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I farmaci per combattere la tosse

Indicati in caso di tosse secca, esistono numerosi sciroppi in libera vendita, ma devono essere utilizzati con precauzione.

Gli antitussivi
© Getty Images

Farmaci per la tosse: come si usano?

Gli antitussivi si presentano in genere sotto forma di sciroppo e a volte sotto forma di compresse o pastiglie da masticare. Sono indicati in caso di tosse irritativa e secca. Agendo sul centro di comando della tosse situato nel bulbo, eliminano il riflesso della tosse. Quindi, se male impiegati, soprattutto in caso di tosse grassa, possono essere nocivi e provocare un'ostruzione bronchiale. La difficoltà risiede nell'identificare il farmaco antitussivo (che comprende generalmente più principi attivi).

Si raccomanda dunque:

• di leggere la sua composizione sul foglio illustrativo;

• di evitare un farmaco che associ principi attivi antitussivi e fluidificanti bronchiali (che, al contrario, favoriscono la tosse), e, se necessario, di chiedere consiglio al farmacista.

Bisogna inoltre sapere che gli antitussivi possono essere pericolosi nel caso di interazione con altri farmaci. Per questa ragione, l'automedicazione è fortemente sconsigliata nei pazienti in cura per un'altra patologia.

Infine, un trattamento antitussivo non deve durare per più di 3-5 giorni e va assolutamente evitato il consumo di alcol. È controindicato in caso di tosse grassa. Se la tosse è persistente, non esitare a consultare il medico.

I diversi sciroppi per la tosse

I farmaci antitosse oppioidi

Derivati, o della famiglia, dell'oppio, a base di codeina, codetilina, folcodina, destrometorfano o noscapina, sono molto efficaci, ma vanno usati con precauzione a causa dei loro molteplici effetti indesiderati: disturbi digestivi, sonnolenza, arresto respiratorio in caso di sovradosaggio, assuefazione in caso di uso prolungato. Sono controindicati in caso di asma, di insufficienza respiratoria e in certi periodi della vita: nei bambini di meno di 30 mesi; durante la gravidanza (rischio di pausa respiratoria nel neonato) e l'allattamento. Devono essere somministrati con prudenza negli operatori di macchina e nelle persone anziane. Bisogna sempre stare attenti alle interazioni con altri farmaci. Il destrometorfano è tassativamente controindicato in associazione con alcuni antidepressivi (IMAO non selettivi).

Gli antitussivi antistaminici

A base di alimemazina e prometazina, sono anche questi da utilizzare con prudenza per il rischio di sonnolenza (fortemente sconsigliato mettersi alla guida) o di confusione mentale nelle persone anziane. Sono controindicati prima del compimento di 1 anno di età (potenziale ruolo nella morte in culla), in caso di insufficienza respiratoria e all'inizio della gravidanza.

Altri antitussivi

A base de zipeprolo, eprazinone, oxeladina, clobutinolo, presentano il vantaggio di non avere effetti negativi sulla respirazione, ma comportano altri effetti secondari cui fare attenzione: sonnolenza, vertigini e rischio di dipendenza (zipeprolo), disturbi digestivi (clobutinolo), convulsioni (eprazinone); sono inoltre controindicati nel primo trimestre di gravidanza.

Claire Manicot

Nota: per indicare ogni farmaco utilizziamo la sua Denominazione Comune Internazionale (DCI), e non i nomi di specialità con i quali è venduto in farmacia (una stessa molecola chimica viene commercializzata con più nomi di specialità da diversi laboratori).

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28/03/2013

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