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La terapia per l'endometriosi

Giovedì 13 marzo 2014 si è tenuta a Parigi la prima Million Woman March for Endometriosis, una campagna di sensibilizzazione a livello mondiale avvenuta contemporaneamente nelle capitali di 40 paesi, tra cui Amsterdam, Belfast, Berlino, Brasilia, Buenos Aires, Copenhagen, Dublino, Helsinki, Lisbona, Londra, Madrid, Oslo, Stoccolma, Washington DC e Roma, per citarne alcune. Questo evento è stato l'occasione per ricordare l'importanza della presa in carico del dolore associato a questa malattia che in Francia colpisce in media 2 donne su 10, nel periodo tra la pubertà e la menopausa.

Trattare l'endometriosi
© Getty Images

Malattia ginecologica frequente, l'endometriosi può causare dolori pelvici, anche costanti, durante il ciclo mestruale, l'ovulazione e in occasione di rapporti sessuali. Questi dolori, talvolta insopportabili, devono essere valutati e presi in carico da uno specialista, che proporrà il trattamento più adeguato in base alla situazione specifica.

Endometriosi: curare i sintomi dolorosi e non le lesioni

È la raccomandazione principale del Dr. Jean Belaisch, ginecologo ed endocrinologo, autore di un libro sull'endometriosi*: "Curate innanzitutto i sintomi dolorosi". Si tratta quindi di procedere in quest'ordine: iniziare a effettuare un bilancio completo che permetta di confermare la diagnosi di endometriosi (tramite un imaging a risonanza magnetica (MRI), un'ecografia pelvica e un esame del sangue per il dosaggio dell'antigene CA 125). In seguito, avviare un trattamento farmacologico prima di considerare l'intervento chirurgico.

Quando l'assunzione di farmaci antalgici e di antinfiammatori non è sufficiente, il trattamento mira generalmente a frenare o a bloccare la secrezione di estrogeni attraverso le ovaie, grazie alla prescrizione di una pillola contraccettiva adeguata alla paziente (a base di estrogeni e di progesterone o esclusivamente di progesterone), sia ad assunzione classica (21 giorni di pillola, 7 giorni di interruzione) sia ad assunzione continua per far scomparire la mestruazione. In questo caso, il dolore può scomparire del tutto.

Altra possibilità: un trattamento per un periodo di 6 mesi a base di agonisti della LH-RH per indurre una menopausa artificiale. Se questo rimedio non è sufficiente, il medico può proporre altre soluzioni alternative che impediscono la produzione di estrogeni, come i farmaci inibitori dell'aromatasi. L'inconveniente di questi trattamenti è la durata eccessivamente protratta nel tempo (addirittura diversi anni) e l'aumento ponderale, che può avvenire se la paziente non segue un regime alimentare regolare.

"In secondo luogo, si può considerare anche l'intervento chirurgico (ablazione delle lesioni), perché anche la chirurgia può agire in modo efficace sul dolore e, nei casi più fortunati, assicurare una guarigione rapida e definitiva. Tuttavia, è bene sapere che, nel 50% dei casi si può verificare una recidiva di endometriosi nel periodo che va dai 3 ai 10 anni dopo l'intervento", prosegue il Dr. Belaisch.

Endometriosi: il dolore è soggettivo

Il dolore è soggettivo e varia da una paziente a un'altra ma, soprattutto, non è proporzionale all'estensione dell'endometriosi. Di conseguenza, una donna può accusare dolori lancinanti con un'endometriosi modesta, mentre un'altra paziente può soffrire di lesioni molto gravi senza avvertire il benché minimo dolore. "Il dolore dipende da tre fattori, ovvero: la condizione psicologica della paziente (il suo livello di stress, il morale…), il centro del dolore a livello cerebrale (che può risultare più o meno sensibile a seconda delle persone) e, infine, lo stato anatomico a livello del piccolo bacino della donna e, in particolare, lo stato delle terminazioni nervose che catturano le sensazioni dolorose prodotte dalle lesioni", sostiene lo specialista. Conoscere questi fattori consente di seguire e curare meglio una paziente che presenta lesioni lievi, ma che accusa dolori intensi.

Gestire il dolore: le medicine complementari

Un trattamento psicologico e/o la pratica di un'attività psico-fisica (osteopatia, tai-chi, yoga, sofrologia, rilassamento) possono aiutare le donne a gestire meglio le sensazioni dolorose. Perché il trattamento dell'endometriosi risulti efficace, è fondamentale che la paziente comprenda e accetti la malattia, il cui dolore va considerato sia a livello fisico sia psicologico. Il trattamento deve inoltre tenere conto delle priorità delle donne: avere un figlio (raccogliere informazioni sulla fecondazione in vitro) e/o calmare il dolore. In qualsiasi caso, è necessario prestare ascolto alle pazienti per trovare il modo di attenuare i dolori causati da questa malattia dalle molteplici sfaccettature.

Fonti: Intervista al Dr. Jean Belaisch, ginecologo ed endocrinologo, autore del libro "L'endométriose. Précis de gynécologie obstétrique" (in lingua francese) 2003, edizioni Massons.

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27/05/2014

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