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Quando il tumore al seno influenza la vita sessuale della coppia

Oggi il tumore al seno può beneficiare di trattamenti sempre più efficaci che possono però avere ripercussioni sulla sessualità. Raramente affrontato durante il trattamento e i controlli, si tratta di un tema invece fondamentale per la qualità della vita delle pazienti. Ne parliamo con la Dott.ssa Anne Brédart, psicologa-oncologa all’Institut Curie di Parigi e responsabile di uno studio sull’argomento.

Il cancro al seno e la sessualità
© Getty Images

Tra le sfere influenzate dal tumore al seno ce n’è una spesso poco affrontata: la sfera della sessualità. Seppur fondamentale, questo argomento resta ancora timidamente affrontato sia dalle pazienti che dai medici. Uno studio condotto all’Institut Curie di Parigi ha invece rivelato che molte donne si trovano ad avere difficoltà legate alla malattia e ai suoi trattamenti nella loro vita intima e sessuale.

Il tumore al seno, un tumore particolare per la sessualità femminile

Una delle specificità di questo tumore è legata all’organo colpito, al suo valore simbolico nella vita delle donne: il seno è infatti associato alla femminilità, alla maternità e alla sessualità. Il suo impatto sulla vita sessuale è confermato da molti studi internazionali, e si è visto che alcuni disturbi possono persistere per molti anni dopo le cure1.

Il trattamento chirurgico può influenzare l’immagine del corpo (soprattutto in caso di mastectomia), fattore importante della sessualità2. Inoltre, anche la chemioterapia e la terapia ormonale hanno effetti secondari che possono influenzare la sfera intima: vampate di calore, secchezza vaginale e altri disturbi del climaterio indotto da una menopausa precoce reversibile nelle donne con meno di 50 anni, dolori muscolari e articolari per alcune classi di medicinali (gli inibitori dell’aromatasi).

L’ambiente psicologico, il benessere emozionale, l’immagine del corpo e il rapporto con il partner sono altrettanti fattori che influenzano la sessualità delle donne colpite dal tumore al seno3.

Quale vita sessuale dopo un tumore al seno?

Gli effetti del tumore al seno sulla sessualità dipendono dunque dai trattamenti, dalla gravità della malattia e dal rapporto con il partner prima della comparsa del tumore. Per valutarne meglio l’impatto, lo studio dell’Institut Curie, condotto con il sostegno dell’impresa Simone Pérèle, ha contattato 850 donne tra i 18 e i 70 anni al termine della cura (da 6 mesi a 5 anni dopo la fine della radioterapia) per un primo tumore al seno senza metastasi4. Tra loro, 453 hanno accettato di rispondere e 378 hanno restituito i questionari completi. Ecco i principali risultati:

  • Assenza di attività sessuali confrontabili con donne della stessa età

I risultati riportano che il 29% non ha avuto attività sessuali in questo periodo, soprattutto a causa dell’assenza del partner, da qui un disinteresse per l’attività sessuale, ma anche per problemi fisici o per una stanchezza da parte di entrambi i partner. “Anche se tale proporzione è paragonabile a quella delle donne in buona salute della stessa età, i motivi sono diversi. In queste donne sono stati osservati un maggiore disinteresse per l’attività sessuale e più problemi fisici o legati alla stanchezza”, precisa la Dott.ssa Anne Brédart5.

  • Desiderio e piacere sessuale influenzati dal tumore e dai trattamenti

Questa differenza sembra avere un legame diretto con l’esperienza del tumore, come dimostra il fatto che le donne hanno dichiarato che il loro desiderio sessuale ha risentito del tumore e delle terapie, rispettivamente per il 58% e il per il 60% di loro, così come per il 51% ne ha risentito la loro capacità di raggiungere l’orgasmo.

  • Questa esperienza tende a riavvicinare le coppie

“In caso di tumore al seno, di solito vengono riportati maggiormente i casi di divorzio, ma le cifre della nostra inchiesta non confermano questa tendenza. Anche se il 20% ha parlato di un sentimento di maggior distanza dal loro partner, il 63%, invece, riporta un sentimento di riavvicinamento”, sottolinea la Dott.ssa Anne Brédart. Quest’ultima, tuttavia, ammette che l’esperienza della malattia può esacerbare difficoltà già esistenti prima della diagnosi.

  • Indipendentemente dal trattamento, la relazione di coppia è il fattore principale

Lo studio consente di mettere in evidenza anche un altro fattore legato alle difficoltà sessuali o all’assenza di attività sessuale: la paura dei rapporti sessuali. Quest’angoscia è dichiarata dal 38% delle donne intervistate e un quarto di loro ha riferito lo stesso sentimento anche da parte del partner. “Complessivamente, secondo il nostro studio, il tipo di trattamento del tumore non sembra essere il fattore principale delle disfunzioni sessuali. I principali fattori legati all’attività sessuale sono la percezione del rapporto di coppia e la sensazione che il partner abbia paura dei rapporti”, conclude la Dott.ssa Anne Brédart.

Tumore e sessualità: le pazienti denunciano una scarsa informazione

L’altro dato importante di questo studio è che il 65% delle donne intervistate ha ritenuto di non aver ricevuto un’adeguata informazione riguardo al modo in cui il tumore e i suoi trattamenti avrebbero potuto influenzare la loro vita sessuale. Anche se si parla più facilmente dell’intimità con il proprio medico, il tema della sessualità è ancora difficilmente affrontato durante un consulto di oncologia. Alcune giovani donne scoprono solo dopo l’inizio della terapia ormonale, l’induzione di una menopausa precoce (reversibile) e gli effetti secondari a essa legati. “Non è il momento di affrontare questo tema mentre paziente e medico sono interamente concentrati sulla lotta contro il cancro. Se ne parlerà in seguito…”, sembrano pensare ancora numerosi professionisti. Difficoltà a superare questo tabù, volontà di rimanere concentrati solo sulla sopravvivenza della paziente, mancanza di formazione per affrontare l’argomento… “Aprire la porta a questo tipo di conversazione non è semplice, così come non è semplice sentire una sofferenza di fronte alla quale non sappiamo cosa fare”, ammette la Dott.ssa Anne Brédart.

All’Institut Curie, vi sono alcuni psicologi-oncologici che si occupano di queste difficoltà, raramente menzionate durante i controlli medici. Attraverso colloqui individuali o di coppia, essi forniscono un aiuto reale per questi problemi troppo spesso ignorati. “Oggi il consulto di coppia è ancora raro, eppure sappiamo che il sostegno del partner è un elemento importante per la qualità della vita della paziente”, ammette la Dott.ssa Brédart.

Vi sono anche associazioni che possono fornire un aiuto psicologico. Infine, consulta i nostri forum. Grazie alla fedeltà di milioni di internaute, troverai un orecchio attento da parte di chi vive o ha già vissuto gli stessi difficili momenti. Si è creata una vera e propria comunità, vieni a scoprirla.

David Bême

1 - Ganz PA, Kwan L, Stanton AL et al. Quality of life at the end of primary treatment of breast cancer: first results from the moving beyond cancer randomized trial. J Natl Cancer Inst 2004;96:376-87 (studio accessibile online)

2 - Fobair P, Stewart SL, Chang S et al. Body image and sexual problems in young women with breast cancer. Psycho-oncology 2006;15:579-94. (riassunto accessibile online)

3 - Speer JJ, Hillenberg B, Sugrue DP et al. Study of sexual functioning determinants in breast cancer survivors. Breast J 2005;11:440-7. (riassunto accessibile online)
4 - Questo studio fornisce i primi dati per la popolazione francese. Si può tuttavia notare che riguarda solo un ospedale e non è dunque necessariamente rappresentativo dell’insieme delle donne in fase di remissione di un tumore al seno senza metastasi.

5 – Intervista alla Dott.ssa Anne Brédart - 17 settembre 2013

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14/01/2014

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