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Tasso di protrombina: tempo di Quick e INR

Per tasso di protrombina si intende la conversione del tempo di Quick, che consente di valutare la velocità di coagulazione del plasma sanguigno a 37˚C mediante l'osservazione dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K. Viene espresso in percentuale di attività rispetto a un pool di plasmi normali, a cui viene convenzionalmente attribuita un'attività del 100%, o in INR (International Normalised Ratio, Rapporto Internazionale Normalizzato). Questa concentrazione è ampiamente utilizzata nel monitoraggio di pazienti trattati con anticoagulanti antagonisti della vitamina K.

Il tasso di protrombina
© Getty Images

Cos'è il tasso di protrombina?

La protrombina è uno dei fattori di coagulazione dell'emostasi normale. Il tasso di protrombina, il cui valore di riferimento in un soggetto normale si aggira intorno al 100%, corrisponde alla conversione del tempo di Quick, che consente di osservare l'attività protrombinica del plasma sanguigno in un paziente rispetto a un pool di plasmi normali a cui viene convenzionalmente attribuita un'attività del 100%.

Concentrazione del tasso di protrombina nel sangue

Per tempo di Quick si intende il tempo necessario per la coagulazione del plasma sanguigno trattato in alcune condizioni. Ciò consente di esplorare i fattori della coagulazione chiamati "vitamina K dipendenti". Questa concentrazione viene spesso utilizzata per il monitoraggio terapeutico dei pazienti trattati con farmaci antagonisti della vitamina K. Un abbassamento del Tasso di Protrombina nel sangue indica che il sangue è ipocoagulabile, a indicare la minore tendenza del sangue a formare coaguli. Al contrario, un aumento del TP aumenta il rischio di formazione di coaguli e, di conseguenza il rischio di trombosi.

Come viene eseguito il prelievo?

Prelievo di sangue venoso, solitamente nella piega del gomito, in una provetta con citrato (contenente un anticoagulante al 3,8%). Il prelievo deve essere eseguito evitando di mantenere il laccio emostatico per un periodo di tempo prolungato.

Comunicare l'eventuale assunzione di farmaci anticoagulanti (tipo farmaci antagonisti della vitamina K = AVK); nel qual caso, comunicare il dosaggio e l'ora di assunzione del farmaco (rispetto all'ora del prelievo).

Valori normali del Tasso di Protrombina - INR

Tasso di Protrombina: 70 - 100 % INR = 1

Nei pazienti trattati con farmaci antagonisti della vitamina K, il range di efficacia terapeutica (che occorre raggiungere e mantenere) viene stabilito a fronte del rischio trombo-embolico. Questo range corrisponde a degli INR compresi tra 2 e 4,5, ovvero a TP che si aggirano tra il 20 e il 40%.

 

TP (%)

INR

Prevenzione delle trombosi venose

30 - 40

2 - 3

Flebite o embolia in evoluzione

25 - 40

2 - 4

Prevenzione delle trombosi recidivanti

25 - 40

2 - 4

Prevenzione delle trombosi arteriose

20 - 30

3 - 4.5

Profilassi operatoria

30 - 40

2 - 3

Paziente portatore di protesi valvolari cardiaca

20 - 30

3 - 4.5

 

Variazioni patologiche del tasso di protrombina

Prolungamento del tempo di Quick = Abbassamento del tasso di protrombina = Aumento dell'INR. Si osserva questo prolungamento del tempo di Quick in caso di:

• Malattia emorragica del neonato

• Insufficienza epatica: epatiti, cirrosi, itteri

• Deficit di vitamina K in seguito a malassorbimento (avitaminosi)

• Consumo eccessivo di farmaci antagonisti della vitamina K (AVK)

• Carenza isolata, congenita, di uno dei fattori del complesso protrombinico

• Presenza di un anticoagulante in circolo

• Coagulazione intravascolare disseminata

• Fibrinolisi

Farmaci che possono interferire con l'INR

Aumento dell'effetto dei farmaci antagonisti della vitamina K (determinando INR troppo alti rispetto ai valori desiderati):

- Antibiotici, colestiramina, nortriptilina, sulfonamide, fenilbutazone, aspirina, cloralio idrato, allopurinolo, tiroxina.

Riduzione dell'azione degli antagonisti della vitamina K (AVK) (determinando INR troppo bassi rispetto ai valori desiderati):

- Barbiturici, colestiramina, glutetimide, estrogeni.

Diversi altri fattori, in particolare di tipo alimentare, possono modificare l'INR, da cui la necessità di un monitoraggio regolare dei pazienti trattati con AVK per adattare le posologie agli INR definiti.

 

Dr.ssa Marie-Françoise Odou

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29/01/2014

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