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I gruppi sanguigni

A, B, AB o 0... Non sono le lettere dell’alfabeto ma quelle relative alla classificazione del sangue. Quest’ultima è indispensabile per trasfusioni, riconoscimento di paternità, predisposizione ereditaria alle malattie, studi di antropologia. E voi? A quale gruppo appartenete?

I gruppi sanguigni
© Getty Images

Nel XIX secolo i tentativi di trasfondere sangue, da un individuo a un altro, erano regolati dalla “fortuna”. In alcuni casi riuscivano con successo mentre in altri causavano malattie o la morte. Nel 1900, invece, il patologo tedesco Karl Landsteiner scoprì che solo alcune “miscele” erano compatibili. Sulla superficie dei globuli rossi, infatti, individuò due tipi di proteine, antigeni, che chiamò A e B. Questa prima catalogazione costituì la “base” per l’attuale classificazione dei gruppi sanguigni.

Quale è la differenza fra i diversi gruppi?

La presenza, nel sangue di un individuo, di uno o l’altro degli antigeni, di entrambi o di nessuno, costituisce l’elemento primario per l’individuazione del gruppo di appartenenza:

  • A o B: uno dei due antigeni presente
  • AB: entrambe le proteine presenti
  • 0: nessuno dei due antigeni presente

Il gruppo sanguigno più comune è lo 0. Seguono A e B. Il più raro, invece, è AB.

Il fattore Rhesus

Nel 1940 Karl Landsteiner scoprì, durante degli esperimenti sulle scimmie Rhesus, i macachi, un altro sistema di classificazione: il fattore Rhesus o Rh. Il principale elemento per stabilire il proprio Rh è il fattore D. La presenza o l’assenza di quest’ultimo, infatti, determina la classificazione in Rh positivo o Rh negativo. L’85 per cento della popolazione appartiene a un gruppo Rh positivo. Solo il 15 per cento, al contrario, è Rh negativo. Questa seconda classificazione è fondamentale per le trasfusioni di sangue.

Quali sono le compatibilità fra i diversi gruppi?

Gli unici “donatori universali” sono gli individui appartenenti al gruppo 0. Questi ultimi, al contrario, possono ricevere sangue solo da donatori appartenenti allo stesso gruppo. Al contrario, invece, gli unici “riceventi universali” sono gli individui appartenenti al gruppo AB. Questi ultimi possono donare sangue solo ai riceventi dello stesso gruppo.

Trasfusioni

I gruppi sanguigni vengono utilizzati per la classificazione del sangue conservato in apposite “banche”. Ogni unità di sangue, 500 ml, che deve essere infusa viene, quindi, sottoposta a prove di compatibilità con un campione prelevato dal paziente ricevente. Questa analisi, prova crociata di compatibilità, serve a escludere ogni possibile incompatibilità fra i gruppi.

Riconoscimento di paternità

Il gruppo sanguigno di un individuo è determinato dai geni ereditati dai genitori. L’identificazione del gruppo può essere utile per escludere la paternità di un bambino. L’accertamento di paternità, infatti, non può essere dimostrato avvalendosi, in modo esclusivo, dell’analisi del gruppo sanguigno. Per dimostrare una paternità, quindi, è necessario ricorrere a ulteriori esami di analisi genetica.

Indagini giudiziarie

Durante le indagini su un delitto è possibile individuare da, eventuali, tracce di sangue il gruppo sanguigno di appartenenza di un individuo. La stessa ricerca, inoltre, è possibile su campioni di saliva o di sperma.

Antropologia

I gruppi sanguigni AB0 sono presenti in tutte le popolazioni. Tuttavia, però, la frequenza di ciascuno di essi varia secondo la razza e la distribuzione geografica. Per questo motivo, quindi, l’analisi dei gruppi sanguigni è utile agli antropologi nello studio delle migrazioni delle popolazioni.

Quali sono le problematiche ereditarie?

La classificazione dei gruppi sanguigni è importante per determinare alcune malattie. Le donne Rh negative, per esempio, durante la gravidanza possono produrre anticorpi contro il loro bambino Rh positivo. Questa incompatibilità può, infatti, causare la malattia emolitica del neonato. Alcuni studi, inoltre, hanno dimostrato che i soggetti appartenenti al gruppo A sono maggiormente predisposti al cancro allo stomaco mentre quelli di gruppo 0 a ulcera peptica.

L’individuazione del proprio gruppo sanguigno è, quindi, un elemento importante nella vita di ognuno di noi... E voi? Sapete quale è il vostro?

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23/04/2012

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