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L'urinoterapia

In genere una persona sana produce da 1,2 a 2 litri di urina al giorno, che potrebbero rappresentare un piccolo tesoro piuttosto che scivolare via a suon di sciacquone. Se secondo alcuni studi potrebbe essere usata come carburante o anche trasformata in acqua potabile tramite un processo di osmosi, per i sostenitori dell’urinoterapia, o autouroterapia, l’urina rappresenta un rimedio di medicina naturale per stomaci forti. Quali mali cura l’urinoterapia e in cosa consiste esattamente? Scopri con Doctissimo le radici dell’urinoterapia e i possibili benefici nel praticarla.

L'urinoterapia
© Getty Images

Urinoterapia nella storia

Secondo i sostenitori dell’urinoterapia l’uomo già in passato ha usato questo liquido, in genere considerato di scarto, per curare diversi mali. Effettivamente esistono prove che gli antichi usassero l’urina a scopo medicinale: sia nell’antica Grecia con Galeno che in tempi Romani con Plinio il Vecchio l’urina era usata su ustioni e ferite di varia natura, come i morsi di animali, nonché come sbiancante per i denti. L’utilizzo di urina non fa parte solo della civiltà occidentale: in India la medicina ayurvedica ha usato a lungo questo elisir. Fonti ignote vorrebbero che lo stesso Gandhi nel corso dei suoi digiuni fosse solito berne un bicchiere al giorno. D’altronde anche Shri Moraji Desai, primo ministro in India dal 1977 al 1979, ha sempre affermato di essere un convinto sostenitore dell’urinoterapia e ha inviato il popolo indiano a bere un bicchiere di urina al giorno per rinvigorire il proprio corpo.

La composizione dell’urina

In netto contrasto con la medicina tradizionale che ritiene l’urina tossica per il corpo umano, e quindi assolutamente da non ingerire, coloro che sono a favore dell’urinoterapia la considerano invece un liquido vitale, ricco di sostanze benefiche. L’organismo, infatti, digerisce alimenti e bevande all’interno dell’apparato digerente, un insieme di viscere protette dal resto dell’organismo, per cui non ci sarebbe contaminazione. Inoltre l’urina è ricca di sostanze nutrizionali che per qualche ragione vengono considerate in eccesso dai reni e scartate. In questo modo, però, non solo c’è modo di recuperarle ma possono diventare un’arma offerta dall’organismo stesso contro le malattie.

Urinoterapia: cosa cura?

L’urina è quindi una cura per tutti i mali? Secondo chi sostiene la validità dell’urinoterapia si, o quasi. L’urina può essere utilizzata in diversi modi: sia come tisana che sottoforma di impacchi e frizioni, ma anche per clisteri. Se assunta in modo corretto può curare il cancro come i problemi cardiaci, ma anche l’Aids, le allergie, il diabete, le infezioni e qualunque altra malattia venga in mente. In questi casi ovviamente bisogna assumerla per via orale, mentre nel caso di ferite e ustioni si può applicare direttamente sulla parte interessata. Se invece il problema riguarda naso, occhi o orecchie, allora se ne possono instillare alcune gocce direttamente in loco. L’urina aiuta non solo a essere più sani, ma anche più belli: se si desidera una pelle setosa non si deve far altro che cospargere la pelle con questo fluido, mentre per denti più bianchi non c’è che da usarla per i gargarismi una volta al giorno.

Le regole dell’urinoterapia

Se l’urina ha l’indubbio vantaggio di essere un elisir facilmente reperibile e a costo zero, il suo uso ha regole specifiche da rispettare. Ogni scuola di urinoterapia ha le sue, ma le più diffuse vogliono che non si usi l’intero flusso della minzione ma solo la sua parte centrale. Inoltre non va diluita con acqua o altre sostanze, come succhi di frutta. Per evitare brutti sapori, e assicurarsi che sia pura, è bene evitare fumo e alcol, e iniziare, un paio di giorni prima dell’urinoterapia, una dieta a base di sola frutta e verdura, meglio se cruda, o di soli liquidi. Per purificare a fondo l’organismo si può anche ricorrere a clisteri che contengano tre bicchieri di urina per due litri d’acqua. L’ideale è bere urina fresca a digiuno al mattino, ma si può anche berla più volte al giorno o usare l’intera produzione giornaliera affinchè nulla venga sprecato.

La medicina ufficiale

La medicina ufficiale non riconosce questo metodo naturale, avendo messo a punto negli anni ben altri strumenti per dare al corpo umano le sostanze e le cure di cui ha bisogno. Ad esempio, se è vero che nell’urina possono finire alte concentrazioni di vitamine che il corpo non ha assimilato perché reputate non necessarie, si può ricorrere a un integratore piuttosto che bere la propria urina. Il risultato sarà sempre l’espulsione della vitamina in eccesso tramite la minzione, evitando, però, di bere urina.

Giuditta Danzi

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31/07/2014

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