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Menopausa: quanto dura? Lo rivela uno studio americano

Fine della produzione ormonale che mette a dura prova la quotidianità di tutte le donne, la menopausa arriva ad un certo punto della vita causando molti fastidi. Una delle prime preoccupazioni delle donne all'arrivo dei primi sintomi è: per quanto tempo dureranno? Una ricerca americana ha risposto alla domanda.

Durata della menopausa
© Getty Images

Fine della produzione ormonale che mette a dura prova la quotidianità di tutte le donne, la menopausa arriva ad un certo punto della vita causando molti fastidi. Corrisponde ad una fase di cambiamento che sancisce la fine della fertilità e del ciclo mestruale. Una ragione che porta a vivere questa condizione, assolutamente naturale, come un tabù. Perché non essere più fertili, per molte donne, è sinonimo dell’avanzare inesorabile dell’età. Non è così! È importante, innanzitutto, affrontare la menopausa per quello che è, ovvero un passaggio fisiologico e non una malattia, nonostante i problemi fisici che comporta.

Oltre a vivere psicologicamente bene questo periodo, è importante risolvere con mirate terapie i problemi fisici che la menopausa arreca: ad esempio ansia, depressione, secchezza vaginale, vampate ecc. Una delle prime preoccupazioni delle donne all'arrivo di questi sintomi è: per quanto tempo dureranno? Un recente studio americano, pubblicato dalla rivista “Jama Internal Medicine”, ha risposto a questa domanda, raccogliendo dati piuttosto interessanti: in media la durata dei sintomi è di 7.4 anni, ma si può arrivare in alcuni casi anche fino a 17 anni. Ma quali sono i sintomi della menopausa? Da cosa dipende la loro durata? Come si affrontano e quali terapie sono realmente efficaci?

I sintomi della menopausa

Per poter parlare di vera e propria menopausa è necessario aspettare almeno un anno dall'ultima mestruazione. Questo periodo che si colloca normalmente tra la fine dei 40 e l'inizio dei 50 anni, è quello in cui i sintomi si manifestano più frequentemente.

L’età media di inizio della menopausa è di circa 51 anni, ma questo non esclude che i primi sintomi si possano manifestare molti anni prima ed aggravarsi nel tempo. Ad ogni modo, ogni volta che si discute di menopausa e dei suoi sintomi è importante non farsi prendere dal panico, perché la soggettività, in questo caso, è una variabile fondamentale. Alcune donne, infatti, entrano in menopausa senza quasi accorgersene, altre lamentano sintomi e disturbi più severi. Ad esempio:

Ma quanto dura la menopausa?

Su questo aspetto le testimonianze sono variegate. Come già detto, la soggettività gioca un ruolo molto importante e la risposta fisica alla menopausa varia da donna a donna. Alcune affermano che dopo cinque o al massimo sette anni non avvertono più alcun sintomo, superando definitivamente questo periodo. Un altro campione riferisce, invece, di continuare a vivere questa condizione anche dopo i sessantacinque anni.

Insomma tutto è relativo e dipende dai casi. Un recente studio americano ha pubblicato una ricerca che stabilisce il range degli anni in cui si colloca la durata della menopausa. Un range che va dai 7 ai 17 anni. Dunque, a quanto riferito dagli esperti americani dopo l’analisi di 1.500 pazienti seguiti per otto anni, i disturbi della menopausa possono protrarsi a lungo, soprattutto quelli che si manifestano nella pre-menopausa (periodo in cui il ciclo mestruale inizia a modificarsi progressivamente). È chiaro che il perdurare di questi sintomi può portare la donna ad un forte stato di depressione, inadeguatezza e difficoltà emotive. Dunque un’adeguata terapia, il giusto sostegno dei medici e della famiglia giocano un ruolo fondamentale affinché il soggetto viva questi cambiamenti naturali con grande serenità.

Come affrontare la menopausa: le terapie

In base alla gravità dei sintomi esistono terapie mirate. Quando il soggetto presenta sintomi non particolarmente frequenti e gravi, è possibile ricorrere ad una terapia di tipo naturale con i fito-estrogeni. Si tratta di ormoni di derivazione vegetale che si possono trovare in molti alimenti, come:

  • La soia
  • I legumi
  • Frutta e verdura (in minore quantità)

Questi tipi di ormoni hanno molte funzioni nella cura dei sintomi legati alla menopausa. Ad esempio:

E quando i sintomi sono più gravi? Se la paziente non soffre di particolari problemi è possibile somministrare una terapia ormonale più “pesante”, che tuttavia migliora notevolmente la qualità della vita.

La terapia sostitutiva permette di limitare l’aumento della probabilità di contrarre malattie cardiovascolari a seguito dei gravi sintomi riportati dalla donna. La ragione è da ricercarsi nell'effetto protettivo degli estrogeni femminili, naturalmente prodotti in età fertile, rispetto a tali patologie. Questi estrogeni:

  • facilitano l’assorbimento del calcio da parte delle ossa: in menopausa tale effetto protettivo cessa e l’apparato scheletrico diventa più fragile dando vita all'osteoporosi.
  • abbassano l’indice di rischio cardiovascolare, aumentando la quantità di colesterolo “buono” (HDL) e abbassando quello “cattivo” (LDL).

La terapia sostitutiva mira a integrare il deficit di ormoni estrogeni, non più sintetizzati dal corpo femminile. La somministrazione di questi ormoni può essere concomitante o sequenziale, in trattamenti ciclici (con 7 giorni di interruzione per ogni mese) o continui.

Come assumerli?

È possibile assumere questi ormoni in tre diversi modi:

  • per via orale, tramite pillole simili a quella anticoncezionale
  • per via cutanea, con dispositivi inseriti sotto la cute
  • in modo transdermico ovvero con cerotti, indicati nei soggetti ipertesi per il basso impatto a livello epatico.

È importante ricordare che questa terapia non può essere somministrata a donne con malattie cardiovascolari. Se il soggetto non accusa alcun effetto collaterale è possibile proseguire la cura senza alcun limite di tempo, senza dimenticare di monitorare l’andamento della terapia.

Durante la cura è importante essere positivi, perché benessere, felicità e salute non vengono certo garantiti da farmaci o erbe. Accettare il cambiamento ti aiuterà a vivere meglio questo periodo.

Fonti:

Rivista medica americana “Jama Internal Medicine”

Dott.ssa Raffaella Guadati, ginecologa del Centro Medico Santagostino (MI)

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27/02/2015

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