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AIDS e malattie sessualmente trasmissibili
 
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In cosa consiste il test dell'HIV?

L’HIV, o virus dell’immunodeficienza umana, è un retrovirus trasmesso durante i rapporti sessuali o dalla madre al figlio durante la gravidanza, e in certi casi attraverso l’allattamento, oppure in caso di accidentale esposizione a sangue infetto da parte del personale sanitario. Una diagnosi precoce permette di impedire che la sieropositività evolva in AIDS.

Il test per l'HIV
© Getty Images

Cos’è l’HIV?

L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è il virus dell’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) e fa parte della famiglia dei retrovirus, di cui esistono due categorie: HIV-1 e HIV-2. È una malattia sessualmente trasmissibile e in caso di contaminazione possono comparire alcuni segni (in genere verso il 15° giorno dopo la contaminazione): febbre, eruzioni, stanchezza, diarrea

Il test per l'HIV

L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è la conseguenza dell’infezione da HIV (virus dell’immunodeficienza umana), che viene diagnosticata attraverso il rilevamento di anticorpi nel sangue, anticorpi che compaiono 2-12 settimane dopo la contaminazione. È possibile che per diversi anni un soggetto sieropositivo non presenti alcun sintomo della malattia, pur essendo contagioso (ad esempio in caso di rapporti sessuali, attraverso il contatto con prodotti sanguigni contaminati o per trasmissione transplacentare da madre a figlio). Il test per la sieropositività può essere effettuato gratuitamente in un centro di prelievo test HIV anonimo e gratuito.

Come si svolge il prelievo per il test?

Viene prelevato del sangue venoso, in genere in corrispondenza della piega del gomito. Non è indispensabile essere a digiuno. Potrebbe essere necessario effettuare un secondo prelievo di controllo. In Francia il test HIV è obbligatorio per chiunque voglia fare una donazione di sangue, di sperma, di tessuti o di organi. La riservatezza del test e dei risultati è assoluta.

I risultati del test HIV

Il test viene effettuato obbligatoriamente con due tecniche diverse (2 test ELISA o 1 test ELISA et 1 test rapido):

• Se la ricerca con le due tecniche è negativa, il soggetto è sieronegativo all’HIV. Nel caso in cui sia possibile un rischio di contaminazione, per poter considerare il risultato come definitivamente negativo l’analisi può essere ripetuta una volta al mese nei 3 mesi seguenti all’eventuale contaminazione.

• Se uno dei test, o entrambi, sono positivi, viene richiesto un altro prelievo per un test di conferma, il test Western blot (test di conferma di riferimento). Un test viene considerato positivo se 2 anticorpi gp41, gp 120 o gp 160 sono associati a almeno un anticorpo delle proteine precursori p55, p40, p24 o p17 o delle proteine enzimatiche p66, p51 o p31.

• Se il test di conferma è positivo, la sieropositività del soggetto all’HIV è confermata.

• È possibile che anche il secondo test dia risultati dubbi : in questo caso si può richiedere un nuovo test a distanza di un mese per stabilire se il risultato dubbio dipenda da una reale sieroconversione, iniziata proprio nel periodo del primo prelievo, o se invece si tratta di una reazione negativa, ovvero il soggetto è sieronegativo (in questo caso il risultato dubbio può essere dovuto a una reazione non specifica con altri anticorpi senza alcune legame con l’HIV).

Variazioni patologiche legate alla contaminazione da HIV

Il rischio di contaminazione da HIV aumenta in caso di patologie pregresse come la sifilide, l’epatite B e C o l’anoproctite.

Dr Marie-Françoise Odou

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20/01/2014

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