclude intorno al 21° giorno, tranne nei casi di piccole lesioni superficiali, nelle quali l’epitelializzazione è visibile dopo solo 24 ore.

Seconda tappa: la maturazione della cicatrice primaria

Una volta formatasi la cicatrice primaria, tra il 25° e il 30° giorno, il collagene comincia a degradarsi velocemente, dando il via alla ricostruzione della cicatrice primaria. Nel corso di questa fase, i bordi della ferita continuano a contrarsi lentamente grazie all’azione di cellule chiamate miofibroblasti e al rafforzamento dell’unione tra epiderma e derma. Piano piano ne risulta una cicatrice più elastica, più liscia e più morbida al tatto. Questa ricostruzione finisce con la formazione della cicatrice definitiva dopo 6 mesi o un anno massimo.

La qualità della cicatrice definitiva dipende dalle dimensioni, dalla localizzazione e soprattutto dall’evoluzione iniziale della cicatrizzazione: è quindi molto importante fare attenzione alle prime cure dopo la formazione della ferita.

Un’alterazione del processo di cicatrizzazione primaria di una lesione acuta può portare alla formazione di una lesione cronica e complicata, che richiede cure specifiche con cerotti e materiali che permettano una cicatrizzazione “guidata”, o la costituzione di una cicatrice anormale, antiestetica, e che possa presentare conseguenze sulla funzionalità organica.

Fonti:

1 – Teorie generali per la cura delle lesioni. Hôpitaux Universitaires de Genève. Ottobre 2014.

2 - Anne Aerts, Dorine Nevelsteen, Françoise Renard. Cura delle ferite. Editions de Boeck, 1998.

3 – Società Francofona di Medicina di Emergenza. Cura delle lesioni al pronto soccorso. 12° conferenza. Clermont-Ferrand, 2 dicembre 2005.

4 - Julie Vézina. Cura delle ferite: principi di base. Université du Québec, settembre 2006.

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08/12/2015

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