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Cancro al seno: autopalpazione in questione

Da molti anni i medici incoraggiano le autopalpazioni al seno, da ripetere ogni mese. Ciclicamente però l’utilità di questo esame viene rimessa in discussione. Doctissimo tenta di vederci più chiaro con il Professor Jean-Pierre Daurès, presidente della campagna di visite contro il cancro al seno nell'Hérault.

L'autopalpazione in questione
© Getty Images

Da molti anni i medici incoraggiano l’autoesame mensile del seno per le donne di una certa età. Ma a fine 2001, un gruppo di studio canadese sulle cure preventive della salute ha rimesso in causa questa pratica. In seguito a tale annuncio, le associazioni dei pazienti gridano all’eresia. A chi credere?

Giusta o sbagliata? Gli esperti esitano

Creato nel 1976, il Gruppo di studio canadese sulle cure preventive della salute è ben lontano dall’essere un’associazione di medici eccentrici. E’ l’organismo col compito di valutare i dati o le pratiche scientifiche proprie agli esami medici, ai vaccini e a tutte le cure preventive.
Per giudicare l’efficacia e l’utilità dell’autopalpazione del seno, gli scienziati hanno preso in considerazione tutti i risultati degli studi esistenti. Dopo aver estratto i dati che hanno ritenuto pertinenti, gli autori concludono che nelle donne di età compresa tra i 40 e i 70 anni:

•    L’autopalpazione mensile non influisce sulla riduzione della mortalità legata al cancro al seno;
•    Le donne che praticano regolarmente questo tipo di esame hanno tendenza a consultare con più frequenza il loro medico e a subire un numero maggiore di biopsie;
•    Gli studi non rivelano la differenza tra il numero di tumori maligni nelle donne che praticano l’autoesame e le altre;
•    Il cancro sembra essere stato diagnosticato allo stesso stadio di sviluppo per tutte le donne.
 
Presso le donne con meno di 40 anni o più di 70, i risultati sono insufficienti per trarre delle conclusioni.
"In Francia non esistono raccomandazioni ufficiali, ma alcuni medici incoraggiano questa pratica tra le due visite di controllo" dichiara il professore Jean-Pierre Daurès, secondo il quale questi risultati non hanno nulla di eccezionale.

Dibattito periodico

Da molti anni il dibattito sull’utilità dell’autopalpazione si ripropone periodicamente sui media con sostenitori e oppositori. "Bisogna che la donna accetti di sottoporsi a questo esame regolarmente. L’esame clinico a regola d’arte necessita un controllo in differenti posizioni, secondo certe tecniche molto più complicate di quel che si crede. L’autopalpazione non deve assolutamente essere confusa con un esame clinico" afferma il professore Daurès.
La maggior parte degli studi epidemiologici si scontra con una dimensione etica che non può essere ignorata: come si può comparare un gruppo di donne adepte all’autopalpazione a un gruppo a cui ai fini dello studio vieterebbe qualsiasi esame?
"Nel migliore dei casi, il tumore non sarà scoperto se non quando avrà raggiunto un diametro superiore a 1-1,5 cm. Per queste dimensioni non si parlerà più di visita ma di diagnosi precoce. " conclude il Professor Daurès.
Ma l’autopalpazione può avere degli effetti nocivi? "Le donne che praticano con regolarità questa tecnica hanno spesso una psicologia particolare che le incita sistematicamente a trovare un punto ingrossato, pronte a mostrare al medico una parte della ghiandola mammaria che sono state loro stesse a infiammare" dichiara il professor Daurès, che aggiunge "Questa ossessione conduce a volte a sottoporsi a mammografie e biopsie inutili".

1 L'autopalpazione in questione - continua ►

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20/07/2010

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