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Tutta la verità sulla gastroscopia

Gastroscopia è un termine medico composto da “gastro” stomaco e “scopia” guardare; è l’esame diagnostico che permette al medico di guardare all'interno dello stomaco e rilevare possibili anomalie. Scopri con Doctissimo quando è bene sottoporsi a una gastroscopia e cosa accade realmente prima, durante e dopo quest’esame strumentale così ingiustamente temuto.

La gastroscopia
© Getty Images

Che cos’è la gastroscopia?

La gastroscopia è l’esame diagnostico che consente di visualizzare l'interno del tratto gastroenterico superiore, costituito da esofago, stomaco e duodeno, in vivo condotto mediante l’introduzione per via orale di un endoscopio a fibre ottiche. Sul gastroscopio è applicata una telecamera a colori miniaturizzata con un obiettivo grandangolare. Il medico può esaminare direttamente il rivestimento del tratto gastrointestinale superiore e inferiore e gli organi interni, registrando le immagini trasmesse sul monitor. Se necessario, durante l’esame si può provvedere alla resezione di piccoli tumori peduncolati ed effettuare biopsie. La biopsia consiste nel prelevamento di un piccolo pezzo di rivestimento dello stomaco che viene successivamente esaminato al microscopio in laboratorio. Punti di forza di quest’esame diagnostico sono la sicurezza, la precisione e l’efficacia.

Quando è necessario sottoporsi alla gastroscopia?

Disturbi persistenti riferiti all’addome superiore e sintomi come dimagrimento, vomito, diarrea, nausea, difficoltà a deglutire, bruciori, rigurgito o mancanza di appetito, possono indurre il medico a richiedere una gastroscopia, specie se esiste il reale sospetto di una patologia a livello dell'esofago, dello stomaco o del duodeno. Le più comuni lesioni riscontrabili nel corso di una gastroscopia sono l’esofagite, l’esofago di Barrett, neoplasie esofagee o duodenali, gastriti e ulcere. L'esecuzione dell'esame è generalmente consigliata dopo i 40-45 anni, come screening, perché il rischio di sviluppare patologie del tratto gastrointestinale superiore e inferiore aumenta con l’età.

Come prepararsi all’esame

Il paziente che si sottopone a gastroscopia deve essere rigorosamente a digiuno prima dell'esame. La presenza di cibo nello stomaco limita il campo visivo rendendo l’esame meno preciso e l’introduzione della sonda può provocare il vomito. Se l’esame viene eseguito al mattino, il paziente deve essere a digiuno dalla sera precedente e la cena deve essere a base liquida e molto leggera (tè zuccherato e fette biscottate). Se l’esame viene eseguito al pomeriggio (ore 14) è consigliato un digiuno di almeno 6-8 ore. La colazione del mattino deve comunque essere molto leggera, evitando latte e caffè.

Come si svolge la gastroscopia?

Prima dell'indagine il medico effettua una lieve anestesia locale della gola, spruzzando un anestetico. Se necessario, si inietta una leggera dose di sedativo, in genere il Valium. Al paziente si raccomanda di collaborare seguendo le indicazioni del medico. Si tratta di un esame moderatamente invasivo ma dura pochi minuti, all’incirca 15, e la procedura non è dolorosa come si crede bensì fastidiosa. Durante l’esame bisogna mantenere una respirazione costante e regolare e rilassarsi al fine di evitare la comparsa di nausea o di conati di vomito che l'introduzione della sonda potrebbe determinare. Il paziente si sdraia, appoggiato sul fianco sinistro, in posizione confortevole, e in bocca gli viene posto un boccaglio in plastica che protegge i denti, dal quale viene introdotto lo strumento che verrà lentamente calato in gola. Le immagini riprese dalla telecamera sono molto ben definite e si possono visualizzare sullo schermo. Il medico, se lo ritiene opportuno, preleva campioni bioptici.

Cosa succede dopo la gastroscopia?

Dopo l’esame, il paziente è trattenuto per circa un'ora dalla fine dell'indagine. Il medico informerà il paziente sull'esito dell'esame consegnando un referto; inoltre fornirà indicazioni precise sulla cura da seguire nel caso si riscontrino delle patologie. Per gli esiti della biopsia è necessario attendere qualche giorno o settimana. Attenuati gli effetti della sedazione, alcuni pazienti avvertono leggeri dolori alla gola o un gonfiore allo stomaco. La gola ne risente a causa del passaggio della sonda mentre il gonfiore addominale è provocato dall’aria rilasciata con l’endoscopio. Il paziente può comunque tornare a casa ma non mettersi alla guida di un mezzo perché l’effetto dell’anestetico potrebbe perdurare anche dopo l’esame fino a 12- 24 ore e indurre sonnolenza o amnesie. Per questo ai pazienti si sconsiglia di mettersi alla guida, bere alcolici, compiere attività stressanti o firmare documenti dal valore legale. Non ci sono restrizioni alla dieta terminato l’esame e già dopo un'ora dalla gastroscopia, riacquisita la sensibilità della lingua e del palato, ci si potrà alimentare regolarmente, prediligendo cibi freddi o a temperatura ambiente.

I rischi della gastroscopia

La gastroscopia è un esame sicuro. Potrebbero, in casi estremi, verificarsi perforazione, emorragia, problemi cardiovascolari e respiratori, infezioni. Onde evitare queste complicazioni che sono rarissime e quasi del tutto eccezionali, è importante specificare al medico prima dell’esame se si assumano farmaci e quali, indicando se ci si è già sottoposti a indagini endoscopiche e se si è allergici a determinati principi attivi dei medicinali. La gastroscopia va eseguita con molta cautela nei pazienti con grave insufficienza respiratoria o che hanno recentemente subito un infarto. Questo esame è controindicato nel periodo immediatamente successivo a un intervento chirurgico eseguito a carico dell'esofago o dello stomaco perché l'insufflazione dell'aria potrebbe determinare il rischio di una rottura di questi organi.

L'importanza della gastroscopia

La gastroscopia è uno strumento prezioso per la diagnosi e il trattamento di malattie del tratto digestivo superiore. È un esame sicuro ed è escluso il rischio di trasmissione di infezioni perché gli accessori utilizzati durante l’indagine sono monouso o sottoposti a sterilizzazione, con particolare cura dell'igiene ambientale. Grazie a questo esame strumentale, il medico può prescrivere il trattamento più efficace per il paziente perché ha acquisito informazioni utili e complete sull’effettivo stato di salute, individuando l’eventuale causa all’origine dei sintomi per cui è stata prescritta la gastroscopia. A volte non sottoporsi a una gastroscopia per paura, può avere conseguenze sulla salute molto serie, non diagnosticando ad esempio una malattia potenzialmente grave.

Se avete domande o dubbi riguardo a questa procedura, non esitate a consultare il vostro medico.

Fonti:

http://www.airc.it/

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03/04/2014

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