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Il cancro al collo dell'utero
 
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Collo dell’utero e corpo dell’utero: due tumori differenti

Sebbene vicini come posizione, il cancro del collo dell’utero e il cancro del corpo dell’utero sono due malattie diverse per fattori di rischio, diagnosi e trattamento.

Il cancro al collo dell’utero e al corpo dell’utero
© Getty Images

Il cancro del collo dell’utero e del corpo dell’utero sono i due principali tumori dell’apparato genitale femminile, insieme al cancro dell’ovaio. Doctissimo illustra il cancro del corpo dell’utero, o tumore dell’endometrio, troppo spesso confuso con il cancro del collo dell’utero.

Un po’ di anatomia

L’apparato genitale femminile comprende diversi organi.

La vagina si apre al livello della vulva. È da questo orifizio che entra il pene durante i rapporti sessuali. La vagina ha una lunghezza media di quasi 8 cm dall’orifizio di entrata al fondo della vagina. Più stretta verso la vulva, la vagina si allarga avvicinandosi al fondo. Questo organo è collegato all’utero attraverso il collo dell’utero. Quest’ultimo somiglia a una piccola cupola con la parte convessa rivolta verso la cavità vaginale. Può essere percepito introducendo un dito in fondo alla vagina. La parte più alta è il corpo dell’utero. Questo organo dalla robusta muscolatura aumenta considerevolmente di volume durante la gravidanza. Nella parte superiore, si allunga sui due lati fino alle tube, che confluiscono nelle ovaie. Queste due ghiandole site in profondità nella cavità pelvica secernono gli ormoni e al tempo stesso espellono l’ovulo, che verrà convogliato all’interno dell’utero attraverso le tube di Falloppio.

Le particolarità del cancro del corpo dell’utero

Sebbene si situi in una zona piuttosto vicina, il cancro del corpo dell’utero, detto anche tumore dell’endometrio, è diverso dal cancro del collo dell’utero sia per i fattori di rischio sia per la diagnosi o i trattamenti. Questo cancro, che si manifesta dopo la menopausa, sarebbe favorito dall’assunzione di estrogeni (nel quadro di una terapia ormonale sostitutiva), da alcuni farmaci ormonoterapici, in particolare contro il cancro al seno (ma il beneficio di queste terapie rimane ampiamente superiore ai rischi), dal sovrappeso e dalle malattie associate (obesità, diabete, ipertensione...). Il numero di questi tumori è in aumento e colpisce oggi quasi 5.000 donne all’anno, di cui circa 1.800 muoiono ogni anno.

I sintomi sono sanguinamenti post-menopausali anche leggeri, perdite scure o purulente... Tutti segnali che devono indurre a consultare rapidamente un medico. La diagnosi si basa su un prelievo (biopsia) effettuabile nel corso di una visita o di un’isteroscopia. Questo esame potrà talvolta essere integrato da un raschiamento, da un’ecografia o da una risonanza magnetica.

Il trattamento più comune è l’ablazione dell’utero e delle ovaie (isterectomia totale) con una curieterapia vaginale o una radioterapia esterna allo scopo di limitare il rischio di recidive.

David Bême

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01/03/2013

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