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La psiconcologia, un sostegno importante

Quando la psicologia viene in aiuto in un momento della vita molto delicato come quello del cancro, nasce la psiconcologia, disciplina che si propone di sostenere il soggetto malato, e le persone che lo circondano, in modo professionale e competente. Di cosa si tratta? Come interviene a livello pratico?

La psiconcologia, un sostegno importante
© Getty Images

Quando nasce la psiconcologia?

La psicologia decise di occuparsi dei casi di pazienti affetti da tumore quando si iniziò a notare che alcuni di essi avevano reazioni esagerate alla notizia della malattia. Al contrario di molti che prendevano coscienza della patologia e accettavano di curarsi senza troppi dubbi o incertezze, alcuni pazienti reagivano manifestando fobie, ansia, stress, aggressività, depressione, tendenza al suicidio, disturbi alimentari e del sonno. Inoltre, erano accusati disagi psicosomatici come dimorfismo corporeo (la percezione del proprio corpo diversa da quello che è nella realtà) e ipocondrismo. Questi atteggiamenti, impossibili da ignorare, attirarono l’attenzione anche di psichiatri e medici, interessati dai processi mentali innescati dalla malattia.

Di cosa si occupa la psiconcologia?

Negli ultimi trent’anni si è sottolineata l’importanza dell’applicazione delle discipline psicologiche a quelle strettamente  mediche, evidenziando come le prime siano in grado far considerare il paziente sotto tutti i punti di vista, ovvero nella sua globalità. Approccio, questo, che implica un interessamento a 360 gradi sia della figura dell’oncologo che di quella dello psicologo. La psiconcologia, essendo una fusione di principi di entrambe le specializzazioni, risulta essere un perfetto metodo per comprende gli aspetti emotivi, sociali, personali e pratici attraverso i quali il tumore può influenzare la vita del soggetto che ne è affetto. Le implicazioni che tale malattia può avere sulla vita quotidiana sono molte: accade a volte che il disagio generato da uno stato di salute compromesso condizioni l’evoluzione della patologia stessa e non solo la vita di ogni giorno. La psiconcologia mira quindi a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da neoplasie e ad entrare nel loro universo più intimo, per aiutarli a condurre un’esistenza a stretto contatto con una malattia spesso invalidante, che genera importanti disagi psicologici.

I due aspetti della psiconcologia

Questa disciplina si divide in due tipi di approccio analitico: il primo analizza il rapporto della persona con la malattia, aiuta il paziente ad accettare la sua situazione e osserva i miglioramenti generati dal suo intervento. Il suo compito è anche quello di supportare il paziente qualora insorgano psicosi, depressione, ansia e tutte quelle conseguenze psicologiche causate del tumore. Con gli anni, la percezione di questo terribile male sta mutando e, da tempo, non è più considerato mortale: questo grazie anche alla psiconcologia, che ha contribuito a modificare la valutazione sociale del tumore nella coscienza collettiva. La medicina ha fatto, e sta facendo, passi da gigante a riguardo, scoprendo ogni giorno cure, tecniche e terapie in grado di sconfiggere questo male. Tutto ciò contribuisce nell’insieme a donare fiducia nel pazienti, che riescono quindi a tenere lontane le patologie mentali cui sarebbero soggetti se si sentissero soli e in balìa della cancro.

Il secondo approccio si concentra sugli aspetti pratici e sul legame corpo/mente. Accade spesso che i malati somatizzino sul fisico le ansie e le paure generate a loro volta da una reale malattia, innescando un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Altre volte, una condizione psicologica particolare può facilitare l’insorgere delle patologie, il che evidenzia particolarmente il grande potere della mente sul corpo. Sulla base di ciò, la psiconcologia analizza tali sinergie e in che modo queste vengono a crearsi, cercando inoltre di impedire tali meccanismi mentali, pericolosi per la salute.

La psiconcologia: un aiuto per tutti

La psiconcologia non si limita ad assistere i pazienti malati ma si occupa anche dei loro familiari, degli amici e dei medici che lavorano nei reparti oncologici. Questi sono luoghi che possono minare la sensibilità degli operatori sanitari in genere, che ricorrono spesso al distacco emotivo per non essere troppo turbati dai casi clinici che prendono in cura. Ma il legame medico-paziente è di vitale importanza nel percorso terapeutico, risulta quindi necessario che lo specialista non alzi nessuna barriera difensiva nei confronti della malattia e del malato. In questi casi, la psiconcologia viene in aiuto per mantenere una soglia del dolore emotivo accettabile in grado di mantenere un legame forte sia a livello pratico che empatico.   

Psiconcologia: contatti utili

Per approfondire l’argomento, è possibile consultare il sito della SIPO - Società Italiana di Psiconcologia, al link www.siponazionale.it, che organizza corsi e master per coloro che intendono specializzarsi in questa disciplina di alta utilità sociale. L’Istituto Superiore di sanità organizza ogni anno un Piano oncologico nazionale atto a studiare le strategie migliori per la prevenzione, la terapia e la ricerca sull’ argomento. Tra le associazioni italiane che si prodigano nei confronti dei malati di tumore ricordiamo la SOS Tumori, www.sostumori.org e l’associazione Moby Dick, www.moby-dick.info, che si occupa di sostegno psicologico, assistenza e cura, ascolto, orientamento e formazione. Conta tra i suoi soci numerosi medici e professori universitari che contribuiscono col loro aiuto sia dal punto di vista professionale che umano.

Le conseguenze della malattia dal punto di vista sociale e psicologico, il ruolo dei fattori psicologici nella prevenzione e nella terapia: il cancro è una malattia che pone l’individuo davanti a grandi ostacoli, i quali metterebbero a dura prova la forza d’animo di chiunque. Grazie ad un aiuto psicologico specifico è possibile non soccombere emotivamente ad una patologia che, nonostante sia tra le più pericolose, non sempre è mortale. Confidare nella scienza e lottare sia fisicamente che mentalmente è importante. Ammettere di non farcela da soli è umano, puoi chiedere aiuto se ne senti il bisogno.

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17/11/2011

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