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Noduli: cosa sono e come individuarli

Anche se nella maggior parte dei casi sono benigni, quando compaiono all'improvviso, i noduli spaventano. Quando bisogna preoccuparsi? Chi consultare? È sempre necessario toglierli? Il punto con il Professor David Khayat, oncologo, primario del reparto di oncologia medica dell’ospedale Pitié-Salpêtrière (Francia).

Noduli: cosa sono e come individuarli
© Getty Images

Anche se nella maggior parte dei casi sono benigni, quando compaiono all’improvviso, i noduli spaventano. Quando bisogna preoccuparsi? Chi consultare? È sempre necessario toglierli? Il punto con il Professor David Khayat, oncologo, primario del reparto di oncologia medica dell’ospedale Pitié-Salpêtrière (Francia).

Cos’è esattamente un nodulo?

È una pallina di tessuto solido (ciò che la distingue dalla cisti che è invece una pallina piena di liquido che può essere svuotata del suo contenuto). Può comparire in qualsiasi parte del corpo: sulla tiroide, su un seno, un polmone, un rene, sotto la pelle. Quando si tratta di un nodulo maligno, vuol dire che una cellula si è messa improvvisamente a funzionare in modo anarchico e a proliferare. Aggrappate le une alle altre, le cellule cancerogene finiscono per costituire un tumore, poi una pallina. In caso di nodulo benigno, il procedimento è pressoché identico, con la differenza che la proliferazione delle cellule cessa spontaneamente perché le cellule rimangono sane.

Come individuarli?

In teoria i noduli non sono visibili a occhio nudo, quindi è difficile accorgersene per caso, da soli. In genere è il medico a individuarli durante un esame di routine per un problema di tutt’altro genere. Il dottore può notare un nodulo durante la palpazione dei seni, del collo o durante un esame di diagnostica per immagini (mammografia, ecografia, RM, scanner, scintigrafia).

Come sapere se sono innocui?

Nella maggior parte dei casi i noduli sono di natura benigna, probabilmente meno dell’1% sarebbe di origine cancerogena.

In un primo momento, vi sono diversi elementi che possono fornire informazioni al medico sulla loro natura. La consistenza del nodulo, la sua localizzazione, ma anche una sua rapida evoluzione o meno nei mesi precedenti. Solo un esame più approfondito potrà poi determinarne la vera natura. In genere si esegue prima una radiografia, poi un’agobiopsia.

Tutti i tumori di tipo nodulo possono essere punti attraverso un ago in modo da aspirare un po’ del loro contenuto e poterlo analizzare al microscopio. La percentuale di affidabilità dipende dall’organo (se è più o meno facile da raggiungere con l’ago) e dal grado di esperienza dell’operatore (il citologo). Si può calcolare circa il 95% se si tratta di un citologo esperto.

In quale caso occorre rimuovere i noduli?

Raramente si toglie un nodulo senza aver prima eseguito un agospirato. Nella maggior parte dei casi, un nodulo benigno non viene toccato, a meno che non crei fastidio o sia molto voluminoso, è soprattutto il caso dei noduli situati sulla ghiandola tiroidea. Possono essere d’intralcio alla deglutizione o formare un antiestetico gozzo. La chirurgia sarà più o meno invasiva in base alla sua collocazione. Sui polmoni, sui reni o ancora sulla tiroide, è possibile praticare una microchirurgia per celioscopia.

In caso di nodulo cancerogeno, l’ablazione è sistematica e richiede l’apertura dell’organismo per poter raggiungere l’organo e ispezionare i tessuti vicini. Questa chirurgia mini-invasiva si esegue sempre rispettando un certo numero di regole, senza mai incidere il nodulo.

Come sorvegliare un nodulo maligno?

Eseguendo gli stessi esami che hanno permesso di individuarlo, cioè un’ecografia, un agoaspirato, ecc. L’agoaspirato può essere eseguito più volte perché non è ritenuto pericoloso. Il primo controllo può aver luogo da 4 a 6 mesi dopo la scoperta del nodulo. Se non risulta niente di sospetto (il nodulo non si è ingrossato e non si è modificato a livello della consistenza), è possibile ripetere il controllo dopo un anno. Se è di nuovo tutto normale, è possibile intervallare ancora di più i controlli. Sarà il tuo medico specialista a valutarne l’importanza.

Chi consultare per i controlli?

Puoi scegliere. Se si sente sufficientemente competente per farlo, puoi chiedere al tuo medico. Oppure puoi rivolgerti a uno specialista in base alla collocazione del nodulo: un endocrinologo per un nodulo alla tiroide, un ginecologo per il seno, uno pneumologo per il polmone, un dermatologo per la pelle, ecc.

Nodulo caldo, nodulo freddo: qual è la differenza?

Riguarda i noduli situati sulla tiroide. Durante una scintigrafia, il tessuto tiroideo fisserà indicativamente il marcatore radioattivo che gli è stato iniettato. Se non fissa questo marcatore, si parla di nodulo freddo. Se lo fissa, si parla di nodulo caldo. In genere è benigno quando è caldo e corrisponde in quel caso a un focolaio nella tiroide in cui c’è un eccesso di attività. È quello che si chiama ipertiroidismo. Se è freddo, nel 20% dei casi, sarà maligno. È dunque importante eseguire altri esami, tra cui il famoso agoaspirato.

Sandrine Catalan-Massé

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19/01/2015

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