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Menopausa: i disturbi

Benché si tratti di una fase naturale nella vita di ogni donna la menopausa può in alcuni casi essere all’origine di non pochi disturbi. Vediamo quali sono.

Menopausa: i disturbi
© Getty Images

La fine dell’età fertile segna per ogni donna un passaggio delicato sia a livello fisico che psicologico. I cambiamenti ormonali che ne sono la causa hanno una serie di effetti a breve, medio e lungo termine, differenti per incidenza da donna a donna, ma comunque capaci in alcuni casi di minare lo stato di salute generale e compromettere la normale vita di relazione.

Effetti a breve termine

Sono quelli che compaiono più precocemente, già nella fase del climaterio, cioè quella fase di squilibri ormonali che precede la menopausa vera e propria. In alcuni casi si tratta di disturbi destinati a risolversi autonomamente al massimo nel giro di un paio d’anni, ma è comunque importante parlarne liberamente con il proprio ginecologo perché c’è molto che si può fare per salvaguardare la propria qualità di vita. I più diffusi sono:
•    Disturbi della sfera psicologica: soprattutto ansia, irritabilità, insoddisfazione, insonnia, diminuzione del desiderio sessuale
•    Vampate: dette anche caldane, sono improvvise e fastidiose sensazioni di calore con abbondante sudorazione che a volte si concentrano nella zona del viso, altre interessano tutto il corpo
•    Disturbi dell’apparato genito-urinario: cistiti e vaginiti frequenti, secchezza vaginale, quindi facile irritabilità se non dolore durante i rapporti con il partner. Problema quest’ultimo oggi facilmente risolvibile con l’utilizzo di appositi lubrificanti
•    Difficoltà di concentrazione.

Effetti a lungo termine

Con il passare del tempo il deficit di estrogeni è responsabile di un generale invecchiamento dell’organismo e quindi di una serie di problemi fisici:
•    Aumento del colesterolo e della pressione arteriosa. In molte donne si verifica anche un incremento di peso indipendente da fattori alimentari con una concentrazione del tessuto adiposo a livello dell’addome. Il tutto porta a una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari. «Nel periodo fertile gli estrogeni proteggono le donne dal rischio di infarto» spiega il dottor Carlo Maria Stigliano, direttore dell’Unità operativa complessa di Ginecologia preventiva e consultori familiari dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza. «Dopo la menopausa, invece, il calo degli estrogeni fa innalzare rapidamente le percentuali di rischio di infarto, che arrivano ad equivalere a quelle maschili».
•    Secchezza e riduzione dell’elasticità della pelle
•    Rilassamento dell’apparato muscolare
•    Osteoporosi: è una malattia legata a una progressiva perdita di calcio nelle ossa con conseguente fragilità dello scheletro. Viene anche chiamata “malattia silenziosa” perché decorre in modo asintomatico manifestandosi solo in occasione delle complicanze, per esempio fratture conseguenti anche a traumi molto modesti. «La struttura delle ossa ricorda quella del favo delle api, solo dobbiamo immaginare all’interno delle celle, invece del miele, l’idrossiapatite, cioè un minerale molto duro a base di calcio» chiarisce il dottor Stigliano. «In questo modo le ossa sono molto resistenti, ma allo stesso tempo elastiche, così da non rompersi facilmente. Quotidianamente il nostro organismo provvede a distruggere la parte invecchiata del tessuto osseo per produrne di nuova, con l’entrata in menopausa però questo processo non viene più controllato dagli estrogeni, ormai carenti, così che parte della quantità di tessuto osseo demolita non viene più rimpiazzata. Ecco quindi che con il tempo compare l’osteoporosi, le ossa diventano cioè più fragili e leggere». La prevenzione dovrebbe iniziare già in giovane età, sono le abitudini di vita che precedono i 30 anni a fare la differenza negli anni futuri. L’attività fisica si rivela però efficace anche quando la perdita di calcio è già cominciata; molto importanti sono anche una sana alimentazione con il giusto apporto di calcio e l’esposizione al sole, fondamentale per la sintesi di vitamina D.

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01/12/2010

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