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Il mielogramma

Il mielogramma analizza la morfologia e l’equilibrio delle diverse cellule presenti nel midollo osseo, consentendo quindi di diagnosticare eventuali citopenie, leucemie e metastasi ossee.

Il mielogramma
© Getty Images

Cos’è un mielogramma?

Il mielogramma, chiamato anche mielografia, è uno studio quantitativo e qualitativo delle diverse cellule del midollo osseo (tessuto interno delle ossa, a livello del quale si formano le cellule del sangue)

La tecnica del mielogramma

I precursori degli elementi cellulari sanguigni (corpuscoli) si formano nel midollo osseo. Il mielogramma viene effettuato abitualmente nel caso in cui la formula leucocitaria o emogramma evidenzi delle alterazioni, e consente una valutazione quantitativa e qualitativa dei precursori dei vari corpuscoli (eritroblasti: precursori dei globuli rossi, precursori dei globuli bianchi polinucleati, linfociti e monociti; megacariociti: precursori delle piastrine), e la scoperta di eventuali cellule anomale (metastasi). In questo modo, quindi, è possibile rilevare tutte le emopatie primitive, legate all’emopoiesi.

Come si svolge il mielogramma?

Il prelievo di midollo osseo viene effettuato tramite una puntura a livello sternale o della cresta iliaca. Il paziente deve restare disteso e il prelievo viene effettuato con un trocar (uno strumento chirurgico, con una estremità appuntita solitamente triangolare, che viene utilizzato all'interno di una cannula al fine di inserire quest'ultima in vasi sanguigni o cavità corporee) o più spesso con un sottile ago per iniezione, dopo una disinfezione locale e un’eventuale leggera anestesia locale: viene aspirata una piccola quantità di midollo, dopodiché l’ago viene immediatamente rimosso. Il campione prelevato viene quindi rapidamente trasferito su dei vetrini per ottenere degli strisci che vengono in seguito colorati utilizzando la miscela May-Grünwald-Giemsa e osservati al microscopio.

I valori normali di un mielogramma

La tabella seguente riporta la percentuale indicativa considerata nella norma per ciascun tipo di cellula; in tutti i casi il risultato è accompagnato da un commento sulla ricchezza midollare (numero totale delle cellule nella norma o no), in cui è contenuta l’interpretazione generale del risultato.

Eritrocitario

Proeritroblasto

1 – 4 %

(8 - 30 %)

Eritroblasto basofilo

1 – 8 %

 

Eritroblasto policromatofilo

2 – 10 %

 

Eritroblasto acidofilo

5 – 20 %

Granulocitario

Mieloblasto

0,5 – 4 %

(50 - 75 %)

Promielocita

1 – 8 %

 

Mielocita neutrofilo

5 – 20 %

 

Metamielocita neutrofilo

10 – 25 %

 

Polinucleato

10 – 30 %

Elémenti non mieloidi

Linfociti

5 – 15 %

(3-15 %)

Plasmociti

0 – 2 %

 

Monociti

0 – 2 %

Mégacaryocytaire

Megacariociti

10 à 100/striscio

Variazioni patologiche del mielogramma

Insufficienza globale del midollo osseo: aplasia midollare, mielofibrosi.

Cause dell’aumento delle cellule di un mielogramma

- Leucemie acute

- Leucemie linfoidi

- Eritroblastopenia (malattia di Blakfan-Diamond), alcune forme di anemia

- Mielodisplasie: anemie refrattarie, associate o no a leucopenia (riduzione dei leucociti) e trombopenia (riduzione delle piastrine)

- Sindromi mieloproliferative: leucemie mieloidi, malattia di Vaquez, trombocitemia essenziale

- Mielomi

- Metastasi di carcinomi

- Gammapatie monoclonali

- Linfomi

Cause di diminuzioni di cellule in un mielogramma:

- Agranulocitosi (in particolare di origine tossica)

- Ipogammaglobulinemia ereditaria

- Aplasia midollare

- Trombopenia ereditaria (amegacariocitosi, sindrome di Wiskott-Aldrich)

Jessica Xavier

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03/03/2014

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