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    Lotta contro l'AIDS: giornata mondiale
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AIDS e malattie sessualmente trasmissibili
 
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La giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS

Il 1° dicembre è la giornata mondiale della lotta contro l’AIDS, istituita dal 1987 dalle organizzazioni e associazioni internazionali per sensibilizzare il mondo su un problema molto importante. Dagli anni Ottanta l’AIDS ha mietuto ben 25 milioni di vittime in tutto il mondo, con un picco massimo nel 2005 di 3 milioni di individui. La ricerca, la lotta, la prevenzione e la speranza devono farla da padrone, questa giornata ce lo ricorda ogni anno.

Lotta contro l'AIDS: giornata mondiale
© Getty Images

L'organizzazione della giornata contro l'AIDS

La giornata del 1° dicembre non viene più organizzata dall’UNAIDS, l’organizzazione delle Nazioni Unite adibita alla lotta contro questa malattia, ma ha demandato alla WAC – The World AIDS Campaign tale compito. I finanziamenti per far girare un meccanismo mondiale di tale importanza arrivano nondimeno che dalla Banca Mondiale, mentre sono numerose le collaborazioni con organismi di rilievo che partecipano in ogni aspetto del progetto, tra cui l’OMS, l’UNICEF, l’UNESCO, l’ILO e il WFP.

Sensibilizzare le coscienze al virus HIV

Il primo motivo per cui si decise di istituire una giornata mondiale della lotta contro l’AIDS fu il bisogno di sensibilizzare le coscienze nei confronti di questo male: quando negli anni Ottanta il virus dell’HIV iniziò a mietere le prime vittime, nessuno era a conoscenza della gravità di un’epidemia che a breve sarebbe diventata una delle più mortali della storia.

Più tardi, l’ignoranza e la non capacità di approcciare con le persone malate, diede vita a pregiudizi e falsi miti: la malattia era associata ad una omosessualità più o meno latente e al sesso anale. La gente si teneva alla larga dalle persone affette dal virus, credendo che il contatto fisico fosse sufficiente a contrarre la malattia. Col tempo, sono stati fatti molti progressi in questo senso ma alcuni continuano a mettere la testa sotto la sabbia e ignorare il problema, confinandolo in una realtà ben lontana dalla propria.

AIDS: i numeri del contagio

Dopo i primi anni in cui si venne a conoscenza dell’esistenza del virus dell’HIV e le prime vittime morirono senza la possibilità di essere curate, oggi l’epidemia di AIDS conosce un rallentamento. Il merito va alle numerose associazioni che combattono ogni giorno per informare la popolazione mondiale sui rischi della malattia e sulle possibilità di prevenirne il contagio.

Tutti sanno che nei paesi meno industrializzati, come Africa e India, i casi di AIDS sono molti, in pochi prendono coscienza del fatto che in Occidente, cioè nei paesi definiti ricchi, il contagio è molto più alto di quanto non si pensi. Nascosti dietro la convinzione che non possa accadere proprio a noi si nascondono numeri da capogiro: in Italia, ogni giorno, ci sono 8 nuovi malati, circa 3 mila ogni anno. Un dato che non può essere ignorato.

I malati d'AIDS e la quotidianità: convivere con la malattia

Sono quasi 34 milioni le persone che nel mondo sono sieropositive e che convivono con la malattia; la ragione principale per cui si è contagiati rimane tuttora il sesso non protetto. Il Ministero della salute ha presentato dei dati che mostrano come nell’80% circa dei casi è il non aver usato il preservativo ad aver fatto la differenza, come accade nelle regioni del nord Italia. In meno di dieci anni, il numero di individui trattati con medicinali antiretrovirali è passato da meno 500 mila a 6 milioni a livello mondiale.

Più persone che si curano vogliono dire una maggiore capacità di accesso a queste terapie per la maggior parte della popolazione, anche di quella che finora era stata lasciata a se stessa: in Africa non era possibile nemmeno accedere al test per sapere se si fosse sieropositivi mentre oggi quasi la metà della popolazione è in grado di saperlo. In quella sub sahariana però, la situazione è ancora molto grave e le donne rappresentano la fetta più grande degli individui colpiti dal virus: la prevenzione non è stata in grado di arginare il problema e questa zona del mondo mantiene il triste primato del maggior numero di contagi e decessi a livello internazionale.

I fondi per la ricerca e la prevenzione dell'AIDS

L’annosa questione del sostegno finanziario alla ricerca ritorna inesorabile: le diverse associazioni italiane che si occupano di questo argomento da anni, e che corrono in aiuto delle persone malate, hanno bisogno continuamente di un sostegno economico per poter continuare a lottare.

La maggior parte di esse sono delle Onlus, come la Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS – LILA e l’Associazione Nazionale per la Lotta contro l'AIDS – ANLAIDS si sostengono grazie ai finanziamenti pubblici e privati, che negli ultimi tempi stentano ad arrivare. Il tanto sospirato “obiettivo zero” (ovvero zero contagi, morti legate all’AIDS e discriminazioni) non può essere raggiunto facilmente se non si interviene da questo punto di vista.

La ricerca e la prevenzione sono imprescindibili nella lotta contro l’AIDS e gli scienziati di tutto il mondo studiano cure e vaccini che permettano di arginare l’epidemia. Ricorda che la malattia riguarda tutti noi, nessuno escluso: combattila insieme al resto delle persone che si attivano in questo senso, ti sentirai parte di una comunità che non ignora il problema ma che vuole aiutare coloro che ne hanno davvero bisogno, in tutto il mondo.

Be an activist. Make it happen.

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02/12/2011

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