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Le differenze tra tumore maligno e benigno

Tumore, cancro e neoplasia sono tre termini ormai tristemente entrati nel linguaggio comune, spesso come sinonimi. Se tumore e neoplasia indicano la stessa patologia, il cancro fa riferimento solo a una sua sottoclasse, ovvero quella dei tumori maligni. Che differenza c’è tra i tumori benigni e quelli maligni? Che differenza c’è nella cura di questi due tipi di neoplasia? Il punto sulle differenze tra questi due tipi di tumore.

I tumori maligni e benigni
© Getty Images

Cosa sono i tumori

La parola tumore, come anche il termine più tecnico neoplasia, indica un’ampia famiglia di patologie con ampie differenze al suo interno. È un po’ come la parola “mela” indica sempre lo stesso frutto, ma a seconda del tipo specifico di mela, si riscontrano indubbie differenze di gusto, colore e forma. In medicina la parola tumore si riferisce alla formazione di cellule “sbagliate”, che proliferano in maniera incontrollata. Solitamente all’interno di ogni organo ci sono dei geni che vegliano sulla corretta riproduzione cellulare, impedendo alle cellule sbagliate di proliferare. Nei malati di tumore, ovviamente, questi geni controllori non assolvono il loro compito e le cellule modificate possono crescere più o meno velocemente di numero.

Tumori maligni e benigni: differenze

Proprio nella riproduzione cellulare si trova la differenza principale tra tumore benigno e tumore maligno: mentre nel primo caso le cellule pur riproducendosi restano limitate all’organo in cui sono nate, nel secondo mutano ancora estendendosi agli organi vicini, fenomeno conosciuto come metastasi. I tumori maligni vengono chiamati anche cancro proprio per la particolare forma con la quale le cellule si diffondono agli organi vicini. Le cellule si modificano quanto necessario per poter attecchire su un organo diverso da quello di partenza, ma allo stesso tempo, restano riconoscibili dal sistema immunitario come parte dell’organismo, così da evitare che questo le attacchi e le distrugga.

La seconda grande differenza tra i tumori benigni e maligni è che questi ultimi portano spesso al decesso del paziente, a differenza dei primi, proprio a causa del processo di metastatizzazione, che fa si che le cellule sbagliate colonizzino tutto l’organismo attaccando organi vitali come cuore e cervello. Per questa ragione in caso di tumore maligno diventa fondamentale intervenire, anche chirurgicamente, prima che le cellule tumorali arrivino ad altri organi. La medicina ancora sta indagando sul funzionamento della metastasi. Ad esempio alcuni tumori della pelle, melanoma escluso, pur essendo maligni è più raro che diano vita a un processo di metastatizzazione. Questo dipende dal fatto che se è facile per una cellula tumorale raggiungere altri organi tramite il flusso sanguigno o linfatico, è difficile riuscire ad attecchire. Secondo recenti studi dell’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, a consentire che ciò avvenga sarebbe un gene, chiamato MET, che svolgerebbe un ruolo di prim’ordine nella formazione del tumore e delle metastasi. Bisogna dire che oggi si interviene con sempre maggiore successo anche in caso di tumori maligni con metastasi, nonostante quest’ultima resti una delle maggiori cause di mortalità in questa patologia.

I vari tipi di tumore

Oltre che la distinzione tra tumori maligni e benigni, i tumori si differenziano anche per il tipo di tessuto in cui prendono origine. Tra i tumori maligni ci sono i carcinomi, i sarcomi e la leucemia.

  • I carcinomi coinvolgono i tessuti epiteliali, tra cui anche quelli ghiandolari, che hanno la funzione di proteggere l’organo dall’esterno come anche di secernere e assorbire di alcune sostanze. I carcinomi colpiscono soprattutto i polmoni, la prostata, il colon-retto, l’utero e le mammelle
  • I sarcomi nascono all’interno dei tessuti molli, come vasi sanguigni e linfatici, muscoli, grasso corporeo e nervi. Possono interessare gli arti come gli organi interni e la regione addominale chiamata retroperitoneo, ricca di tessuto adiposo.

  • La leucemia è un tumore del sangue che si distingue in leucemia mieloblastica, se colpisce la linea da cui prendono origine i globuli rossi e alcuni globuli bianchi, o leucemia linfoblastica, se colpisce la linea da cui nascono i linfociti, un tipo di globuli bianchi. 

Anche all’interno dei tumori benigni ci sono delle distinzioni e alcuni di essi sono molto conosciuti e mediamente diffusi. I fibromi uterini, ad esempio, sono dei tumori benigni tipici delle pareti dell’utero, che spesso risultano asintomatici, anche se possono essere un ostacolo per il concepimento o dar luogo a un’emorragia se le dimensioni diventano importanti. Anche gli angiomi, i polpi nasali e le cisti ovariche sono tumori benigni abbastanza diffusi nella popolazione.

La differenza tra tumore benigno e maligno sta proprio nel fatto che mentre col primo si può convivere, a volte anche ignorando di averlo, col secondo bisogna correre ai ripari il prima possibile perché potenzialmente mortale.

Giuditta Danzi

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26/06/2014

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