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Bugiardini 'rosa' e medicina di genere

Una recente ricerca, promossa dalla GISeG (Gruppo Italiano Salute e Genere) insieme alla casa farmaceutica Novartis, ha portato alla luce la necessità di differenziare i foglietti illustrativi dei medicinali per uomini e donne. Il motivo è la variazione degli effetti collaterali e l’efficacia reale dei farmaci in base al sesso. Approfondisci il fenomeno su Doctissimo.

Il bugiardino personalizzato
© Getty Images

Donne o uomini: chi si ammala di più?

Si chiama Gender Attention, ed è lo studio che gli esperti di Medicina di Genere hanno messo su per osservare il rapporto esistente tra i farmaci e gli individui, analizzando in che misura gli effetti collaterali dei medicinali incidano sulle donne e sugli uomini. Il risultato è stato inaspettato. Le donne vivono più a lungo, assumono più farmaci, sono più soggette ad ammalarsi e ad accusare gli effetti nocivi dei medicinali assunti.

Nasce da qui la necessità di adattare tale fenomeno alla pratica, creando dei foglietti illustrativi consoni alla problematica: rispetto agli uomini, hanno una fisiologia differente e di conseguenza è bene tenere in considerazione tali aspetti quando si parla di ricerca, efficacia ed effetti collaterali dei farmaci, spesso pericolosi per la salute.

La terapia di genere: che cos'è?

La Novartis ha iniziato ad osservare la differenza della risposta al trattamento farmacologico già da una trentina di anni, da quando cioè fu introdotta la ciclosporina, molecola che è in grado di impedire il fenomeno di un possibile rigetto in seguito ad un trapianto. Negli ultimi anni, la ciclosporina è stata implicata nella cura di psoriasi e artrite reumatoide, malattie autoimmuni importanti e molto invalidanti per l’individuo.

In questa occasione, si sono iniziate ad osservare le prime differenze di genere, al momento di analizzare le conseguenze dei farmaci sulla salute. Gli ormoni sono di certo i primi elementi che incidono in maniera rilevante sulla risposta alle terapie (estrogeni e testosterone) ma gli altri elementi saranno evidenziati al concludere della ricerca nel 2013, che vede coinvolti 1200 individui in tutta Italia (di cui 800 donne, la metà è nel periodo della menopausa, e 400 uomini).

Per saperne di più su tale ricerca è possibile consultare il sito di Medicina di Genere, che offre un’ampia panoramica sulla questione dei foglietti illustrativi 'in rosa' che si ha intenzione di istituire.

Bugiardini: il problema della differenza tra uomini e donne

La maggiore attenzione alla differenza fisiologica tra uomini e donne è nata proprio dai medici, in particolar modo specializzati nella Medicina di Genere, che intendono sensibilizzare pazienti e personale sanitario in direzione di una maggiore personalizzazione delle terapie, basate non solo sulle esigenze dell’individuo ma anche sul suo sesso.

I più attenti al fenomeno sono coloro che ricoprono posizioni più di spicco, dirigenti sanitari, oncologi o neurologi: non sono ancora molte le figure che prendono coscienza del fatto che gli individui di sesso femminile vengono danneggiati da conseguenze farmacologiche che non sono state tarate su di loro.

Già negli anni Ottanta, negli Stati Uniti, la popolazione è stata sensibilizzata in tal senso e non resta che aspettarsi lo stesso in Italia: la Novartis è l’unico ente che finora si è fatto carico del problema e si sta organizzando in tal senso. Lo scopo è prestare sempre più attenzione ai malati, affinché le cure a cui si sottopongono siano davvero utili e portino ai risultati sperati.

È bene ricordare che in passato, le sperimentazioni dei farmaci sono sempre state fatte su campioni di popolazione piuttosto sbilanciati, composti cioè per la maggior parte da uomini. Questo risulta evidentemente incorretto ai fini di una valutazione a 360° dei rischi e dei benefici di un particolare medicinale.

Le aree di competenza della Medicina di Genere

Gli studi della Medicina di Genere, e gli effetti dei farmaci sulla salute, si sono concentrati nell’osservazione di alcune aree specifiche: il sistema cardiovascolare, nervoso e immunitario (che generano ad esempio sclerosi multipla, demenza, diabete e malattie autoimmuni) fanno parte di quegli apparati colpiti da patologie di cui non è più possibile ignorare il sesso per prescrivere una terapia adatta.

In particolar modo, infarti e ictus registrano un’incidenza maggiore nella popolazione femminile, mentre i farmaci designati alle terapie sono studiati e misurati per soggetti di sesso maschile. Inoltre, negli anni si è assistito ad un fenomeno importante che però è più di carattere sociale che clinico: le donne sono state ritenute spesso poco attendibili ed esagerate al momento di esternare sintomi e disturbi al proprio medico.

Negli anni Novanta, questo fenomeno prese il nome di Yentl Syndrome, l’incapacità di dar credito ad una donna in caso di malattia da medici dell’altro sesso. Con il tempo, la situazione sta mutando e si sta andando verso una presa di coscienza che se esiste una differenza tra uomini e donne questa è solo di natura prettamente biologica, e non sociale.

Il futuro delle terapie farmacologiche ad hoc è prossimo, aiutiamo la ricerca e prestiamo maggiore attenzione alle differenze che ci rendono unici. È necessario agire d’anticipo e istruire la futura classe medica già durante gli studi a tener conto delle differenze di genere nella diagnosi e nella terapia, così come è necessario investire in questo senso in ricerca e progetti concreti. Sembra contraddittorio ma se la salute non deve fare distinzione di genere, è bene che i farmaci siano invece in grado di differenziarsi in base proprio al sesso del paziente.

Aldilà degli stereotipi più comuni, prendiamoci cura di noi stessi, e di noi stesse.

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02/12/2011

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