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Combattere l'endometriosi con il sostegno psicologico

Di fronte alla peregrinazione diagnostica e ai trattamenti farmacologici pesanti, messe alla prova dalle difficoltà di concepimento, le pazienti hanno spesso bisogno di ascolto. Benché alcuni specialisti ipotizzino un'origine psicosomatica della malattia, può rivelarsi utile una presa in carico psicologica per aiutare le donne a trovare sostegno e, perché no, anche delle risposte.

Endometriosi e psicologia
© Getty Images

Poiché le conseguenze dell'endometriosi variano in modo significativo da una donna a un'altra, anche le esigenze in termini di sostegno psicologico delle pazienti sono piuttosto diverse. Ad esempio, alcune sentono il bisogno di parlare del dolore fisico che avvertono, altre vanno semplicemente alla ricerca di qualcuno che le ascolti, con cui condividere le loro difficoltà di concepimento, la loro angoscia rispetto ai rischi di isterectomia (ablazione dell'utero) o i problemi legati all'aumento del peso conseguente alle cure ormonali a cui si sono sottoposte. La terapia psicologica delle pazienti va quindi adeguata in funzione delle caratteristiche e del percorso personali.

Endometriosi: quando richiedere l'intervento di uno psicologo?

Nel momento in cui alle donne viene comunicata la diagnosi di endometriosi, alcune di loro non sentono il bisogno di rivolgersi a un terapeuta. In un primo momento, a prevalere è il senso di sollievo per aver finalmente trovato un responsabile dei dolori fisici con cui convivono e la causa della loro infertilità. La necessità di parlare della malattia e delle sue conseguenze può emergere in un secondo momento. "Ho subito un'isterectomia e sulle prime mi dicevo che questo intervento sarebbe servito a eliminare l'organo che mi procurava dolore; ma quando ho sofferto di nuovo nonostante l'operazione, è stato davvero molto difficile", dichiara Katy Chamousset, presidentessa dell'Associazione francese Ensemble Contre l'Endométriose¹. In generale, è la mancanza di ascolto o la sensazione di non avere più soluzioni a mettere la pulce nell'orecchio e a convincere dell'utilità di ricevere un sostegno psicologico.

Sostegno psicologico: in che forma?

"Consiglio alle mie pazienti di rivolgersi a uno psicologo. Ma non si tratta semplicemente di dire: "Signora, è tutto nella sua testa e deve andare dallo psicologo". A mio avviso, i medici devono descrivere alle pazienti le procedure terapeutiche che verranno proposte per curare le lesioni da cui sono affette, spiegando loro che sarebbe utile cercare di ridurre il livello di stress", spiega il Dr. Jean Belaisch, ginecologo specialista in endometriosi a Parigi². In pratica, puoi chiedere al tuo medico di consigliarti gli indirizzi di psicologi, psicanalisti o psicoterapeuti. Se non ti senti a tuo agio con questo tipo di approccio, puoi comunque trovare un sostegno nei gruppi di parola (contatti disponibili presso le associazioni), nei forum su Internet (vedere il forum Endometriosi di Doctissimo) o praticando un'attività psico-fisica (agopuntura, sofrologia, yoga, tai-chi…) che ti aiuterà a rilassarti.

I dubbi sulle cause psicologiche della malattia

Il fatto stesso di pensare che l'endometriosi potrebbe avere un'origine psicologica scatena un vero e proprio tsunami di contestazioni da parte di alcuni specialisti e di talune pazienti. L'eziologia della malattia rimane tuttora misteriosa. Alcuni citano come responsabili i fattori genetici o ormonali, ma sull'argomento la comunità medica è divisa. Eppure, se la scienza non è ancora stata in grado di stabilire l'origine medica dell'endometriosi non significa che si debba necessariamente sposare la tesi che vuole ricondurre la malattia a cause di natura unicamente psicologica. Questo atteggiamento, spesso eccessivo, può rivelarsi pericoloso. Peraltro, la presidentessa dell'Associazione francese Ensemble Contre l'Endométriose non ha mai raccolto testimonianze di donne che abbiano ravvisato una correlazione tra la malattia e una presunta causa psicologica. Ciò nonostante, alcuni studi (talvolta non confermati da una più ampia letteratura sull'argomento) dimostrano che le emozioni possono avere conseguenze sull'origine della malattia e sulla percezione del dolore.

Stress, depressione, traumi sessuali: responsabili dell'endometriosi?

Talvolta è sufficiente porre una semplice domanda sulla vita delle pazienti per ricondurre l'insorgenza dei dolori a un evento traumatico del passato. "Quando abbiamo chiesto alle pazienti di parlare del momento in cui erano comparsi i primi dolori mestruali, ci siamo sorpresi di ascoltare le dichiarazioni spontanee rese da alcune di loro, che rammentavano di aver avuto un passato difficile. Circa una donna su due (è importante insistere su questa proporzione) ricordava di aver vissuto una situazione stressante durante l'adolescenza o nei primi anni da adulta: è possibile che in un determinato momento della loro vita siano sopraggiunti eventi traumatici, come l'abbandono da parte di amici e congiunti, causa di ansia protratta nel tempo, o un abuso sessuale. A volte si trattava di due cause concomitanti: l'abbandono o l'assenza di affetto o attenzioni che espongono la bambina o l'adolescente a una situazione che favorisce gli abusi fisici", spiega il Dr. Belaisch in una delle sue pubblicazioni sulla malattia dal titolo "Endométriose entre le bas ventre et la tête" (Endometriosi tra il basso ventre e la testa).

Indipendentemente dal fatto che si tratti di ricevere sostegno per affrontare il dolore, analizzare le cause della malattia o parlare del proprio desiderio di maternità, può essere utile iniziare una psicoterapia, come dichiara lo psicanalista Jean-Michel Louka nei Cahiers du Syngof (Sindacato Nazionale degli Ostetrici-Ginecologi Francesi), pubblicati nel marzo 2008: "Dalla mia esperienza, a un certo punto accade che, senza poterne fare per ogni caso una promessa di guarigione, l'endometriosi di una paziente sdraiata sul lettino dell'analista si plachi, che i dolori si attenuino, che i continui interventi chirurgici diventino inutili... e che il figlio tanto atteso arrivi".

Ricorda che quando ti viene comunicata la diagnosi di endometriosi, devi innanzitutto curare i sintomi della malattia con l'aiuto del tuo medico curante. A volte, è sufficiente una cura ormonale mirata per ritrovare il benessere fisico e, come recita il vecchio adagio - "Mens sana in corpore sano" -, per ritrovare anche il benessere psicologico.

Delphine Bourdet

Fonti

1 - Intervista a Katy Chamousset, presidentessa dell'Associazione francese Ensemble Contre l'Endométriose.Associazione "Ensemble Contre l'Endométriose"347, chemin du Sâtre 38620 Saint BueilSito: http://www.ensemblecontrelendometriose.fr/ Forum: http://ensemblecontrelendo.forumgratuit.org/2 - Intervista al Dr. Jean Belaisch, ginecologo ed endocrinologo, autore del libro "L'endométriose. Précis de gynécologie obstétrique" 2003, éditions Massons.3 - "Stress reactivity and family relationships in the development and treatment of endometriosis", Harrison V., Rowan K., Mathias J., Fertil Steril. 2005, 83, 857-64.

4 - "Endométriose et vécu de l’adolescence", Belaisch J., Allart JP., Ginecologo specialista in ostetricia e fertilità, 34: 242-247, 20.

5 - "Endométriose entre le bas ventre et la tête", Dr. Jean Belaisch, 16/07/13 (visitare il sito del Dr. Belaisch).

6 - Endométriose et inconscient; introduction à la dimension psychique dans l’endométriose, in La Lettre du Gynécologue, n°308-309, gennaio - febbraio, Vivactis, 2006.

7 - Prolégomènes à tout abord psychanalytique de l’endométriose, Gynécologie, Obstétrique, Fertilité. Vol 35, N°4, aprile 2007, pp. 330-338.

8 - Endométriose, causalité et traitement psychiques, les Cahiers du Syngof (Syndicat des Gynécologues-Obstétriciens de France), marzo 2008.

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27/05/2014

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