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L'endometriosi, una malattia ancora troppo poco conosciuta

L'endometriosi è una malattia che colpisce in Italia più di tre milioni di donne. Spesso sottovalutata in passato, questa patologia è oggi una delle più invalidanti malattie femminili la cui conoscenza, da parte delle stesse donne, è spesso molto carente. Conoscere l'endometriosi è fondamentale per poter effettuare una diagnosi tempestiva e cercare di intervenire con una terapia il prima possibile.

L'endometriosi
© Getty Images

Che cos'è l'endometriosi?

L'endometriosi è una anomala crescita di tessuto uterino, l'endometrio, al di fuori delle pareti dell'utero. Per ragioni al momento non ancora chiare, l'endometrio si sviluppa anche in altre zone degli organi riproduttivi come le tube, la vagina, le ovaie, il peritoneo e, nei casi più gravi, anche all'interno dell'intestino. Una delle forme più diffuse è l'endometriosi ovarica, caratterizzata dalla presenta massiccia di tessuto anomalo nelle ovaie.

Questo tessuto si comporta come se si trovasse lungo la parete uterina e risponde agli stimoli ormonali del ciclo mestruale: cresce durante l'ovulazione e sanguina durante le mestruazioni. Il sanguinamento dell'endometrio provoca una forte irritazione a carico della zona in cui si trova, provocando spesso noduli, aderenze e tessuto cicatriziale.

I sintomi dell'endometriosi

Il primo sintomo dell'endometriosi è un forte dolore pelvico durante le mestruazioni. Questo dolore è molto più intenso della normale sensazione di fastidio ed i piccoli crampi che compaiono naturalmente in questo periodo. Quando la malattia inizia a svilupparsi maggiormente possono comparire ulteriori sintomi come un sanguinamento durante l'ovulazione o dopo un rapporto sessuale profondo. I primi sintomi possono in alcuni rari casi comparire anche prima del primo ciclo mestruale.

La malattia ha spesso il suo picco tra i 30 ed i 40 anni ma non è escluso che compaia dopo la menopausa o in seguito ad una gravidanza, a causa delle importanti variazioni ormonali di questi due periodi. E' stato scoperto che in alcuni momenti della vita della donna quali l'inizio della menopausa o le gravidanze, l'endometriosi tende a rallentare il suo decorso ed il dolore diminuisce in maniera naturale.

La diagnosi di endometriosi

La diagnosi di endometriosi richiede spesso molto tempo. E' stato calcolato che passino circa 5 anni tra la comparsa dei primi sintomi e la richiesta di una visita specifica da parte della donna. Questo accade perché, purtroppo, le donne spesso pensano che sia normale provare dolore durante il ciclo mestruale. In realtà esiste una sorta di livello di malessere ritenuto normale, oltre il quale è opportuno preoccuparsi.

Se il dolore durante il ciclo o l'ovulazione è tale da impedire il normale svolgimento delle attività quotidiane, è consigliabile parlarne con il proprio medico di famiglia o con il ginecologo per poter effettuare gli accertamenti del caso. E' possibile ottenere una prima diagnosi con una semplice visita ginecologica accompagnata da una risonanza. E' stato sviluppato anche un particolare esame del sangue che permette di ricercare i marcatori dell'endometriosi attraverso un semplice prelievo.

 

Endometriosi: cura e terapie

L'endometriosi non è purtroppo una malattia curabile. Ad oggi è stato possibile trovare soltanto delle cure temporanee, per cercare di tenerne sotto controllo il decorso. La terapia più utilizzata è di tipo farmacologico, attraverso la somministrazione di diversi ormoni femminili per regolarizzare il ciclo mestruale o interromperlo per un certo periodo. Questo tipo di cura per l'endometriosi riduce sensibilmente i sintomi dolorosi ma deve essere accompagnata da una terapia a base di antidolorifici nei giorni della mestruazione.

Quando la malattia diventa più invasiva è necessario procedere con un piccolo intervento chirurgico effettuato in anestesia totale: la laparotomia esplorativa. Questa operazione permette al medico di poter vedere lo stato di salute degli organi interni, togliendo eventualmente alcune porzioni di tessuto endometriale anomalo. Anche questo approccio non è però risolutivo ed è possibile che si renda necessario ricorrere alla laparotomia più volte nel corso degli anni.

In passato veniva indicata, come unica cura definitiva, l'asportazione totale dell'utero. Recenti indagini cliniche hanno però scoperto che, anche in questo caso, non esiste una garanzia totale che il tessuto anomalo non si sviluppi nuovamente sugli altri organi. Prima di prendere una decisione così delicata, che viene comunque proposta soltanto da alcuni medici e solamente alle donne in menopausa o che non intendono avere altri figli, è sempre meglio consultare più di uno specialista e valutarne bene tutti gli aspetti.

Un aspetto dell'endometriosi del quale spesso non si tiene conto è quello psicologico. L'impossibilità di vivere in maniera serena i giorni della mestruazione e le possibili difficoltà durante i rapporti sessuali, possono portare la donna a sviluppare una leggera forma di depressione che non deve essere sottovalutata. Molti medici consigliano alle donne affette da questa malattia un breve percorso di psicoterapia, per imparare a convivere con l'endometriosi in maniera positiva.

 

Endometriosi e gravidanza

L'endometriosi non impedisce una gravidanza naturale. Grazie alle moderne scoperte in campo terapeutico sono sempre di più le donne affette da endometriosi che riescono a concepire un figlio e portare a termine la gravidanza. Le difficoltà però ci sono e possono essere di diversa entità a seconda della gravità dell'endometriosi. Spesso le donne scoprono di essere affette da endometriosi quando non riescono a restare incinte ed in questo caso la malattia potrebbe essere talmente progredita da impedire la procreazione.

E' importante affidarsi ad uno specialista e valutare insieme a lui la propria situazione clinica per decidere se sia possibile tentare di avere un figlio. Prima di procedere con la ricerca è però necessario ripetere tutti gli esami diagnostici: la risonanza e, spesso, la laparotomia esplorativa. In questo modo il medico potrà rimuovere chirurgicamente il tessuto potenzialmente invalidante per un corretto concepimento e per la successiva salute del feto. Una volta sospesi i farmaci per la cura dell'endometriosi occorre lasciar passare un paio di mesi, per dar modo al corpo di raggiungere un buon livello di gestione ormonale. I medici consigliano di provare per un periodo non superiore ai 12 mesi, trascorsi i quali viene consigliato il ricorso alla fecondazione assistita.

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08/01/2014

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