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Gli esami del sangue

Grazie agli esami del sangue, è possibile diagnosticare infezioni e malattie. Tante le tecniche e i test: spiegazioni per saperne di più.

Esami del sangue
© Getty Images

Che cosa si intende per quadro ematologico completo, e come viene prelevato il sangue?

Il quadro ematologico completo viene studiato con l'esame emocromocitometrico, che consiste nella determinazione di:

a) numero dei globuli rossi (o eritrociti o emazie), volume corpuscolare medio degli stessi (MCV), diametro globulare medio (MCD), spessore globulare medio (MCT), ematocrito (Ht), quantità di emoglobina in 100 ml di sangue (Hb), concentrazione corpuscolare media dell'emoglobina (MCH), dati tutti utili nella diagnosi di anemia;

b) numero delle piastrine, che rivestono un'importanza fondamentale ai fini della coagulazione;

c) numero dei globuli bianchi (o leucociti), molto importanti per combattere le infezioni, e formula leucocitaria (vari tipi di leucociti).


Il prelievo del sangue (in quantità di solito modestissima tipicamente per valutare la glicemia) viene fatto da un dito o dal lobo di un orecchio; quando ne occorrono quantità maggiori, viene prelevato da una vena, solitamente del braccio.

Il prelievo di sangue da una vena è doloroso?

Il prelievo in sé no; si avverte solo una minima sensazione di puntura quando l'ago penetra la pelle.

L'esame del sangue consente al medico di diagnosticare le diverse forme di anemia?

Sì, e ciò è importante perché di questa malattia esistono varie forme, ognuna delle quali può richiedere una terapia diversa.

Quali elementi del quadro ematologico consentono di accertare la presenza o meno di anemia?

Il numero degli eritrociti, l'ematocrito, la quantità di emoglobina, l'MCV. Di questi il più importante è il dosaggio dell'emoglobina; molto utili sono anche il dosaggio del ferro circolante (sideremia) e quello della trasferrina, che però non fanno parte dell'esame emocromocitometrico.

Che cos'è l'emoglobina?

Una proteina, contenente ferro, presente nei globuli rossi; svolge l'importantissimo compito di trasportare l'ossigeno con cui si combina nei polmoni, ai vari tessuti del corpo, dove lo cede rendendo in tal modo possibile la respirazione cellulare.

Quali elementi del quadro ematologico indicano la presenza di infezioni?

L'aumento numerico dei leucociti, in particolare di quelli detti granulociti, e l'incremento della velocità di eritrosedimentazione (VES).

Che cosa si intende per velocità di eritrosedimentazione?

La velocità con cui i globuli rossi si separano dal plasma. La prova della velocità di eritrosedimentazione, che riveste notevole importanza per l'accertamento di taluni stati patologici, viene eseguita prelevando da una vena del braccio una piccola quantità di sangue che, dopo essere stata mescolata con un anticoagulante, viene messa in uno speciale tubicino di vetro, detto sedimentatore.
Qui i globuli rossi si separano per forza di gravità dal plasma, raccogliendosi sul fondo, e dopo un'ora si legge l'altezza della colonna di plasma lasciato libero dai globuli stessi. La velocità di eritrosedimentazione veniva espressa un tempo con il cosiddetto indice di Katz; adesso, invece, si considera il valore ottenuto alla prima ora: quanto più questo valore risulta elevato rispetto a quelli considerati normali, tanto maggiori sono le probabilità che sia in atto un processo patologico (di solito la VES deve essere <15 mm/h).

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04/05/2010

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