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L’ecodoppler

L’ecodoppler studia il passaggio del sangue nelle arterie e nelle vene, fornendo così indicazioni su eventuali anomalie e sul livello di irrorazione degli organi. Viene abbinato all’ecografia e fornisce indicazioni sulla forma dei vasi sanguigni.

L’ecodoppler
© Getty Images

Quest’esame può essere applicato ai vasi degli arti, del collo e dell’addome, e individua eventuali perturbamenti del flusso sanguigno, che possono essere correlati a un ostacolo o a un restringimento del vaso: può trattarsi di un coagulo bloccato all’interno di una vena (è il caso della flebite) o di un restringimento del calibro di un’arteria (è il caso delle placche aterosclerotiche).

Cos’è l’ecodoppler?

L’ecodoppler utilizza gli ultrasuoni anziché i raggi x; funziona in base allo stesso principio dell’ecografia, a cui spesso viene associato.

Il suo funzionamento consiste nel monitoraggio del flusso sanguigno all’interno di un vaso: una sonda a forma di matita che emette ultrasuoni è applicata in corrispondenza della zona da esaminare. L’onda di ultrasuoni si propaga all’interno dei tessuti ed è riflessa sotto forma di eco da parte dei vari organi incontrati. Il segnale emesso è analizzato e trasformato in un suono, una curva o un colore che rispecchiano le velocità del flusso sanguigno.

L’ecodoppler è molto spesso integrato nell’apparecchio per l’ecografia, e si compone di quattro elementi principali:

  • La sonda che emette gli ultrasuoni e raccoglie il segnale dopo il passaggio di quest’ultimo attraverso i tessuti; è collegata all’apparecchio tramite un cavo.
  • Lo schermo sul quale vengono visualizzate le immagini.
  • Il sistema informatico.
  • Il pannello di comando, composto da vari tasti e funzioni.

Esistono tre tipi di ecodoppler:

  • L’ecodoppler continuo, che traduce le velocità del flusso sanguigno in un suono analizzabile dall’orecchio del radiologo durante l’esame.
  • L’ecodoppler pulsato che traduce la velocità in un grafico.
  • L’ecodoppler a colori, che in combinazione con l’ecografia offre un’immagine del vaso colorata di blu o di rosso a seconda del senso della circolazione sanguigna.

Come si svolge l’esame?

  • Prima dell’esame passerai nello spogliatoio per svestirti (ti verranno indicati quali  sono gli indumenti da togliere).
  • Non dimenticare di andare in bagno essere più a tuo agio.
  • Durante l’esame sarai disteso su un letto, di solito in posizione supina.
  • Ti verrà spalmato un gel sulla pelle per favorire un’ottimale trasmissione degli ultrasuoni. La soda (simile a una biro) verrà spostata per seguire il percorso dei vasi sanguigni da esplorare. Durante l’esame il radiologo ti chiederà di cambiare posizione e/o di trattenere il respiro.
  • Si tratta di un esame rapido: dura dai 10 ai 20 minuti.
  • I risultati: il radiologo ti fornirà una prima valutazione, e ti verrà poi consegnato il referto completo affinché tu possa sottoporlo al tuo medico, che ti spiegherà i risultati e ti darà indicazioni sull’eventuale terapia da seguire.

È doloroso?

Si tratta di un esame del tutto indolore.

Come ci si prepara?

Non è necessaria alcuna preparazione. Non c’è bisogno di essere a digiuno: puoi mangiare e bere normalmente.

Porta con te:

  • L’impegnativa del tuo medico
  • La tua tessera sanitaria
  • I referti degli esami precedenti, che permetteranno di stabilire un confronto.

Quali sono i rischi?

Non ce ne sono: gli ultrasuoni sono del tutto innocui.

Dr. Sébastien Ronze

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12/06/2012

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