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I rischi dell’avvelenamento da mercurio

Utilizzato per la fabbricazione di termometri, lampade, otturazioni dentarie e batterie, il mercurio è un elemento che fa parte della vita di tutti i giorni. È molto pericoloso ed è possibile entrarci in contatto per inalazione o ingestione, procurando disturbi importanti per la salute. Il mercurio è velenoso? Come prevenire un’intossicazione?

L'avvelenamento da mercurio
© Getty Images

Dove si trova il mercurio?

Il mercurio è un metallo tossico che si presenta alla forma liquida quando raggiunge la temperatura ambientale: è stato e viene utilizzato per la produzione di molti oggetti di uso quotidiano, come i classici termometri di vetro, le pile elettriche, i cosmetici, le cere per mobili, gli ammorbidenti, le amalgame per otturazioni dentarie e, un secolo fa, per la lavorazione dei cappelli in feltro. Inoltre, è presente in alcuni pesci, tonno e pesce spada, a loro volta ricchi di mercurio a causa dell’inquinamento delle acque ad opera dell’uomo: non è un mistero che negli scarti delle lavorazioni industriali e nei pesticidi sia presente questo metallo pesante, che avvelena letteralmente mari e terreni. Alcuni prodotti per la pulizia e l’igiene contengono mercurio: chi non conosce il mercurocromo, famoso disinfettante di color rosso vivo utilizzato per le medicazioni (il nome stesso ne chiarisce la composizione). Il mercurio, in assoluto, è un elemento tossico che può provocare molti danni alla salute: non ci resta che capire in che modo entra in contatto con l’uomo e se le quantità ingerite/inalate sono davvero pericolose.

Il mercurio e l’odontoiatria

La cronaca riporta regolarmente in auge la questione delle otturazioni dentarie, composte di numerosi elementi chimici, come l’argento, lo stagno, il rame, lo zinco, il palladio (e non il piombo come si è sempre creduto) e infine il mercurio. Questo viene impiegato per l’indurimento della pasta che sanerà il dente cariato e, vista la nota tossicità dell’elemento, il suo uso è stato soggetto a numerose critiche da parte dell’opinione pubblica. Sebbene l’Organizzazione Mondiale di Sanità abbia definito la tossicità dell’elemento chimico mercurio, ad oggi non ci sono prove scientifiche attestanti che le amalgame usate in odontoiatria siano pericolose. Il motivo? I medici affermano che Il mercurio delle amalgame si presenta in forma “stabile”, termine che in chimica indica che l’elemento incriminato è reso atossico: sebbene ci sia ancora qualche dubbio in materia, l’OMS non si è pronunciata in merito ad un divieto nell’utilizzo del mercurio in questi casi.

È curioso però osservare come in generale la comunità scientifica internazionale smentisca le voci che assicurano gravissimi danni alla salute a causa delle amalgame dentarie, mentre naturopati ed  esperti in omeopatia siano in allarme da anni. Ad ogni modo, solo le persone il cui lavoro implica il contatto con il mercurio dovrebbero preoccuparsi: solo dosi massicce di questo elemento sono davvero nocive per la salute, se non addirittura fatali (dai 100 ai 500mg/die).

I sintomi dell’avvelenamento da mercurio

Il mercurio ha la caratteristica di depositarsi nel cervello e dar luogo a fenomeni piuttosto gravi qualora la quantità sia elevata: perdita di coordinazione motoria, formicolii, disturbi all’apparato digerente, tremori, disturbi dell’umore tra cui depressione, ansia, stanchezza cronica, apatia, insonnia, psicosi, irritabilità, sbalzi d’umore, anoressia, delirio, disfunzioni immunitarie, polmonite, collasso cardiocircolatorio. Una curiosità: lo scrittore Lewis Carroll si è ispirato all’avvelenamento da mercurio per il personaggio del Cappellaio Matto. Come abbiamo già spiegato, i conciatori di pelli che ne ricavavano il feltro per la lavorazione di copricapi accusavano sintomi neurologici gravi stando a contatto col mercurio, utilizzato nelle sostanze impiegate nelle fabbriche.

Mercurio: avvelenamento o intossicazione?

Attenzione alla differenza tra avvelenamento e intossicazione cronica: il primo è un evento grave per il quale si interviene in maniera medica, il secondo è il fenomeno messo sotto accusa generato dal rilascio continuo nel corpo del mercurio, ad esempio dalle protesi dentarie. In caso di avvelenamento, si mette in pratica la cosiddetta terapia chelante, in grado di depurare l’organismo attraverso l’uso di farmaci (dimercaprolo, penicillamina, acetil-cisteina, DMSA). A livello “casalingo” è possibile intervenire incrementando il consumo di cibi contenenti selenio, zinco e vitamina C, anch’essi con proprietà chelanti per l’organismo. La terapia è sconsigliata qualora si soffra di insufficienza epatica o renale, in quanto il mercurio viene espulso proprio attraverso questi organi, che rischiano di sovraccaricarsi.

È bene consultare il proprio odontoiatra se si hanno ancora dei dubbi a riguardo: potrà donarvi delucidazioni qualora si intenda rimuovere le otturazioni e sostituirle con altri materiali come resine odontoiatriche specifiche. I prezzi sono accessibili per la gran parte delle tasche e l’operazione si svolge in poche sedute.

Il consiglio per tutti è di evitare allarmismi e informarsi sempre per conoscere il mondo che ci circonda.

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04/01/2012

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