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La pubalgia, un dolore dalle cause molteplici

La pubalgia è un'infiammazione dolorosa che colpisce la sede inguinale e/o pubica, arrivando a coinvolgere la parte interna delle cosce, e che può assumere diverse forme. Per una cura mirata, occorre quindi distinguere le diverse forme di pubalgia, che variano in base alla causa scatenante. Con l'aiuto di due specialisti, scopriamo i sintomi della pubalgia, la diagnosi di questo dolore e i diversi trattamenti che i medici hanno a disposizione per curarla.

Sintomi, diagnosi e cura della pubalgia
© Getty Images

La pubalgia è diffusa soprattutto in ambito sportivo e interessa sia atleti professionisti sia coloro che praticano un'attività sportiva a livello amatoriale. Gli sportivi maggiormente a rischio sono senza dubbio i calciatori, seguiti da coloro che praticano hockey, rugby e la corsa di resistenza. Tuttavia, anche chi pratica sport come il tennis, la pallanuoto, la pallamano o il basket, risulta a rischio. Più sollecitati, gli uomini sono anche i soggetti maggiormente colpiti, anche se si assiste a un aumento dei casi di pubalgia nelle donne.

La pubalgia: definizione

Causata principalmente da un sovrallenamento, la pubalgia si manifesta con un dolore a livello dell'ano e del pube. Di solito la sintomatologia è monolaterale, ma può essere anche bilaterale. Quando l'infiammazione è in fase iniziale, compare all'improvviso e il soggetto avverte un semplice fastidio. Nei casi più gravi, la pubalgia si presenta come un dolore continuo e molto profondo con fitte lancinanti in caso di movimenti bruschi come scatti improvvisi, cambi di appoggio, cambi di direzione o colpi violenti durante tiri e passaggi di palla nel calcio. Nelle forme lievi, il dolore compare al risveglio e si manifesta all'inizio degli esercizi fisici, tendendo poi a scomparire dopo il riscaldamento. Tuttavia, in assenza di cure, il dolore diventa sempre più frequente e lancinante, fino a cronicizzarsi. Il dolore può essere accentuato da colpi di tosse, da sforzi dovuti al sollevamento di pesi o da movimenti bruschi quando si inclina il busto.

Le tre forme di pubalgia

"Con il termine pubalgia si fa riferimento a diverse patologie che è bene distinguere tra loro per individuare la cura mirata", sottolinea il Dr. Nicolas Bompard, specialista in medicina dello sport a Parigi. Riuniti in occasione di una conferenza di consenso internazionale a Doha (in Qatar) a novembre 2014, gli specialisti in patologie parietali addominali hanno suddiviso queste malattie in tre macro-aree, a seconda della zona interessata, aggiunge il Dr. Gilles Reboul, specialista in patologie parietali addominali presso il Centro Medico Chirurgico dell'università Parigi V.

LA PUBALGIA DEGLI ADDUTTORI: LA FORMA TENDINEA
È la forma di pubalgia più frequente. È causata da microtraumi a carico dei muscoli della coscia, quando il muscolo è contratto e il riscaldamento muscolare non è stato adeguato. In 7 casi su 10, sono i calciatori a farne le spese. Il dolore può comparire a livello dell'inserzione del tendine sull'osso (si parla quindi di tendinite inserzionale), del tendine stesso (tendinite vera e propria) o della giunzione muscolo-tendinea (in questo caso si tratta di uno strappo della giunzione muscolo-tendinea).

LA PUBALGIA PARIETALE: LA FORMA MUSCOLO-TENDINEA
Questa forma di pubalgia è causata da un indebolimento della parete addominale a livello dell'ano. Lo scarso equilibrio tra i muscoli addominali, eccessivamente deboli, e i muscoli adduttori, eccessivamente forti, provoca una cesura a livello del pube, nel punto di intersezione dei due muscoli. Il dolore può essere localizzato al centro del pube: si tratta allora di una tendinite inserzionale a carico dei retti addominali (muscoli addominali) o situata a livello dell'ano, da cui può irradiarsi verso gli addominali o verso il perineo e i testicoli.

L'ARTROPATIA PUBICA: LA FORMA ARTICOLARE
È la terza forma di pubalgia. All'inizio, il dolore è localizzato a livello dell'ano, ma compaiono anche dolori addominali nella parte bassa dell'addome. Si manifestano in modo progressivo nel corso di un'attività sportiva, durante cambi di direzione, scatti di accelerazione, salti e, soprattutto, sempre più nelle fasi preliminari dell'allenamento. L'esame clinico rivela dolore intenso alla palpazione della sinfisi pubica (N.d.T. articolazione fibro-cartilaginea che si trova al centro del bacino tra le due ossa pubiche).

La diagnosi di pubalgia

La diagnosi di pubalgia si fonda su un colloquio con il paziente, finalizzato a conoscerne le pratiche sportive, e sull'esecuzione di un esame clinico per localizzare l'area dolorosa. In genere, il medico ricerca eventuali asimmetrie del bacino, l'esistenza di una gamba più corta dell'altra, una lordosi lombare evidente e anche la presenza di alcuni muscoli troppo rigidi e sollecitati, tutti fattori di rischio di pubalgia.

Se esiste il sospetto di artropatia pubica e di tendinopatia degli adduttori, lo specialista può ricorrere alle tecniche di imaging, in particolare alla risonanza magnetica, o all'ecografia per confermare la diagnosi di pubalgia parietale.

La cura della pubalgia

Il riposo, associato all'applicazione di ghiaccio e alla fisioterapia, rappresenta la prima fase del trattamento. Seguono poi alcune sedute di chinesiterapia, nello specifico secondo il protocollo di Holmich che, attraverso massaggi profondi ed esercizi di stretching, va a sciogliere gli adduttori e a rinforzare i muscoli addominali. "Nel 66% dei casi, il riposo e la chinesiterapia risolvono il problema di pubalgia senza dover ricorrere a un intervento chirurgico", spiega il Dr. Reboul. Per quanto riguarda l'assunzione di antinfiammatori, gli specialisti non sono unanimi: alcuni ritengono che i farmaci antinfiammatori siano di qualche utilità all'inizio della presa in carico, mentre altri, come il Dr. Bompard, stimano che "gli antinfiammatori si limitino semplicemente a mascherare il dolore e che proprio per questo possano indurre il paziente a riprendere troppo velocemente l'attività sportiva".

Se non si osservano miglioramenti dopo un periodo di 3 - 6 mesi dall'inizio del trattamento con antinfiammatori, in alcuni casi potrebbe essere necessario l'intervento chirurgico, tra cui:

 - in caso di pubalgia parietale, la chirurgia consiste nel rinforzare la parete addominale a livello dell'ano, con la sutura parziale degli orifizi situati sotto gli addominali. Questa tecnica, simile al metodo di riparazione delle ernie, può essere eseguita per via celioscopica, allo scopo di limitare il rischio di infezioni e ridurre le dimensioni della cicatrice.

 - in caso di tendinopatia inserzionale degli adduttori, per eliminare il dolore alcuni chirurghi propongono di sezionare il tendine interessato, che si riposiziona naturalmente più in basso: questa pratica è nota come tenotomia.

Come prevenire la pubalgia?

La prevenzione della pubalgia rientra ormai appieno nell'ambito dell'allenamento dei calciatori di alto livello, sicuramente tra gli sportivi più colpiti da questa patologia. "E la prevenzione dà ottimi risultati", conferma il Dr. Bompard. "I calciatori si allenano meglio, dedicano più tempo agli esercizi di potenziamento muscolare e allo stretching. Il risultato? I casi di pubalgia sono praticamente scomparsi tra i giocatori professionisti."

"Nelle persone che praticano un'attività sportiva a livello amatoriale, invece, che attribuiscono minore importanza alla prevenzione delle ferite, avviene esattamente l'opposto", lamenta il Dr. Bompard, che consiglia anche di evitare di allenarsi su campi sintetici e che raccomanda di consultare un podologo per assicurarsi di utilizzare scarpe e solette adatte per l'appoggio dei piedi e il benessere delle articolazioni.

Amélie Pelletier
Creato il 1° marzo 2016

Fonti:

1. Intervista al Dr. Gilles Reboul, specialista in patologie parietali addominali presso il Centro Medico Chirurgico dell'università Parigi V, 18 gennaio 2016.

2. Intervista al Dr. Nicolas Bompard, specialista in medicina dello sport di Parigi, 26 gennaio 2016.

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11/04/2016

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